Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMinnesota TimberwolvesKareem Abdul-Jabbar su Anthony Edwards: “Scuse non bastano. Lavori con comunità LGTBQ+”

Kareem Abdul-Jabbar su Anthony Edwards: “Scuse non bastano. Lavori con comunità LGTBQ+”

di Michele Gibin
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Kareem Abdul-Jabbar ha parlato nella sua ultima newsletter su Substack anche del caso Anthony Edwards, la star dei Minnesota Timberwolves che la scorsa settimana era incappata in alcuni commenti omofobi su Instagram, e di cui si era scusato dopo poche ore.

Per Jabbar, le semplici scuse affidate a Twitter di Edwards non sono infatti abbastanza, dopo l’imprudenza commessa di essersi lasciato andare a commenti così coloriti.

Sarebbe facile bollare tutto come frutto dell’immaturità di un ragazzo – Edwards ha solo 21 anni – se non fosse che non è certo la prima volta che sentiamo un atleta famoso o un proprietario comparire sui titoli delle news per sparate misogine, omofobe, razziste o anti LGBTQ+. Tutto questo reca un danno al movimento in generale e alle squadre coinvolte, e non fa altro che rinfocolare lo stereotipo dello sportivo bullo e ignorante“.

Ma cosa ancora più grave“, prosegue Kareem “Porta avanti il pregiudizio su un gruppo di persone che hanno già pagato tale pregiudizio con la violenza e la revoca di diritti. Non penso quindi che scusarsi sia abbastanza. Anthony Edward dovrebbe porre rimedio con del lavoro di volontariato con la comunità LGBTQ+ e le varie organizzazioni, per mostrare il suo vero supporto. Se non riuscirà a fare almeno questo per rimediare al danno, allora le sue scuse sono inutili“.

Anthony Edwards aveva commentato una storia postata su Instagram con termini omofobi, un video in cui dall’interno di un’auto veniva ripreso a bordo strada un gruppo di uomini, che Edwards ha chiamato “queer”, chiedendosi: “ma dove siamo finiti…“.

Minnesota Timberwolves avevano preso le distanze dal loro giocatore in un comunicato: “Siamo delusi e dispiaciuti dal linguaggio usato da Edwards sui social media. I Timberwolves sono un’organizzazione inclusiva e accogliente, ci scusiamo per quanti si sono sentiti offesi“. Edwards si era scusato su Twitter alcune ore dopo il suo post: “Mi dispiace terribilmente, è inaccettabile per me e per nessuno usare un linguaggio del genere in questo modo, non ci sono giustificazioni. Io non sono stato cresciuto così“.

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