Dopo i recenti sviluppi della questione, che hanno visto l’ex psicologa della franchigia Hillary Cauthen fare causa ai San Antonio Spurs, la polizia ha aperto le indagini sulla questione. E per la prima volta anche coach Gregg Popovich ha parlato pubblicamente dell’ormai “caso Jousha Primo”.
Prima della gara giocata dai suoi contro i Los Angeles Clippers, ha affermato come non commenterà quanto raccontato nelle accuse lanciate anche contro lui, riguardo eventuali mancati provvedimenti nei confronti del giocatore.
Piuttosto, ha voluto sottolineare: “Chiunque abbia osservato i San Antonio Spurs a lungo sa che un’accusa del genere sarebbe stata presa molto seriamente. Senza dubbio alcuno. Che non ci siano equivoci: l’organizzazione ne sarebbe in pieno controllo. Sono assolutamente fiducioso negli uomini e nelle donne che hanno avuto a che fare con la questione. E nel fatto che l’abbiano gestita con attenzione e cura massime nei confronti di tutti. Accusatrice, accusato, e colleghi, per assicurarsi che tutti si sentissero al sicuro. Non dirò altro.”
Popovich che dunque non si sbilancia in favore di Primo, ormai suo ex giocatore, ma assicura come tutta la franchigia si sia mossa come meglio possibile. E, soprattutto, nell’interesse di tutte le parti.
“L’unica cosa che voglio dire ai tifosi è di considerare le mie dichiarazioni e ripensare a come ci siamo comportati negli anni. Per quanto riguarda i dettagli del caso, questi sono già nelle mani degli avvocati. Per questo non possiamo dire nulla. Ma alla lunga verranno alla luce. Succede sempre. E io consiglio di aspettare quel momento.”
Insomma, il capo allenatore di San Antonio ha voluto rimarcare la fiducia riposta in tutti i membri della società. E soprattutto nella loro integrità. Come ricorda lo stesso Popovich, solo il tempo potrà, forse, farci conoscere la verità.

