Swin Cash è il nome nuovo per il front office dei Pelicans: “Una vincente”

swin cash pelicans

Continua il rinnovamento ai vertici in casa New Orleans Pelicans, il vice-presidente esecutivo della squadra David Griffin ha introdotto alla stampa il nuovo arrivo, la grande ex giocatrice Swin Cash, 3 volte campionessa WNBA con le maglie di Detroit Shock e Seattle Storm (2003, 2006 e 2010).

Cash ricoprirà il ruolo di Vice-President of Basketball Operations and Team Development, ed opererà al fianco di Griffin e del neo general manager della squadra Trajan Langdon.

Swin Cash si è ritirata dal basket giocato nel 2016, dopo 15 stagioni nella WNBA tra Detroit, Seattle, Chicago, Atlanta e New York e dopo aver vinto 2 ori olimpici con la nazionale statunitense (Atene 2004 e Londra 2012).

Non appena abbiamo avuto l’opportunità di chiamarla ai PelicansCosì David Griffin a Jin Eichenhofer di Pelicans.com su Swin Cash “Non abbiamo perso tempo, Il nostro sforzo nel portare qui le persone migliori, le figure più brillanti prosegue, il nostro obiettivo è avere le persone migliori possibili in ogni ambito e settore, costruiremo qualcosa di speciale qui a New Orleans“.

Swin Cash è stata da giocatrice una delle atlete più forti e celebrate della pallacanestro femminile USA, guadagnandosi 4 convocazioni all’All-Star Game, due nomine nel secondo quintetto All-WNBA (2003, 2004) e l’inserimento nella lista delle 20 migliori giocatrici della storia della WNBA, assieme ad atlete del calibro di Sue Bird, Becky Hammon, Lisa Leslie, Candace Parker e Diana Taurasi, nel 2016.

Cash ha vinto a praticamente ogni livello possibile“Prosegue Griffin “Conosce quanto lavoro e quanta organizzazione siano necessari per vincere, e sa coinvolgere le persone attorno a lei in quest’ottica, che è uno dei punti chiave del nostro percorso“.

Ho visto davvero un ambiente positivo” Swin Cash commenta il suo arrivo in Louisiana “Le persone, e la cultura di pallacanestro che ho trovato qui mi hanno convinto ad accettare, non vedo l’ora di poter contribuire al nuovo corso della squadra. Non conosco le situazioni del passato, ma sono fiduciosa per il futuro e per le fondamenta che stiamo costruendo. Aveva già avuto l’occasione di collaborare con Griff (David Griffn, ndr), e non ho trovato nessuno, tra i tanti executive NBA e tra i tanti giocatori che ho la fortuna di conoscere, che abbia mai detto qualcosa di negativo su di lui (…) Griffin ha le doti di un leader, e mi ha dato l’opportunità di lavorare in un ambiente dove poter crescere. Ecco perché sono qui“.

Sulla squadra: “Non vedo l’ora di lavorare con coach Alvin Gentry ed il suo staff, sarà una bella esperienza. I giocatori? Jrue Holiday è sempre stato uno dei miei giocatori preferiti, lo ammiro, quando si ha in squadra un giocatore così, il limite è il cielo“.

Pelicans, Jrue Holiday torna ad allenarsi dopo l’infortunio

jrue holiday

Jrue Holiday, guardia dei New Orleans Pelicans, sembra aver pienamente smaltito l’infortunio ai muscoli addominali. Il numero 11 dei Pelicans, al fine di ottimizzare i tempi di recupero dall’infortunio, ha iniziato a seguire un programma di allenamento interamente supervisionato dal performance coach dei Pelicans Mike G.

I progressi del giocatore sono testimoniati dai numerosi video, caricati in rete dal suo personal trainer.

Holiday si era sottoposto lo scorso 26 marzo ad un intervento chirurgico, necessario a ridurre una lesione ai muscoli addominali che aveva posto fine anzitempo alla sua stagione.

Jrue Holiday: la stagione della definitiva consacrazione

La stagione 2018/19 è stata per Jrue Holiday quella che lo ha consacrato come uno dei migliori two-way players dell’intera lega. Tradotto, Holiday è quel tipo di giocatore capace di fare la differenza su entrambi i lati del campo, sia in attacco che in difesa. A conferma di questo, nella stagione 2017/18, Holiday fu inserito nel primo quintetto difensivo dell’intera lega.

21.2 punti (massimo in carriera), 5.0 rimbalzi, 7.7 assist e 1.6 palle rubate a partita sono la ciliegina sulla torta di una stagione vissuta da assoluto protagonista. Statistiche del genere lo porterebbero direttamente a competere per un posto da titolare al prossimo All Star Game con sede a Chicago.

