Periodo disastroso per i Chicago Bulls: anche questa settimana si è chiusa con un record negativo di 1 vittoria su 4 partite disputate. Periodo veramente di magra per Rose e compagni.
Andiamo ad analizzare nel dettaglio le gare in questione: dopo pochi giorni dall’ultimo confronto, Chicago torna ad affrontare i Wizards: approccio alla gara da grande squadra, e Chicago si trova in vantaggio di 12 lunghezze a metà secondo quarto, grazie anche all’energia che come sempre sprigiona in campo Noah; il francese però si infortunia pochi minuti dopo (storta alla caviglia destra) e dà forfait per il resto della gara. Nella ripresa Chicago segna soli 19 punti contro i 31 avversari, e la partita inevitabilmente prende la via di Washington, che va a vincere di sei lunghezze continuando a far valere il proprio momento d’oro.Wall (21+9) e Pierce(22 e +18 di plus/minus) i mattatori dell’incontro. Da segnalare la gran partita di Rose, che chiude con 32 e 5 assist, e un Butler da 3/10 in 37 minuti, un po’ pochino.
Ma Jimmy si riprende la partita successiva: ancora privi di Noah, che salterà tutte le gare successive, venerdì 16 i Bulls si trovano in trasferta al TD Garden di Boston, dove ad attenderli ci sono dei Celtics che più in rebuilding di così non si può. La partita sembra non avere un vero padrone fino all’intervallo, dove le squadre vanno a riposo con Boston sul +3. Nella seconda parte di gara, salgono in cattedra Butler, che chiuderà la partita con sei recuperi, firmando il massimo in carriera per quella categoria, e Rose: l’Mvp del 2011 sigla una gara da 29 punti, di cui 20 negli ultimi due quarti, 10 assist (seconda doppia doppia in stagione) e zero perse. Partita da leader. Nell’ultimo quarto il parziale dice 31-17 Chicago, che porta quindi a casa una W importantissima. Buono l’apporto di Brooks dalla panchina e di Gasol e Gibson-titolare in assenza di Noah- a rimbalzo.
Back to back, si gioca in casa stavolta, e gli ospiti sono gli Hawks, che iniziano la partita con un parziale di 24-16 nel primo quarto. Secondo quarto, e Korver inizia a svegliarsi: il miglior tiratore per percentuale dell’NBA segna tre triple fondamentali per Atlanta, chiuderà con 21 punti con 10 tiri e 7/9 da tre. Mostruoso. All’intervella la squadra della Georgia è sopra di 9; ripresa caratterizzata da parziali e controparziali: gli Hawks predicano basket e si trovano sul +15 in pochi minuti, Rose tenta di ricucire lo strappo con un paio di triple (4/10 dall’arco per lui), ma ormai lo scarto è troppo vasto e neanche nell’ultimo quarto Chicago riesce ad avvicinarsi significamente nonostante un Gasol da 22 e 15 rimbalzi e un Rose da 23, 8 e 10. Un’altra sconfitta casalinga per i Bulls, che perdono 107-99.
Partita successiva, dopo un po’ di riposo, a Cleveland, che nel frattempo ha visto il ritorno in campo di Lebron. Partita senza storia, i Cavs vincono i primi tre quarti dominando i Bulls (39 punti all’intervallo) in ogni aspetto del gioco. L’ultimo quarto vede Cleveland avanti di 22 lunghezze: garbage time e partita da resettare, così come il periodo. Rose e Gasol combinano per un 8/28 al tiro, Snell 4 perse (di cui una arrivata da un passaggio per Blatt).
Prospettive future:
Urge un cambio di rotta immediato: con questo andazzo si rischia non di scalare la classifica ma di crollare superati anche dai Cavaliers scendendo quindi al quinto posto, che sarebbe davvero un handicap in vista dei playoffs.
E’ vero che senza Noah cambia molto a livello difensivo, ma i risultati parlano di un pesantissimo 2–8 negli ultimi 14 giorni. “Sembra che non stiamo neanche provando a competere con nessuno. Sono molto frustrato”, le dichiarazioni di Rose nell’intervista post-Cleveland.
Cosa servirà a Chicago per cambiare marcia e tornare a essere quello che tutti si aspettano da questa squadra?
Per NBA Passion,
Nicola Siliprandi

