Mentre Kevin Durant lavora alla sua “exit strategy” per lasciare i Brooklyn Nets via trade, il suo sodale di naufragio newyorchese Kyrie Irving avrebbe deciso la sua prossima destinazione, ovvero i Los Angeles Lakers di un altro grande ex socio, LeBron James.
Come già anticipato nei giorni scorsi, Irving vedrebbe di buon occhio la reunion con LeBron. Discorso più articolato e complesso sarà mettere in piedi una trade che possa portarcelo, a Los Angeles, ma questo è un onere che spetta al front office delle rispettive squadre.
Irving aveva avuto la chance di raggiungere i Lakers da free agent, rinunciando alla sua player option per il 2022\23 e a 37 milioni di dollari per accettare la midlevel exception da 6 milioni che LA ha poi destinato a Lonnie Walker IV. Dopo aver considerato forse l’idea rivoluzionaria, Irving ha preferito “la borsa” e i soldi garantiti dell’ultimo anno del suo contratto, come biasimarlo.
L’incombenza di trovare una trade che possa convincere i Nets a cedere Irving ai Lakers e non altrove (un vantaggio per Rob Pelinka è che non ci sarà la coda davanti all’ufficio di Sean Marks…), è tutta per i gialloviola. Russell Westbrook e la solita prima scelta futura (2027, 2028 o 2029) non basteranno, Brooklyn non ha al momento alcuna intenzione di accollarsi l’ex Thunder e Wizards e la priorità di Sean Marks è trovare la trade migliore possibile per la squadra per Durant.
Occorrerà attendere e soprattutto essere più creativi, per i Lakers. Talen Horton-Tucker potrebbe rientrare nell’affare ma in questo modo i Nets dovrebbe aggiungere a propria volta altro salario a quello di Kyrie Irving per far quadrare i conti. Il viatico potrebbe essere quello di trovare una terza squadra che faccia da “sponda” e accetti, dietro compenso di scelte al draft, di assorbire il contratto di Russell Westbrook.
C’è un altro elemento. I Nets avranno Ben Simmons in campo dalla prossima stagione e hanno rimesso sotto contratto Patty Mills e Nicolas Claxton. Bruce Brown Jr dovrebbe essere il prossimo a rinnovare e l’intenzione della squadra non è quella di rifondare da zero cedendo Durant (e Irving) ma di ottenere in cambio giocatori veri, funzionali e che mantengano il roster da corsa per i playoffs.