NBA scambi estivi: ecco alcune 5 possibilità interessanti

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Arrivati a questo punto della stagione, i roster delle franchigie sono pressoché definitivi salvo piccoli aggiustamenti, ma c’è chi pensa già nella NBA agli scambi estivi.

Lo scatto finale della Regular season, la corsa ai premi individuali e i tanto attesi playoffs si preparano ad infiammare la primavera americana sotto canestro. Gli addetti ai lavori dei front-office delle 30 squadre hanno tuttavia già da un pezzo la testa alla preparazione della prossima stagione, che passa dalla off-season estiva.

Draft, free-agency e possibilità di scambi stanno riempiendo teste e scrivanie.

Nei mesi antecedenti e subito successivi alla trade-deadline di questa stagione (7 febbraio 2019) alcuni giocatori e alcune franchigie sono stati chiari protagonisti. E’ indubbio che questo avrà strascichi ed effetti diretti sui movimenti della off-season imminente.

Vediamo quali sono gli scambi che potrebbero infiammare il mercato, quelli non scontati ed anzi piuttosto differenti dai soliti rumors, e che si basano proprio sugli eventi dello scorso febbraio.

5. Kevin Love agli Charlotte Hornets

Un’altra trade deadline è passata, e Kemba Walker è rimasto a Charlotte, nonostante i tanti rumors che negli ultimi anni hanno ipotizzato un’eventuale partenza tramite scambio della star degli Hornets.

Le motivazioni sono sostanzialmente due:Il contratto di Walker scadrà a fine stagione: questo da un lato potrebbe aver scoraggiato altre squadre a farsi avanti per il prodotto di UConn, rischiando di sacrificare giocatori e scelte per perdere il giocatore già in estate.

Da un altro lato, un’eventuale giuramento di fedeltà agli Hornets da parte di Kemba potrebbe aver portato i suoi a non accettare eventuali offerte, naturalmente rilanciate al ribasso a causa dell’imminente free-agency del giocatore.

La tesi del rinnovo sarebbe suffragata dalle ripetute dichiarazioni d’affetto verso la franchigia rilasciate, negli anni, dalla stessa point-guard degli Hornets.

Spingendoci un poco in la e dando per assodato il nuovo contratto di Kemba Walker, se la franchigia di Michael Jordan volesse puntare con decisione ai prossimi playoffs, dovrebbe cercare una seconda stella da affiancargli. Gli Hornets, “piagati” da una situazione salariale difficile, dovrebbero ricorrere ad una trade.

La soluzione potrebbe trovarsi in una stella le cui quotazioni siano in calo. Una di loro gioca in una squadra che vuole alleggerire il suo monte ingaggi per uscire dalla fascia Luxury Tax (pagata dalle franchigie dopo un limite di circa 120 milioni del totale stipendi): Kevin Love dei Cleveland Cavaliers, vistosi poco in stagione a causa di un infortunio.

Il pacchetto proposto dagli Hornets potrebbe essere composto da:

  • Bismack Byombo, con un contratto che scadrà nel 2020, se il giocatore attiverà, a giugno, l’opzione da 17 milioni;
  • Malik Monk, con un anno rimasto nel suo contratto rookie da circa 4 milioni e un opzione di squadra da 5 milioni fino al 2021;
  • Il giocatore selezionato in sede di Draft 2019 dagli Hornets, sotto ovvie indicazioni dei Cavs; (la scelta non potrebbe andare direttamente ai Cavs per la “Stepien rule“, che vieta ad una squadra di scambiare la propria prima scelta per due anni consecutivi)
  • La prima scelta degli Hornets all Draft 2020.

I Cleveland Cavs si libererebbero del lungo contratto di Love (scadenza 2023), ottenendo in cambio un contratto in scadenza (Biyombo) ed un giovane con potenziale (Monk), oltre alle due scelte al draft.

Una nuova point guard per i Detroit Pistons >>>

Cleveland Cavaliers 2018/2019

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Los Angeles Lakers demoliti a NOLA, LeBron James ai suoi: “Mancano solo 23 partite! Che vogliamo fare?”

Lakers-Oltre Lebron

Un passo indietro. Dopo la vittoria casalinga in rimonta contro gli Houston Rockets, arriva per i Los Angeles Lakers di LeBron James la sconfitta contro “quei” New Orleans Pelicans, allo Smoothie King Center di New Orleans, Louisiana.

