Andamento stagionale: 42 W 9 L (primi ad Ovest)
Golden State da qualche anno, ormai, è in fase crescente: il gioco della squadra della Baia è cresciuto sempre più negli ultimi due anni fino ai playoff dell’anno scorso, dove la squadra di casa alla Oracle ha portato i Clippers di Paul a Gara 7 subendo però una sconfitta. Ormai la situazione è chiara, è arrivato l’anno della verità: i giovani sono maturati, i fenomeni sono diventati leader incontrastati della lega e alcuni role player sono molto più di semplici role player. Per quest’ultima voce citofonare Draymond Green, Harrison Barnes ecc.
Questo è l’anno della verità, le aspettative sono alte, altissime, ma nella prima parte di stagione vengono completamente distrutte dalla squadra. Golden State è inarrestabile, ne vince oltre quaranta e ne perde meno di dieci prima dell’All Star Weekend.
Prospettive Playoffs
Non c’è molto da dire, la squadra è pronta, ed è da titolo. Dopo la frattura della società, non dei giocatori, con Mark Jackson, Golden State poteva spaccarsi in due, distruggendo un progetto interessantissimo, oppure unirsi ancora di più alla ricerca del tanto voluto titolo. Barrare due per questa stagione.
Va via Jackson, arriva Kerr, perfetto per mantenere ordinato e calmo un gruppo di giovani con queste enormi capacità. La squadra terminerà con ogni probabilità la regular season in maniera ottimale, magari con una leggera, o un po’ più che leggera flessione nel finale in prospettiva momento decisivo della stagione e poi affronterà la postseason a mille.
Dove possono arrivare? Domanda difficile.
Sono una contender, sicuramente sono da titolo, ma la Western Conference è una giungla nella quale soltanto pochi eletti possono sopravvivere. Incontrare San Antonio, Oklahoma o i Clippers al primo turno sarebbe già un esame non da poco. Golden State vuole arrivare fino in fondo e può ampiamente farcela se evita gli errori e gioca come ha dimostrato in questo inizio di stagione.
Punti di forza
- Fattore casa:
23-2 in casa. Supremazia quasi totale alla Oracle Arena. Per chi non avesse chiaro cosa vuol dire significa che, se arrivano ai Playoff e una serie arriva alla settima partita sarà difficile per qualunque squadra a sbancare quel palazzetto. La forza dei Warriors tra le mura domestiche è indubbia. - Stephen Curry
Ad ora è l’MVP della stagione. Il numero 30 sta predicando basket, sviluppando il gioco già visto negli ultimi due anni ad un livello nettamente più alto. Effettivamente ora è diventato il leader della squadra, cerca di farsi sentire, sia in campo che in spogliatoio. È maturo e si vede. - Klay Thompson
L’altro splash brother ha avuto un incremento della mole di gioco impressionante. Voleva un grande contratto in offseason e lo ha ottenuto. Ottenerlo, però, significava dover soddisfare un certo numero di aspettative. Se le ha soddisfatte? Si, diciamo che le ha leggermente superate. Due tra le guardie più forti della lega, se non le prime due. Entrambe nel quintetto dell’ASG, a voi le conclusioni. - Draymond Green
Ad ora è il Defensive Player Of The Year. Parte in quintetto stabilmente al posto di David Lee. Difensivamente fa paura, appunto, e offensivamente, beh, non è da meno se è in serata. La tripla doppia gli capita e un lungo che apre il campo per i vari Curry, Thompson e Barnes in questo modo è da tenersi stretto. - Panchina
Con l’ulteriore sviluppo di Green e Barnes che passano al quintetto la panchina si rafforza in un grande modo. Iguodala e Lee sono un lusso per essere sesto e settimo uomo. I vari Justin Holiday, Shaun Livingston e Marrese Speights sembrano aver trovato il giusto quadro per essere incisivi e quando il secondo quintetto è in campo i Warriors non sembrano soffrire le stelle avversarie.
Punti Deboli:
- Bogut
Per quanto la franchigia che ha stupito tutta l’NBA sia una contender oggettivamente pronta per vincere un titolo, o quantomeno per giocarsi le proprie chances, giocare un alto minutaggio di una partita, o ancora peggio, di una serie di playoffs, senza l’unico vero centro a disposizione di Kerr potrebbe nuocere alla squadra e mantenere un quintetto piccolo per la maggior parte del tempo potrebbe rivelarsi troppo dispendioso. - Inesperienza
Curry non ha mai partecipato a delle finali di conference, Thompson nemmeno e così via gli altri. Vincere tante partite è una grande cosa, vincere poche partite ma quelle giuste è una cosa ancora più grande. Ormai non sembra che i Warriors possano soffrire questa inesperienza ma nella NBA tutto può succedere e non mancheranno gli scherzi in questi Playoffs.
Per NBA Passion,
Giulio Scopacasa





