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NBA Busts, Sam Bowie: Colui che ha detronizzato MJ

di Francesco Tarantino

Eccoci nel terzo appuntamento della rubrica NBA Bust, dopo due “fregature” moderne, abbiamo deciso di tornare indietro nel tempo fino al mitico draft del 1984 di un certo Hakeem Olajuwon, del dio del gioco, Michael Jordan e di un certo John Stockton, come definito da Buffa, un muto che ha fatto parlare le mani.

E’ tra questi nomi che si trova quello del nostro eroe, si proprio lui, quello che ha fatto ombra ad MJ ed è stato il motivo per il quale i Blazers non hanno vinto l’anello in quegli anni, l’indimenticato centro Sam Bowie. Per analizzare al meglio una carriera costellata di successi, bisogna partire dal periodo dell’High School per questo grande talento. Con medie di 28 punti e 18 rimbalzi, sembrava quasi che un nuovo fenomeno si stagliasse all’orizzonte, pronto a diventare il simbolo del basket americano. Con il passaggio dal liceo al college inizia la parabola discendente di questo ipotetico fenomeno. I primi due anni sono abbastanza discreti, viene inserito addirittura nel terzo quintetto NCAA, non male complessivamente ma da uno con quel potenziale sembra un attimo riduttivo. Ci si è messa pure la sventura contro il nostro Sam, infatti, non ha potuto disputare due anni a causa di problemi alla tibia.

Bowie PortlandRitorna nella stagione 83-84 con medie di 10 punti e 9 rimbalzi a partita, alla fine di quell’ annata venne scelto with the second pick from Kentucky da Portland.

All’epoca la sua scelta fu condivisa da tutti: Bowie non era certamente privo di talento, infatti la sua carriera universitaria fu di discreto profilo ed era considerato un centro di enorme valore, durante la sua carriera ebbe moltissimi infortuni a cui era fortemente soggetto fin dai tempi dell’università tra cui 5 di fila nei suoi primi anni senza contare il fatto che, venendo continuamente paragonato agli altri giocatori del suo draft, venne immediatamente considerato un bidone cosa che lo penalizzò molto dal punto di vista psicologico. Durante la sua stagione da rookie, Bowie giocò 76 partite con una media di 10 punti e 8,6 rimbalzi a partita, guadagnando un posto nel NBA All-Rookie Team. Abbiamo assistito a cose ben peggiori e deprimenti.

Tuttavia,il meglio doveva ancora venire perchè gli infortuni gli consentirono di giocare solo 63 partite nelle successive tre stagioni, disputandone solo cinque nella stagione 1986-87 e saltando completamente quella 1987-88.

Nel giugno 1989, Bowie, che aveva una media di 10,5 punti a partita, venne scambiato con i New Jersey Nets in cambio di Buck Williams. Le quattro stagioni a New Jersey furono le migliori in carriera, le medie erano a dir poco da leggenda: 12,8 punti e 8,2 rimbalzi a partita senza perdere mai più di 20 incontri a stagione.

Nel 1993 passò ai Los Angeles Lakers allora in un periodo di crisi dove visse degli anni così importanti per la sua carriera,che decise di darsi lancio dei coriandoli, ritirandosi dal basket professionistico. Nel corso della sua carriera ha avuto una media di 10,9 punti, 7,5 rimbalzi e 1,78 stoppate a partita 45,2% dal campo e 30,2% da tre, totalizzando in 11 anni di carriera 5564 punti, 3845 rimbalzi e 1075 assist.

Un grande bust davvero, penalizzato dai fuoriclasse di quel draft, anche se a sentire le dichiarazioni  successive del GM dei Bulls che con la 3 ha selezionato Jordan, sembrerebbe che Bowie abbia davvero stregato tutti i dirigenti, i quali hanno affermato che in caso di possesso della 2 avrebbero comunque scelto come la franchigia dell’Oregon. In parte, quindi, la dirigenza è giustificabile, ma in un draft come quello credo sia quasi impossibile sbagliare, ma è successo: tipico stile NBA!!!

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1 commento

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