 

Pelicans privi di Anthony Davis, in amministrazione controllata e tenuto fuori in occasione della sfida contro i tanto desiderati Los Angeles Lakers. Nel 128-155 finale con cui gli uomini di coach Alvin Gentry superano i giallo-viola, sono 27 i punti di Jrue Holiday, con 7 assist e 3 recuperi difensivi in 33 minuti di gioco.

 

L’ex di giornata Julius Randle chiude la sua gara con 24 punti e 5 assist, mentre sono ben 18 (con un perfetto 8 su 8 al tiro) i punti per Cheick Diallo in uscita dalla panchina in soli 19 minuti, con 10 rimbalzi.

 

 

I Lakers, ancora privi di Lonzo Ball, subiscono 42 punti nel solo primo quarto, e 67 dopo i primi 24 minuti di gioco. Nel terzo quarto i Pelicans tengono a bada gli avversari, e coach Luke Walton svuota la panchina nel quarto periodo, a risultato ormai compromesso.

 

Los Angeles Lakers, LeBron James: “Speriamo di cominciare a giocare meglio”

 

La pesante sconfitta contro degli avversari limitati dagli infortuni (fuori Davis, E’Twaun Moore e Darius Miller) e ben 7 gare al di sotto del .500 di vittorie (27-34) ha lasciato un LeBron James da 27 punti, 12 assist, 7 rimbalzi e 4 recuperi in 39 minuti un poco spiazzato a fine gara.

 

Inesperienza e mancanza di “forza della disperazione” della quadra, a poco meno di due mesi dalla fine della regular season e con del terreno da recuperare in vista della corsa-playoffs, sono l’oggetto delle critiche di James: “Quanti di noi sanno davvero cosa c’è in gioco, arrivato a questo punto della stagione?” Si chiede il numero 23 dei Lakers.

 

Faccio l’avvocato del diavolo: la nostra inesperienza ci ha portato a volte a cercare di evitare di ‘sporcarsi le mani’. Ed è sbagliato, bisogna saper essere in grado di sacrificarsi, fare tutte quelle piccole cose che servono e non limitarsi a giocare “al sicuro”, affidandosi solo a ciò che ci riesce meglio. Bisogna attaccare la partita sin dalla palla a due con un senso di urgenza, con la forza della disperazione. E soprattutto senza paura. Mancano 23 partite! Vedremo cosa accadrà

 

 

I Los Angeles Lakers (29-30) si trovano oggi a ben tre gare e mezzo di distanza dall’ottavo posto nella Western Conference:

 

Sapevo che sarebbe stata una sfida difficile, vista l’inesperienza della nostra squadra. Sapevo che sarebbe stata dura ma so che possiamo giocare molto meglio di così. Eravamo in buon periodo prima del mio infortunio e di quello di Lonzo (Ball, ndr), infortuni intempestivi ma che fanno parte del gioco, e che vanno accettati (…) per me, chimica di squadra ed intesa sono fondamentali. Gli infortuni hanno rallentato tale processo, e si sono fatti sentire. Speriamo di poter recuperare Lonzo in fretta. E speriamo di cominciare a giocare meglio, soprattutto

Jrue Holiday su Anthony Davis: “Sono rimasto a NOLA soprattutto per lui”

La richiesta di trade di Anthony Davis ha scatenato il caos nel mondo NBA. Dopo le dichiarazioni di alcuni avversari, come Brandon Ingram, sono finalmente arrivate anche quelle del suo compagno di squadra, Jrue Holiday.

L’ex 76ers ha affermato che Davis è la ragione principale che lo ha spinto a firmare nel 2017 un ricco rinnovo quinquennale da 125 milioni di dollari con la franchigia della Luisiana. “Davis rappresenta il 90% dei motivi per cui sono rimasto qui”, e ha poi continuato, “Anthony è sempre stato professionale con noi e, ancora di più, è stato un amico e come un fratello, qualunque sia la sua decisione, non posso arrabbiarmi con lui, so che è un business e sta facendo ciò che è meglio meglio per lui.”

Jrue Holiday su Anthony Davis, ora diventerà la star dei Pelicans?

Anche se la sua partenza potrebbe essere rimandata alla prossima estate, il futuro di AD sembra ormai lontano da New Orleans. Jrue Holiday deciderà allora di restare e diventare la star della squadra?

Difficile dare una risposta, ma sicuramente avrebbe tutte le carte in regola per farlo. Il n°11 sta viaggiando su ottime medie, 21.1 punti, 4.9 rimbalzi e 8.1 assist a partita, consacrandosi anche come una delle migliori point guard nella metà campo difensiva.

