Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsIn 70 di regno, la regina Elisabetta ha “toccato” anche il basket

In 70 di regno, la regina Elisabetta ha “toccato” anche il basket

di Michele Gibin
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E’ impossibile regnare per 70 anni una delle potenze mondiali e non venire a contatto sostanzialmente con tutto lo scibile umano, e sebbene il basket non sia proprio lo sport nazionale nel Regno Unito (basta guardare i britannici giocare a Eurobasket), in 70 anni di onorata carriera la regina Elisabetta II d’Inghilterra ha conosciuto e premiato la sua “percentuale” di giocatori e giocatrici.

Elisabetta II è morta a 96 anni oggi giovedì 8 settembre, dopo 70 anni di regno e dopo aver visitato oltre 100 paesi al mondo e conosciuto tutti i Prime Minister britannici da Winston Churchill a Liz Struss. Normale che tra le milioni di mani strette e i milioni di impegni istituzionali e visite ci siano stati anche dei cestisti. Quali, e in che occasione? Ecco alcuni nomi, per soddisfare la curiosità.

Partiamo dalla fine, anche se triste. A giugno Elisabetta II aveva celebrato in Inghilterra il suo 70esimo anniversario dall’incoronazione, il suo Giubileo di platino. Anche se già provata nel fisico e nel cuore dalla recente morte del principe consorte Filippo d’Edimburgo, Elisabetta aveva presenziato a tutte le quattro giornate di festa nel Regno.

Bene, anche in America, che non è più una colonia britannica da un pezzo (1776) e non fa neppure parte del Commonwealth, i programmi TV e la trasmissione degli eventi in diretta da Londra per il Giubileo di Elisabetta II, tra cui un concertone con Elton John e i Queen avevano rivaleggiato nella guerra degli ascolti TV con gara 1 e gara 2 delle NBA Finals tra Golden State Warriors e Boston Celtics (gli eventi comunque più visti negli USA, su ABC). Ma anche con una puntata speciale di “Ok il prezzo è giusto”, per dire. In totale, il concertone “Party at the Palace” e la premiere della serie CBS “Her Majesty the Queen” avevano totalizzato in America oltre 7 milioni di telespettatori.

Quasi meglio di Meghan e Harry.

Giocatori, si diceva. La Gran Bretagna non ha mai prodotto chissà quali campioni, con alcune eccezioni. Una di queste è il 2 volte All-Star Luol Deng, ex Chicago Bulls e Miami Heat tra le altre. Nato nell’odierno Sud Sudan a Wau, Deng era emigrato in Inghilterra con la famiglia da bambino da rifugiato politico, e aveva qui ottenuto la cittadinanza.

Luol Deng avrebbe poi giocato a Duke per poi nel 2005 finire ai Bulls via draft e militare con profitto nella NBA per ben 14 stagioni. Nel 2021 Deng ha avuto l’onore di ricevere direttamente da Elisabetta II la medaglia di membro dell’Order of the British Empire, nella sede dell’ambasciata sud sudanese a Londra, “per i suoi servigi nel mondo del basket”.

Ho appena ricevuto la medaglia dalle mani di Sua Maestà qui all’ambasciata del Sud Sudan a Londra, e abbiamo celebrato il momento con i miei concittadini. Sono davvero felice di avere avuto questa opportunità” aveva dichiarato. Luol Deng è oggi presidente della squadra nazionale di basket del Sud Sudan e della federbasket nazionale.

Anche coach Nick Nurse, campione NBA nel 2019 con i Toronto Raptors e uno dei migliori allenatori NBA oggi, ha il suo piccolo momento ricordo con la regina Elisabetta II. Nel 2012 alle Olimpiadi di Londra, Nurse faceva parte dello staff tecnico della nazionale olimpica britannica, e lo scorso febbraio ha ricordato come si svolse il suo rapido scambio di batture con the Queen. “Fu una cosa carina. Ricordo che a un certo punto qualcuno entrò in sala e disse, ‘Hey, qualcuno qui vuole incontrare la regina? Venite!’“. Nurse ha raccontato di “essersi fiondato” dove stavano andando tutti quanti, per non restare a mani vuote.

Alle Olimpiadi ogni cosa deve seguire una certa procedura, muoversi in mezzo a tutta quella security non è facile“. Per fortuna Nurse riuscì a mettersi in buona posizione per l’incontro, in mezzo “alla folla di atleti olimpici britannici (…) tutti eravamo scesi assieme e da lì hanno selezionato tipo 7 persone a caso, tra cui me. E lei era lì. Fu una bella conversazione, lei mi chiese che cosa facessi, io risposi che ero nello staff della squadra di basket. E lei, ‘Non bisogna essere alti per giocare a basket?’. Io risposi, “Esatto, si“.

Parlando di altezza, basket e etichetta, l’incontro più documentato tra la regina Elisabetta e una giocatrice fu quello con Liz Cambage nel 2011 durante una visita in Australia di Sua Maestà. Della cerimonia di gala e dell’incontro esistono molte foto, che riprendono l’espressione sinceramente colpita di Elisabetta II nel rendersi conto dell’altezza della giocatrice australiana (206 cm per la cronaca).

Lei deve essere una giocatrice di basket, a occhio“, fu l’osservazione della regina, al che Cambage aveva replicato: “Come lo ha capito?“. Elisabetta rispose con il solito humor: “Non è una cosa difficile da capire…“, dedicando poi un breve sorriso a Cambage, per l’occasione vestita con un abito da sera rosso griffato Carla Zampatti e lungo fino alle caviglie, a evidenziarne ancor di più l’altezza.

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