Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit PistonsTeam caldo e team freddo: finalmente gli Spurs! Detroit, che succede?

Team caldo e team freddo: finalmente gli Spurs! Detroit, che succede?

di Luca Mazzella

Nella settimana che ha dato sancito ufficialmente la partecipazione degli Hawks ai prossimi playoffs, vediamo quali sono le due squadre che si sono contraddistinte in positivo e negativo: ecco la nostra rubrica su team caldo e team freddo della settimana! Volendo estendere il discorso agli ultimi 10 giorni, notiamo che dal 27 febbraio ad oggi 2 team stanno vivendo momenti totalmente opposti, uno di euforia e risalita dopo un momento molto delicato, l’altro di profonda flessione dopo una cavalcata esaltante e per molti versi inaspettata. I team in questione sono i Detroit Pistons e i San Antonio Spurs, reduci da strisce ancora aperte, rispettivamente, di 5 sconfitte consecutive e 4 vittorie consecutive.

Team caldo: San Antonio Spurs, 4-0 dal 27 Febbraio al 7 Marzo

Da sinistra: Tony Parker, Tim Duncan, Manu Ginobili, nelle fasi iniziali della carriera in canotta Spurs

Da sinistra: Tony Parker, Tim Duncan, Manu Ginobili, nelle fasi iniziali della carriera in canotta Spurs

Il record non sorride ancora come potrebbe (e dovrebbe, visto che parliamo dei campioni uscenti della Lega) ma rispetto a qualche settimana fa si intravede la luce in fondo al tunnel. Gli Spurs sono riusciti a compattarsi nel loro momento peggiore e la strigliata di coach Popovich dopo il 111-95 subito in casa contro i Blazers, sono arrivate 4 vittorie di fila. Partiamo dal 27 Febbraio, quando gli Spurs sono riusciti a battere a domicilio i Sacramento Kings per 107-96. Big 4 protagonisti (Ginobili 16, Leonard 17, Duncan 12, Parker 19), buon impatto dalla panchina del nostro Belinelli, di Baynes e di Diaw, che hanno combinato per un +25 di plus minus, ma soprattutto solo 5 palle perse di squadra, contro le 17 degli uomini di George Karl. La notte dopo il viaggio prosegue e si va a Phoenix, dove questa volta la vittoria arriva in modo ancora più schiacciante per 101-74. Sugli scudi Leonard con 22 punti e 10 rimbalzi, Green, Baynes e Diaw con 12 punti ciascuno. Appannati questa volta Duncan (6), Ginobili (2) e Parker (6), ma la chiave del successo arriva da sotto i tabelloni dove gli uomini di Popovich vincono la sfida per 56-42 e dalla difesa in cui gli Spurs costringono i Suns al 29% dal campo,  mitigando le 14 palle perse (comunque inferiori alle 18 degli avversari). La sera del 4 Marzo si torna a casa, ospiti di serata nuovamente i Sacramento Kings: qualora non si fosse compresa la superiorità del quintetto nero-argento nella sfida del 27 Febbraio, i padroni di casa decidono di ribadire il concetto in modo più evidente. Ne esce un 112-85 con 5 uomini in doppia cifra (Belinelli 13, Ginobili 13, Leonard 21, Parker 19, Green 13) e tutti gli altri uomini a referto che vanno a punti. 44 rimbalzi a 35 e 10 stoppate, a testimoniare una superiorità fisica prima che tecnica, nonostante la presenza di Cousins tra gli ospiti, più 10 triple di squadra (su 23 tentativi) e vittoria agevolissima, che consente di festeggiare al meglio l’evento di serata, ovvero il rimbalzo che consente a Tim Duncan (prestazione da 6 punti, 5 rimbalzi e 4 assist) di superare Nate Thurmond al nono posto dei migliori rimbalzisti di sempre della Lega. Duncan che resta protagonista anche 3 notti dopo, nel match giocato l’altro ieri notte, in cui gli Spurs hanno battuto per 120-111 i Denver Nuggets sul loro campo. Con 1 minuto e 43 da giocare, il n.21 ha stoppato Faried che cercava di penetrare verso il centro, regalandosi la stoppata n.2895 della carriera e superando il suo ex compagno David Robinson. Grandi festeggiamenti ma vittoria meno agevole del previsto, arrivata grazie ai 5 uomini del quintetto in doppia cifra (Leonard 25, Parker 24, Duncan 15, Splitter 10 e Green 11) a cui si aggiungono Ginobili e Belinelli con 9 dalla panchina. San Antonio perde solo 9 palloni e stoppa per 8 volte i giocatori avversari, chiavi del successo di serata.