Lo scorso anno, ovviamente insieme a Davis, è stato protagonista della vittoria per 4-0 nella prima serie di playoff contro Portland.

 

Pelicans, Anthony Davis tuttofare, OKC abbattuta: “Pels, teniamo duro, qualsiasi cosa per la squadra”

trade Anthony Davis

41 a Boston, 44 ad Oklahoma City due sere dopo. Il bottino personale di Anthony Davis nelle ultime due uscite dei suoi New Orlenas Pelicans (15-15) che grazie alla sua star cercano di tenere botta ad ovest nonostante gli infortuni ed una panchina corta (per non dire di peggio).

Fuori E’Twuan Moore, fuori Elfrid Payton, fuori Nikola Mirotic. E dunque coach Alvin Gentry chiede gli straordinari a Davis, che rimane in campo per 4o minuti, segna 44 punti, cattura 18 rimbalzi, fa 11 su 11 dalla lunetta e conduce i Pelicans alla vittoria allo Smoothie King Center di New Orleans.

Gentry fa di necessità virtù, ed oltre ai 20 punti e 10 assist di Jrue Holiday ed i 22+12 di Julius Randle, trova un Tim Frazier in zona tripla doppia (6 punti, 9 rimbalzi e 9 assist per il giramondo NBA ex Bucks e Wizards). Dalla panchina, ci sono 10 punti per Darius Miller e 8 per il secondo anno da Duke Frank Jackson, seduto per 48 minui nelle precedenti 5 gare.

A New Orleans tutto parte da Anthony Davis. L’ex Kentucky, Holiday e Randle segnano 86 punti in tre, più della metà dei quali dal solo AD. Alvin Gentry sa di non avere riposo da concedere a Davis in questo periodo, data la schedule crudele dei Pelicans e gli infortuni:

Va così. Vorrei non farli giocare così tanto (Davis e Holiday, ndr) ma dobbiamo vincere le partite. Qualche minuto di riposo in più non fa una gran differenza, se perdiamo le partite. Li faremo riposare ogni volta che sarà possibile, in partita ed anche in allenamento, cosa che già facciamo. Dobbiamo vincere le partite, a tutti i costi

– Alvin Gentry su Anthony Davis e Jrue Holiday –

 

Anthony Davis: “Abbiamo tolto la palla dalle mani di Westbrook e George”

 

Coach Gentry deve rimandare i propositi su Davis e Holiday ad altre partite. La sfida di New Orleans è equilibrata, AD non esce praticamente mai e dopo 3 quarti ha già segnato 36 punti.

Qualsiasi cosa il coach mi chieda di fare, e qualsiasi cosa di cui la squadra necessiti, io lo farò. I minuti in campo? Ho 25 anni, non è un problema, rifatemi la stessa domanda tra 5 anni

 

Nel quarto periodo i Pelicans provano la fuga (92-84 in apertura di quarto) e salgono sino al 116-109 con 1:20 da giocare.

Westrbrook e Paul George chiudono la porta in faccia a New Orleans in difesa e recuperano (116-114). L’ultimo possesso Thunder è per Russ, che trova Alex Abrines libero per il sorpasso da dietro l’arco a 3 secondi dalla fine. Primo ferro per l’ex Barca e partita finita.

Per OKC, 25 punti, 11 rimbalzi e 5 assist per Paul George, e 20 e 7 assist per Westbrook, con 7 palle perse. Dennis Schroeder chiude con 24 in uscita dalla panchina, ma ci aggiunge a sua volta altre 4 palle perse.

A fine gara, Anthony Davis è soddisfatto della prova dei suoi. Dopo la sconfitta di stanotte, OKC (17-9) cade al terzo posto nella Western Conference, dietro a Denver Nuggets e Golden State Warriors, mentre i Pelicans si avvicinano all’ottavo posto, ora occupato dai Sacramento Kings:

Loro sona la miglior squadra della Conference, ed in buon periodo per di più. Abbiamo cercato di togliere la palla dalle mani di Westrbrook e George e sfidare gli altri giocatori a batterci. Hanno segnato, ma non abbastanza per vincere. L’unica cosa che conta per noi è continuare a competere. Stasera lo abbiamo fatto, e quando giochiamo così siamo tosti da battere

– Anthony Davis –

 

I Pelicans sono nel pieno di un periodo davvero impegnativo. Da oggi, la squadra avrà tre giorni di riposo prima della prossima partita (in casa contro Miami), e di un giro di trasferte che toccherà Milwaukee, Los Angeles, e Dallas:

La pausa è una chance per recuperare e staccare. E’Twaun (Moore, ndr) e Nikola (Mirotic, ndr) torneranno in squadra, ci riposeremo un poco. Poi di nuovo sotto

– Anthony Davis –

 

Pelicans, vittoria contro i Knicks e nuovo infortunio per Elfrid Payton. AD: “Sempre intoppi”

Infortunio Elfrid Payton, la point guard dei New Orleans pelicans ha riportato la frattura del mignolo della mano sinistra durante il prmo quarto della sfida casalinga contro i New York Knicks.

