Maturità e consapevolezza. Sono questi i sostantivi che definiscono la prova gagliarda dei Milwaukee Bucks in quel del TD Garden. Una squadra, quella allenata da Mike Budenholzer, che ha sopperito con grande autorevolezza all’assenza di Middelton, sfoderando un’ottima difesa e un attacco cinico nei momenti cruciali.
Come sempre a farla da padrone è stato Giannis Antetokounmpo, meno straripante del solito, ma capace lo stesso di mettere il timbro sulla vittoria con un auto alley-oop da cineteca. “Avevo la palla ed ero in una situazione del tipo, “Oh m***a, sto per essere bloccato. Ho tirato il pallone verso il tabellone e… sono stato abbastanza fortunato, ringrazio Dio che mi ha dato la capacità di essere in grado di saltare e andare a prenderlo di nuovo”.
Una giocata figlio dell’istinto, lo stesso che ha scatenato il giubilo tra i giocatori e la panchina dei Bucks.
Ai microfoni di Jamal Collier di Espn, Bobby Portis e Jrue Holiday hanno detto la loro sulla giocata che di fatto ha spento l’incandescente pubblico di Boston.
“È da elite. Io non posso farlo. Non penserei nemmeno a provarci”.
“Non ci sono troppe parole da dire, ad essere onesti”.
Insomma una prova di forza fisica e tecnica che avrà fatto certamente piacere agli amanti del puro intrattenimento. Quegli istanti però nascondono una partita complessa, fatta di sacrificio e scelte ben ponderate. Al termine dell’incontro il numero 34 ha raggiunto la seconda tripla doppia della sua carriera nel palcoscenico dei playoffs: 24 punti accompagnati da 13 rimbalzi e ben 12 assist.
A leggere le statistiche si evince una gara improntata su un cambio di approccio, dettato dalla vena difensiva dell’avversario, che come ampiamente previsto avrebbe riservato un trattamento speciale ai suoi danni. Boston, per quello che ha potuto, ha tentato di limitare Antetokounmpo, riuscendo in parte ma non compensando lo sforzo nella propria metà campo, con quello offensivo, mettendo a referto una delle peggiori prestazioni degli ultimi mesi.
Indirizzati dal piano partita avversario, i Celtics hanno sparato a salve da oltre l’arco collezionando un misero 33% tradotto in 18 canestri su 50 conclusioni.
L’intensità difensiva è stata comunque una delle chiavi del successo di Milwaukee, che ora vai incontro all’esame più difficile: quello della riconferma.
Per Giannis e compagni si preannuncia dunque una gara due, che potrebbe diventare decisiva per mettere spalle al muro il collettivo biancoverde. Il greco ammette che occorrerà proseguire sulla stessa lunghezza d’onda, attenzione massima sul pitturato e aggressività a livelli massimi.
“Stiamo giocando duro in difesa. Penso che abbiamo capito che per essere in gioco, per vincere le partite, dobbiamo essere guardinghi. Offensivamente, ovviamente uno dei nostri migliori scorer, ossia Middleton, è fuori, perciò stiamo cercando di capire e trovare soluzioni (…)Alla fine, se non facciamo attenzione non abbiamo la possibilità di essere in partita. Penso che dopo gara 2 (contro i Bulls nel primo turno, ndr) ci siamo detti che dovevamo iniziare a essere guardinghi e attenti dietro. Dobbiamo continuare a offrire quell’orgoglio difensivo”.