I veri test arrivano da stasera, con Bulls, Raptors e Cavs nelle prossime 3 partite, che ci consentiranno di capire se la crisi è davvero passata per gli Spurs. In ogni caso sebbene la stagione sia comunque altalenante non va sottovalutato un dato: questi Spurs stanno giocando con le marce basse, hanno in Leonard l’unico giocatore in campo per oltre 30 minuti di media (31) e ben 7 giocatori che giocano almeno 20 minuti, dai 29 di Green, Parker e Duncan ai 21 di Joseph. Splitter, Baynes, Bonner e Mills giocano 15 di media e capiamo come l’intento principale di Popovich sia preservare i suoi per quando la palla inizierà a pesare.

Squadra fredda: Detroit Pistons, 4 sconfitte consecutive dal 27-02 al 7-03

Detroit Pistons v Atlanta Hawks

Protagonisti, fino qualche settimana fa, della sezione positiva di questa rubrica, i Pistons stanno vivendo una preoccupante fase di involuzione, pagando dividendi per una striscia straordinaria che dal terzultimo posto li aveva visti, dopo il taglio di Josh Smith, risalire fino all’ottavo posto in zona playoff e a poche partite dal settimo occupato allora dagli Heat. L’attuale situazione ad Est vede ancora Heat e sorprendentemente Pacers dentro. Con Hornets Boston e Nets prima di Detroit, al quartultimo posto. La prima sconfitta analizzata è quella casalinga contro i Knicks, vera delusione dell’anno. Protagonista, tra l’altro, il nostro Andrea Bargnani con 25 punti, ma la cosa più sconvolgente è che i Pistons contro il Mago, Amudson e compagni soccombono a rimbalzo per 58-54, perdono più palloni (15 contro 10) e tirano decisamente peggio. A salvare la faccia Monroe con 28 e 13, Drummond con 21 e 15 e Meeks dalla panchina con 16. Malissimo Jackson che tira 5-24 confermando le difficoltà nell’adattarsi a ruolo di leader del team. La notte dopo c’è subito la possibilità di riscattarsi contro i Wizards in difficoltà di questa fase di stagione, ma anche in questo caso, pur lottando, arriva un cocente sconfitta per 99-95. Anche qui solo Monroe e Drummond si salvano tra i titolari, Jackson tira 4-12 e dalla panchina Dinwiddie trova 20 punti inaspettati. Tuttavia Detroit tira 8-26 dall’arco, perde 17 palloni contro 12, e perde la sfida a rimbalzo. Per la seconda volta consecutiva, perdere la sfida sotto le plance equivale a perdere il match, cosa imperdonabile quando puoi permetterti due lunghi come Monroe e Drummond. Washington festeggia con 4/5 del quintetto in doppia cifra. Si riposa fino al 4 marzo, quando a vincere stavolta sono i Pelicans per 88-85. Questa volta i rimbalzi sorridono a Detroit ma il 2-14 dall’arco é davvero troppo poco per battere New Orleans e i 39 punti di Davis, che banchetta nel pitturato. In casa Pistons, 9 punti dalla panchina e 7-16 da Jackson con 11 assist: leggero miglioramento ma ancora non abbastanza per portare il team alla W. Ultima partita 2 notti fa era sulla carta la più proibitiva, e nei fatti ha confermato le aspettative. 103-93 dei Rockets, con Harden autore di una tripla doppia da 38-12-12. A rimbalzo la spunta Houston nonostante l’assenza di Howard, e ancora una volta dalla lunga distanza la squadra di Van Gundy non ci prende, tirando 6-29. Solo 2 uomini in doppia cifra, Jackson e Monroe, unico ad aver mantenuto standard di rendimento accettabili in questa delicata fase della stagione. Le prossime sfide vedono Hornets, Lakers, Warriors, Blazers e Jazz nella settimana che segue questa, e onestamente se lo stato di forma dovesse restare questo non ci sorprenderebbe vedere 1 vittoria o al massimo due. Da questi Pistons però è lecito attendersi tutto, ma la stagione sembra ormai compromessa dopo una cavalcata che li aveva resi squadra simpatia. In ogni caso, sembra che si siano costruite le basi per una stagione da playoff nel 2015-2016.

Per Nbapassion

Luca Mazzella

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