Payton era al rientro dopo ben nove partite saltate a causa di una distorsione alla caviglia destra.

L’infortunio è occorso con circa quattro minuti ancora da giocare sul cronomentro del primo quarto. Payton è rientrato negli spogliatoi e non è più rientrato in partita.

I New Orleans Pelicans hanno vinto in rimonta contro i New York Knicks, dopo un primo quarto chiuso sul 32-16 per gli ospiti. I Pelicans, trascinati da un super Anthony Davis da 43 punti, 17 rimbalzi e 5 assist, hanno prima impattato il match in chiusura di primo tempo, per poi segnare ben 41 punti nell’ultimo quarto di gioco.

Per i Knicks di un coach David Fizdale ancora in piena sperimentazione, 30 punti per Tim Hardaway jr e 24 dalla panchina per Trey Burke, con 10 su 13 dal campo in 26 minuti d’impiego.

Jrue Holiday segna 24 punti e 10 assist, e guida assieme a Davis ed a Julius Randle (19 punti e 11 rimbalzi per l’ex Lakers) la rimonta dei suoi Pelicans.

Infortunio Elfrid Payton, le parole di Anthony Davis

Si profila dunque un nuovo stop per Payton, che nelle cinque partite finora disputate ha viaggiato a 11.6 punti e 6.4 assist, sostituendo al meglio Rajon Rondo nei piani tattici di coach Alvin Gentry.

Davis ha dichiarato a fine partita:

Da quando gioco qui a New Orleans, c’e sempre stato qualche intoppo. (Elfrid) era appena tornato, non vedeva l’ora di poter ritornare in campo, ed ecco che si infortuna di nuovo. Spero che non sia una cosa lunga, stavolta, e che possa rientrare presto a disposizione (…) abbiamo giocatori che possono sostituirlo al meglio, come già successo nelle ultime partite, noi lo aspettiamo

– Anthony Davis sull’infortunio Elfrid Payton –

Sulla vittoria in volata dei suoi Pelicans:

E’ stata una battaglia. Di solito, quando metto a referto numeri così, significa che siamo sopra di 10-15 punti, stavolta ci sono stati col fiato sul collo tutta la partita. Abbiamo dovuto impegnarci a fondo per rimontare, io ho cercato di fare la mia parte (…) Julius (Randle, ndr) mi ha salvato con quel rimbalzo sul mio errore ai liberi, a fine partita… ho visto una maglia blu volare a canestro e prendere il pallone… a fine gara gli ho detto un bel grazie. Non so da dove sia arrivato, ma è stato provvidenziale

Pelicans, Jrue Holiday: “Che intesa con AD, sappiamo vincere anche le partite più dure”

Jrue Holiday

Pelicans-Nets, quarta vittoria consecutiva per i New Orleans Pelicans, Jrue Holiday risolve la gara.

Vittoria in rimonta sul parquet dello Smoothie King Center di New Orleans per i Pelicans di Anthony Davis e Jrue Holiday.

Dopo aver subito il tentativo di fuga dei Brooklyn Nets, guidati dal miglior D’Angelo Russell di questo inizio di stagione e da una panchina da 47 punti, i Pels – sotto anche di 13 lunghezze – rimontano uno svantaggio di 7 punti con poco più di due minuti da giocare sul cronometro del quarto periodo, e si ritrovano con la palla del possibile sorpasso in mano a 7 secondi dalla fine.

Jrue Holiday, autore di una partita da 26 punti e 5 assist, segna in jumper dal gomito sinistro il canestro del definitivo sorpasso a 2 secondi dallo scadere.

Il successivo tentativo di rimessa dei Nets viene stoppato dalle braccia chilometriche di Anthony Davis, che intercetta e raccoglie per il 117-115 finale.

I New Orleans Pelicans rimangono imbattutti in questo inizio di stagione. 4-0 per gli uomini di coach Alvin Gentry, che stanotte hanno però avuto bisogno della complicità dei Brooklyn Nets.

I Nets sprecano in due minuti quanto di buono fatto in 46. Una palla persa banale di Russell dona il possesso finale a Jrue Holiday. Un fallo tecnico alla panchina (Ed Davis il colpevole) a seguto del tiro vincente di Holiday chude il discorso partita.

