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Hornets: “stagione no” tra sfortuna e scelte sbagliate

di Vincenzo Marchitto

E’ palese l’atmosfera di malcontento generale che nell’ultimo periodo, e a dirla tutta durante l’intera stagione, si respira in casa Hornets. La squadra guidata da coach Clifford si trova attualmente al decimo posto della Eastern Conference, con 24 vittorie e 33 sconfitte, e con poche chance, ora come ora, di approdare ai playoff, vista la numerosa concorrenza.

Si perché dopo aver giocato molto bene recentemente (10 vittorie su 14 partite disputate nel mese di gennaio) il gioco espresso dagli Hornets fino ad ora si sintetizza in prestazioni non troppo convincenti, e poco costanti dal punto di vista della concentrazione, passando da quarti perfetti a cali di ritmo e di tensione preoccupanti. Inevitabile chiedersi di chi siano le effettive colpe di questa situazione poco posivita, complici sicuramente i vari infortuni, vedi Kemba Walker, fuori da fine gennaio. Lance Stephenson sembra essere una delle principali cause, non tanto per la stagione altalenante dell’ex Indiana Pacers, quanto per le enormi aspettative e l’hype che lo circondava durante l’estate scorsa. Lo stesso Steve Clifford ha dichiarato: “Il problema sono le aspettative fuori misura che hanno spinto a prendere il giocatore, e che tutt’ora mettono il ragazzo sotto pressione in ogni partita.” C’è da dire che Stephenson era la terza/quarta scelta degli Hornets nello scorso mercato estivo. Molti infatti si chiedono cosa sarebbe successo se fosse arrivato Gordon Hayward dagli Utah Jazz, il quale avrebbe dato più garanzie dal punto di vista tecnico e dal punto di vista della continuità, sia in fase offensiva (l’ala piccola ha una media di 19.5 punti nell’attuale regular season) sia in fase difensiva. In conclusione la parola chiave per Charlotte è concretezza, cercando di accaparrarsi uno dei due posti disponibili per raggiungere la post-season, o la stagione rischierà di essere fallimentare.

Per NBA Passion,
Vincenzo Marchitto

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