Kyrie Irving è tornato in campo, in attesa di capire come e per quanto tempo, Kevin Durant sembra più sereno di tre settimane fa ma il vero valore aggiunto dei Brooklyn Nets alla loro quarta vittoria nelle ultime 6 partite è Ben Simmons.
Contro i Memphis Grizzlies senza Ja Morant, Jaren Jackson Jr e Desmond Bane, infortunati, per la verità i Nets devono sudarsela fino al quarto quarto al Barclays Center per spuntarla 127-115, Memphis segna soli 22 punti nell’ultimo periodo e paga le 18 palle perse e l’assenza delle due guardie titolari.
Irving rientra in punta di piedi, con appena 12 tiri in 26 minuti, Durant ci aggiunge 26 punti con 7 rimbalzi e 7 assist ma l’uomo partita, assieme a un Yuta Watanabe sulla luna (4 su 6 da tre per 16 punti finali) è Simmons, che parte in quintetto base, gioca 35 minuti e segna 22 punti con 8 rimbalzi, 5 assist e 11 su 13 al tiro, con 5 palle perse.
Ciò che però risalta di più nella prova di Ben Simmons è il coraggio. L’ex Sixers viene bellamente ignorato dalla difesa dei Grizzlies, ma invece di rintanarsi in un angolo in attacco, prova a sfruttare l’ampio spazio per attaccare il canestro e punire la scelta difensiva di coach Jenkins.
Missione riuscita, e con una grinta che finora si era intravista solo tre giorni prima contro Portland, in stagione.
“La forza con cui ha giocato oggi è saltata subito all’occhio“, dice di Simmons coach Jaque Vaughn “Il ritmo e il modo in cui ha attaccato il canestro, e come ha distribuito il pallone. Col passo che ha imposto al nostro attacco, così diventiamo una squadra difficile contro cui giocare“.
L’assenza di Nic Claxton ha lanciato Simmons in quintetto, da centro contro Steven Adams e Santi Aldama. “Sto ricostruendo, occorre tempo e sto cercando di ricostruire fiducia e restare concentrato su ciò che posso fare. Non sono sorpreso, so di cosa sono capace. Di certo prendo tutto giorno dopo giorno, onestamente non si può fare altro. Per me funziona soprattutto tenere la mente lontana dalle cose che non mi fanno bene perché quando inizio a leggere cosa si scrive su di me, non va bene“.
La stessa fiducia che dovrà portare con sé tra due giorni, quando i Nets (8-9) andranno a giocare a Philadelphia contro i Sixers di Joel Embiid e Doc Rivers, sul luogo del delitto dove ai playoffs 2021 si consumò la fine – traumatica – del “The Process”. “So già cosa mi aspetta… fa parte del gioco, i tifosi là sono incredibili, posso rispettarlo. Sono pronto a giocare. Ho vissuto a Philadelphia per anni da quando ne avevo 18. la città mi piace, mia madre vive ancora lì ad esempio, e ho ancora tanti amici là. Ciò che è successo è il passato“.