Pelicans-Nets, Jrue Holiday: “Io e AD? Intesa perfetta”

Senza più timeout da spendere, Gentry sia ffida per l’ultimo tiro alla sua coppia d’oro. Jrue Holiday raccolglie palla dalla rimessa, e si crea il tiro vincente da pick and roll laterale giocato con Davis.

A fine gara, Jrue commenta l’azione:

Sappiamo quale sarà l’ultima azione. O palla ad Anthony, o un tiro in uscita da un blocco (…) il tiro è sempre libero perché AD attira tutti i difensori quando rolla verso il canestro (…) la nostra intesa è perfetta. Visto il modo in cui stiamo giocando, credo che dopo le ultime due partite abbiamo capito che possiamo vincere anche nelle situazioni più difficili

– Jrue Holiday dopo Pelicans-Nets –

Serata difficile al tiro per Anthony Davis (18 punti con 6 su 19 al tiro), che però contribuisce al solito con una presenza difensiva da Defensive Player Of The Year, ed a rimbalzo (14 alla fine per lui).

https://youtu.be/Lg54BRM-500

Sull’ultimo possesso Nets, Davis pressa la rimessa laterale di Joe Harris ed intercetta il passsaggio destinato a Caris LeVert (21 punti – con 8 su 23 dal campo – e 6 rimbalzi per LeVert):

Ho cercato di pressare al meglio la rimessa e rendere difficile il passaggio. Abbiamo lottato per tutta la partita. E’ stata dura

D’Angelo Russell è il migliore in campo per Brooklyn. 24 punti, 5 rimbalzi, 4 assist, 6 triple a bersaglio e l‘impressione di non aver nemmeno mai ingranato la terza, vedendolo muoversi con una naturalezza unica sul parquet.

A fine gara, Russell si assume la responsabilità della sconfitta:

E’ stata tutta colpa mia. Noi dobbiamo migliorare tanto. Abbiamo giocato bene per 47 minuti e malissimo per un minuto. Non siamo rimasti concentrati, io non sono rimasto concentrato. Ed è così che si commettono errori pesanti

– D’Angelo Russell al termine di Pelicans-Nets –

Coach Kenny Atkinson crede che la sua squadra potrà imparare dagli errori commessi: “Un vero peccato, perché abbiamo giocato una gran partita. Non siamo stati in grado di chiuderla quando abbiamo avuto la possibilità (…) abbiamo commesso degli errori di inesperienza, non possiamo far altro che imparare da questi

Jrue Holiday: X Factor di Nola e incubo di Damian Lillard

Jrue Holiday

Jrue Holiday ha disputato una stagione strepitosa, specialmente da dopo l’infortunio di Cousins quando è stato chiamato a salire di livello per permettere ai Pelicans di raggiungere i playoff. Nelle prime due partite della serie contro Portland si è visto un giocatore ancora superiore, difensivamente ha cancellato Lillard (non pincopallino) e in attacco è stato determinante. Perché però si parla così poco di Holiday? New Orleans è uno small smarket e le poche attenzioni che gli si rivolgono sono quasi esclusivamente per Anthony Davis, adesso non si può più ignorare il prodotto di UCLA.

Alvin Gentry, intervistato dopo Gara 2, (dopo aver constatato l’assenza di Kawhi Leonard) parlando di Jrue e del suo essere incisivo sui due lati del campo, ha detto questo:

Potrei risultare fazioso, ma se voi sapete dirmi un miglior two-way player che giochi nella NBA al momento, sono pronto ad ascoltarvi. Per ciò che gli si chiede di fare in difesa e per quello che gli si chiede di fare in attacco, penso abbia disputata davvero una partita grandiosa.

Damian Lillard finora è stato marcato il più delle volte dall’ex Philadelphia e nelle prime due uscite stagionali nei playoff ha tirato col 31% dal campo, 31% da 3, rapporto assist-turnover di 11-7 e un plus/minus di -11. Sicuramente non ci sono soltanto meriti della difesa, ma anche demeriti di Portland ad esempio nel forzare più volte il cambio su Rondo, giocatore che Dame può mettere maggiormente in difficoltà specialmente nei pick-and-roll. Holiday difensivamente è però un fattore fondamentale per le sorti dei Pelicans, perchè spessissimo si deve prendere in consegna avversari con più chili e centimetri di lui per coprire le lacune dei vari Moore, Miller ecc. Tatticamente è molto intelligente, il che lo fa entrare nelle grazie di qualsiasi allenatore, comunque non si fa problemi a sporcarsi le mani e ne sono l’esempio le 1.5 rubate di media e le 0.8 stoppate a partita.

