Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston Celtics Jrue Holiday: “Essere sopra per 2 a 0 non significa nulla”

Jrue Holiday: “Essere sopra per 2 a 0 non significa nulla”

di Filippo Beltrami

Quasi citando uno dei maggiori nemici nella storia della propria franchigia, Jrue Holiday non ha voluto festeggiare troppo la vittoria di gara 2 che ha portato sul 2 a 0 i suoi Boston Celtics sui Dallas Mavericks alle NBA Finals. “È stato fantastico. Ma sappiamo bene che essere sopra 2 a 0 non significhi nulla.” Il prodotto di UCLA ha finito la gara con 26 punti, 11 rimbalzi, 3 assist, 1 palla rubata e 1 stoppata. Ora Boston è a sole due vittorie da quello che sarebbe il banner numero 18 della loro storia.

Il lavoro non è finito. Dobbiamo fare qualsiasi cosa per vincere il titolo,” ha aggiunto Holiday, che ha già vinto un titolo nel 2021 con i Milwaukee Bucks. Proprio in quella occasione la sua squadra aveva perso le prime due gare contro i Phoenix Suns per poi ribaltare la serie e vincere per 4 a 2 in gara 6.

Non credo di essere uno che distrugge le difese. Sono più JT (Jayson Tatum, ndr) e JB (Jaylen Brown, ndr) a farlo. Specialmente questa sera, JT ha attaccato molto l’area, è stato raddoppiato ed è sempre riuscito a fare la giocata giusta. Per esempio trovare me, che andassi poi a schiacciare o fossi nell’angolo. Lui ha quella visione da playmaker. Quindi dare più questa definizione a loro. Io faccio qualsiasi cosa. Sono qui per vincere. Mi hanno preso per questo. Loro sono le superstar, io sono qui per supportarli”

Anche il suo compagno di reparto Derrick White è stato fondamentale per la vittoria dei Celtics. L’ex giocatore degli Spurs ha infatti finto la partita con 18 punti, 5 rimbalzi, 2 assist, 3 palle rubate e 2 stoppate, di cui l’ultima decisiva per congelare la vittoria della sua squadra. E White sa bene cosa Jrue Holiday può portare ad una squadra. “Quella esperienza, quel DNA da campione che si sente tutte le volte, non sai bene cosa serva per arrivare fino in fondo fino a che non fai quello che serve. Dal primo momento in cui arrivato nel nostro spogliatoio per i training camp lui ha avuto questa presenza. Semplicemente sa come vincere.”

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