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NBA Weekly Review: Toronto Raptors

di Davide Freschi

Quattro partite con il fiato sospeso. E’ questa l’espressione più adatta a descrivere la settimana dei tifosi della franchigia che gioca all’Air Canada Center di Toronto. I ragazzi di coach Casey non sono riusciti, a malincuore, a riportare a casa più del 50% del bottino a loro disposizione, pur giocandosi punto a punto tutte le partite che li hanno visti protagonisti nella terza settimana di gennaio.

La sconfitta che probabilmente ha più incrinato l’umore dei giovani Raptors è arrivata proprio in casa contro gli acciaccati Pelicans. Nonostante il buon supporto dei singoli, Patterson e Williams partiti dalla panchina, e il sorpasso avvenuto dopo l’halftime, Toronto è stata costretta ad alzare bandiera bianca al termine dei 48 minuti. Merito, da un lato, della squadra di New Orleans che, seppur priva del suo perno Anthony Davis, è stata trascinata da Tryke Evans – il quale ha chiuso la partita con 26 punti, zittendo l’intero Center con il quasi buzzer beater a pochi istanti dal suono della sirena e congelando quindi il punteggio per 95-93 – ma anche, inaspettatamente, della battaglia sotto canestro vinta in termini di rimbalzi dai Pelicans e dell’ottimo sostituto di Anthony Davis, Alexis Ajinca con 22 punti. Quindi, davvero un’amara sconfitta per Toronto, che ha visto ampliarsi ancor più il margine con l’inarrestabile capolista Atlanta Hawks.

Più accettabile invece il mancato trionfo, fuori casa, al cospetto dei Memphis Grizziels di Gasol e compagni. In questa occasione il principale assente è stato il numero 10 di Toronto: DeMar Derozan. La guardia dei Raptors sembra risentire dell’infortunio e dopo la gara precedente in cui è stato spettatore non pagante, ha continuato dove aveva finito, mettendo a referto anche questa volta un misero contributo di 6 punti nella sua intera serata (18,1% dal campo per la stella dei Raptors). Tutt’altra storia per le due “torri” di Memphis, Marc e Zach, rispettivamente con 26 e 19 punti, che hanno tenuto alte le percentuali, non tra le migliori, dei compagni di squadra soprattutto dalla distanza in una serata che per entrambe le squadre nel tiro dall’arco – 14,4% Memphis con 1-7, e 17,4% Toronto 5-28 – sarebbe decisamente il caso di dimenticare.

Di vitale importanza è stata invece la vittoria, fuori casa, contro i Milwuakee Bucks di Brandon Knight con il punteggio di 92-89. I Raptors hanno saputo farsi valere, soprattutto nel pitturato, trascinati dal lungo Valanciunas (13 rimbalzi nella sua serata) conquistando ben 11 rimbalzi in più degli avversari, di cui 9 offensivi. Il 31-19 rifilato da Toronto nel secondo quarto ha dato la possibilità a questi ultimi di tenere a freno l’esuberante desiderio di rimonta di Knight (miglior realizzatore della serata) e dell’ottimo Ilyasova nel 3 e 4 periodo.

Complicazioni, seppur inattese, si sono registrate anche al Wells Fargo Center di Philadelphia. I padroni di casa, caricati dal pubblico, hanno infatti siglato un parziale di 15-0 grazie soprattutto a una serie di triple del loro specialista Covington e alla miriade di palle perse da parte dei Raptors. Com’era immaginabile ipotizzare però Toronto, alzando ritmo e intensità a inizio del secondo periodo, si è rifatta sotto raggiungendo il punteggio di 30 pari. Senza riuscire a firmare il parziale decisivo ad acquietare gli animi dei Sixers, la partita è rimasta sempre apertissima e si è prolungata fino ai secondi finali del match, che ha visto infine prevalere la forza del gruppo di Toronto.

Invariata rimane tuttavia la posizione dei Raptors nella Eastern Conference dopo le 2 W e le 2 L di questa settimana, se escludiamo ovviamente la differenza di partite giocate che li vedrebbe in questo caso surclassati dai rilanciati Chicago Bulls di Derrick Rose. Inoltre, per quanto distante, un altro pericolo sembra materializzarsi dalle retrovie da quella che è considerata la mina vagante della stagione: Cleveland (record di 24-20). Infatti gli uomini di Blatt – dopo il rientro dell’atteso Lebron James – hanno di fatto ingranato la quarta e sembrano ben intenzionati a scalare la classifica che li vede posizionarsi in un tassello non proprio proporzionale al talento del proprio roster. Toronto dovrà quindi sperare di recuperare non solo le percentuali e la costanza dell’altalenante Demar DeRozan, ma anche l’idea di gioco e l’entità di gruppo che è mancata in questo ultimo squarcio di season.

La prova del fuoco per i Toronto Raptors sarà dunque la settimana ricca di impegni che li vedrà protagonisti in una serie di back to back in cui dovranno affrontare rispettivamente: Detroit, Indiana, Sacramento, Brooklyn e Washigton; 4 delle 5 oltretutto concorrenti della Eastern Conference. Quindi, considerando gli agguerriti avversari e che 3 delle 4 gare con i rispettivi rivali si terranno fuori casa e di conseguenza non vi sarà il caloroso supporto dell’Air Canada Center, servirà decisamente il miglior Toronto possibile.

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