Jrue Holiday, Molto più di una ‘spalla’

L’ex Sixers ha dimostrato di non essere un semplice Robin per il Batman-Davis, ha saputo integrarsi con Rondo formando un backcourt duo di tutto rispetto per i playoff (perché mi sembra abbastanza evidente che il Rajon della regular è il gemello più scarso). In gara 1 contro i Blazers Holiday ha messo a segno: 21 punti (10/20 50% dal campo), 2 assist 7 rimbalzi, +12 plus/minus. In più lui e Rondo hanno tenuto sia McCollum che Lillard sotto i 20 punti, 18 e 19 rispettivamente. Gara 2 è stato il manifesto della campagna #RoadToAsg2019, il ritorno di Jrue all’All Star Game è tutt’altro che improbabile: 33 punti (14/24 58.3% dal campo, 2/5 da 3 e 3/4 ai liberi), 9 assist, 3 rimbalzi e +12 plus/minus.

Nella prima azione aspetta Turner dentro l’area invitandolo al tiro da 3, decisamente non la specialità della casa, poi tiene l’uno contro uno e lo costringe a un tiro difficilissimo che l’avversario puntualmente sbaglia. Nella seconda azione stoppa Lillard dopo essere passato sul blocco di Nurkic, prendendo il tempo a Dame in modo superlativo. 

Jrue Holiday dopo l’All Star Game: un vero fattore

Il rendimento dopo l’All-Star Game della guardia di New Orleans è stato di assoluto livello, mettendo a segno:

  • 19.8 punti,
  • 4.9 rimbalzi
  • 7.2 assist di media
  • tirando col 37.6% da tre

Prima della gara delle stelle i dati erano: 18.6 punti, 4.3 rimbalzi e 5.5 assist col 32.5% da tre). Le statistiche (ad eccezione di quelle super avanzate) non sono l’ideale per valutare un cestista come Holiday, in quanto i cosidetti ‘intangibles’ non vanno a referto e nemmeno la leadership che giornalmente mette sul parquet per aiutare i suoi a vincere.

La serie contro Portland riprende stanotte allo Smoothie King Center, gli “aggiustamenti” di Terry Stotts saranno molto interessanti da vedere perché qualora i Blazers non dovessero fare nulla di diverso in termini di scelte-gioco difficilmente avranno possibilità di ribaltare lo 0-2 attuale. E’ lecito aspettarsi la continua ricerca del pick-and-roll su Rondo da parte di Dame, quintetti più bassi con Aminu da 5 e Harkless più in campo (0 minuti in gara 1, 27 in gara 2), almeno uno tra Nurkic e Collins, il rookie che bene ha fatto finora, deve essere più incisivo in attacco per restare in campo. Dall’altra parte i Pelicans continueranno a difendere forte, a sporcare il gioco avversario e in caso di quintetti small ball per Stotts, si andrà il più possibile da The Brow per far pagare i mismatch. Per essere una serie del primo turno è davvero una splendida sfida tra due squadre equilibrate, finora l’esperienza di Rondo, la durezza sui due lati del campo di Holiday e qualche errore di troppo di Portland ha evidenziato un gap che però può essere ridotto nelle prossime uscite.

In tutto questo stop sleeping on Jrue Holiday, ‘cause is a bad boy! #RoadToAsg2019

 

 

 

Alvin Gentry: “Rajon Rondo e Jrue Holiday formeranno il nostro backcourt”

Rajon Rondo

Dopo aver confermato Jrue Holiday in questa sessione di mercato, I New Orleans Pelicans si candidano come possibile outsider per la qualificazione ai Playoffs della Western Conference del prossimo anno. Oltre alla conferma già certa di DeMarcus Cousins preso nel corso dell’ultima trade deadline di febbraio, la franchigia della Louisiana si è assicurata nelle ultime settimane di free agency un giocatore che non ha bisogno di tante presentazioni: l’ex playmaker dei Chicago Bulls Rajon Rondo.

Rajon Rondo: il leader giusto per questi New Orleans Pelicans

L’ex playmaker campione Nba con la maglia dei Boston Celtics, è ancora alla ricerca di una sua dimensione dopo le travagliate esperienze di Dallas, Sacramento e infine quella a Chicago di quest’anno terminata con l’eliminazione al primo turno contro i Boston Celtics, con la conseguente rescissione del contratto nel corso delle prime settimane di mercato.

Nov 4, 2016; Chicago, IL, USA; New York Knicks guard Derrick Rose (25) defends Chicago Bulls guard Rajon Rondo (9) during the first quarter at the United Center.

