Home NBA, National Basketball AssociationRubriche NBANBA BusinessNBA Business: la situazione salariale dei Philadelphia 76ers

NBA Business: la situazione salariale dei Philadelphia 76ers

di Alessandro Maritato

Non scopriamo oggi che i Philadelphia 76ers stanno accumulando scelte per pescare al draft più talento possibile e hanno scambiato i loro giocatori migliori per altri che saranno ottimi in futuro , ma alcune scelte della dirigenza rimangono comunque tutt’oggi incomprese e strane agli occhi dei tifosi.

L’esempio lampante sono state le trade messe a segno dal GM Sam Hinkie durante l’ultima deadline, ossia lo scambio dei giocatori migliori per rendimento dei 76ers, Michael Carter-Williams , che è volato a Milwaukee nella trade a più squadre che ha portato Knight a Phoenix, e K.J. McDaniels, scambiato per Canaan con Houston. Così facendo, se ancora fosse possibile, i 76ers hanno liberato ulteriore spazio salariare, oltrepassando il limite minimo del salary cap.

La regola prevede che se la squadra non riuscisse a rientrare nelle cifre stabilite dal cap, i soldi mancanti andrebbero redistribuiti tra i giocatori in roster.

Allora i 76ers, avendo bisogno di un contratto oneroso, hanno scambiato una scelta al draft per il contratto di Javale McGee (23,5 mln in due anni), riuscendo a rientrare nei termini stabiliti per il salary cap.

Da un punto di vista puramente economico, il salary cap dei 76ers per questa stagione ammonta a circa 52,6 mln di dollari, grazie al contratto di McGee e a quello di J Rich (6 mln, in scadenza). Con una serie di giocatori in scadenza ( lo stesso Richardson, Mbah a Moute, Smith e Sims), più l’accordo di buyout con Kirilenko (che se ne tornerà al suo amato CSKA), i 76ers l’anno prossimo avranno un cap di 29,8 mln di dollari circa, uno spazio immenso se si pensa che la cifra minima del nuovo contratto collettivo che dovrebbe partire nel 2016 sarà di 81 mln, permettendo ai 76ers di poter puntare a qualche grosso FA e di scegliere alto al draft. Ma i dubbi legati alla free agency restano: chi sceglierebbe di andare a giocare a Philadelphia in una squadra che non sembra costruita con raziocinio e senza alcune speranza di fare i playoffs?

A proposito di draft, con la partenza di MCW a favore della vorticosa ascesa di Tony Wroten, arrestata solo dalla rottura del legamento crociato, i 76ers punteranno ad una scelta top 3 nel prossimo darft, con l’accanita concorrenza dei Lakers, dei Knicks e dei Nuggets (che nell’ultima deadline hanno praticamente smontato la squadra).

Nel caso in cui Phila dovesse ottenere la scelta n°1 al draft quasi sicuramente sceglieranno Jahlil Okafor da Duke, creando così una situazione un po’ complessa in un reparto lunghi già pieno di talento (Noel ed Embiid) e con la presenza di McGee. Notizia di questa notte è però che i Sixers avrebbero provato a tradare anche Embiid per una scelta elevata futura, con scarsi risultati prima della deadline, ma ci potrebbero riprovare nel prossimo futuro.

In sostanza, aspettiamoci ulteriori mosse in estate nella notte del draft e nella free-agency perché se i 76ers riusciranno a pescare bene al draft e ad effettuare trade giuste, nel giro di un paio di stagioni Phila potrebbe tornare in vetta alla Eastern Conference.

Per NBA Passion,
Alessandro Maritato

You may also like

Lascia un commento