Dopo che si sono sollevati tanti dubbi sull’ingaggio di Rajon Rondo, il suo nuovo coach Alvin Gentry ha difeso la scelta di voler puntare sull’ex playmaker dei Bulls in un’intervista rilasciata a “Dunc &Holder”, affermando chiaramente che la scelta era mirata su un giocatore di grande esperienza nella Nba da affiancare a Jrue Holiday.

” Dopo il rinnovo di Jrue Holiday, in comune accordo con la dirigenza abbiamo pensato di affiancare a lui un giocatore che sappia gestire al meglio la palla in qualsiasi situazione. L’arrivo di Rondo, non solo comporta grande fascino, bensì porta valore aggiunto al nostro roster. Rajon (Rondo,ndr.) e Jrue Holiday formeranno il nostro backcourt nella prossima stagione. Non vedo l’ora di cominciare a lavorare con tutta la squadra al completo. Quest’anno abbiamo davvero un grande potenziale offensivo a nostra disposizione.”

 

 

Solomon Hill su Jrue Holiday: “Ti può cambiare la partita con una giocata”

Jrue Holiday
Il playmaker 26enne dei New Orleans Pelicans, Jrue Holiday, sta per diventare unrestricted free agent per la prima volta in carriera. Tuttavia però non ha considerato ancora altre opzioni se non restare dov’è ora, almeno stando a quando ha risposto ai giornalisti sulla possibilità di lasciare lo stato del Louisiana.
Non ci ho ancora pensato, neanche un pochino” – ha dichiarato Holiday.

I suoi compagni sembrano ben felici di averlo in squadra e lo vorrebbero con loro anche la prossima stagione. “E’ essenziale per ciò che vogliamo fare qui. Osservando la situazione direi che se fosse stato con noi per tutta la stagione molto probabilmente ora saremmo ai playoff” – ha dichiarato Solomon Hill – “Ti può cambiare la partita con una giocata. E’ nell top 10 per assistman, difensivamente è uno degli esterni migliori. Penso che sarebbe un gran bell’obbiettivo raggiunto se riuscissimo a rifirmarlo per il maggior lasso di tempo possibile“.

Il play si sente parte del sistema di gioco di coach Alvin Gentry ed è ottimista sul suo futuro con la franchigia. “E’ un modo divertente di giocare” ha dichiarato dopo il trade che ha portato ai Pelicans DeMarcus Cousins “Ovviamente inizieremo a vincere di più. Andrà tutto molto meglio e sarà più divertente per tutti“.

Nelle ultime gare Gentry ha schierato Holiday anche come guardia, affiancandolo a Tim Frazier nel quintetto titolare. “Penso che ora sia nel suo momento migliore” ha dichiarato l’head coach “Con due portatori di palla in campo possiamo creare più situazioni favorevoli per Jrue, senza che lui abbia tutta la responsabilità“.

Lo stipendio attuale di Holiday ammonta a 11.3$ milioni, ma quasi certamente lo vedremo salire quando, e se, rinnoverà il contratto.

Justin Holiday: “Sarei felicissimo di giocare con mio fratello Jrue”

In un intervista rilasciata al “New York Post”, Justin Holiday ha parlato del rapporto con il proprio fratello Jrue, playmaker dei New Orleans Pelicans, e della possibilità di poter giocare di fianco a lui in futuro.

Le parole di Justin Holiday

Ecco alcune parole rilasciate da Justin Holiday:

Giocare insieme sarebbe un sogno che diventa realtà. Saremmo felicissimi se accadesse. Noi vogliamo vincere e ci conosciamo bene, sia dentro che fuori dal campo, ed entrambi sappiamo cosa aspettarci dall’altro quando giochiamo insieme. Giochiamo con energia in tutti e due i lati del campo, e questo aiuta parecchio nell’economia di una squadra.”

Con la maglia dei Knicks ecco Holiday
Con la maglia dei Knicks ecco Justin Holiday

Dell Demps, Gm di New Orleans, sta davvero cercando di costruire qualcosa di importante per i Pelicans (come insegna la trade per DeMarcus Cousins), e potrebbe convincere Justin Holiday in estate a firmare per la squadra di Anthony Davis. Il numero 8 dei New York Knicks per questa stagione ha firmato un contratto da un milione di dollari (all’incirca) e ha giocato 62 partite, realizzando 7.5 punti per partita.

Riusciremo a vederli insieme a New York la prossima stagione? Ai Knicks servirà un giocatore come Jrue visto l’addio ormai scontato con Derrick Rose in post season.