Nonostante la quantità abnorme di talento grezzo presente in roster, i Nuggets stanno faticando moltissimo per trovare degli equilibri. Una possibile svolta è stata quella del cambio in cabina di regia con la rimozione di Brian Shaw dal ruolo di HC a favore di Melvin Hunt, che ha riscosso immediatamente notevole successo tra i giocatori, tanto da spingerli a chiedere la conferma di Hunt anche per la prossima stagione.
Come detto in precedenza, la stagione non si sta svolgendo come da pronostico, allora il GM Tim Connelly, prima della trade deadline, ha apportato alcune modifiche al roster col fine di non perdere talento eccessivo ma allo stesso tempo di alleggerire il salary cap per avere un discreto spazio salariale nelle prossime due free agency.
Il 7 di gennaio Connelly, anche per l’improvviso incremento di rendimento della loro scelta al draft, Jusuf Nurkic, ha spedito in una trade a tre Mozgov a Cleveland. Appena una settimana dopo, il 13 di gennaio, ha intavolato e concluso una trattativa con i Celtics che ha portato alla corte dell’allora HC Shaw, Nelson in cambio di Nate Robinson, che ha immediatamente trattato e raggiunto un accordo per il buyout con i Celtics.
Arrivati all’ultima, frenetica, mezz’ora della trade dead-line, i Nuggets hanno aperto le danze spedendo Aaron Afflalo e Alonzo Gee a Portland in cambio di Thomas Robinson, che è stato immediatamente tagliato, e di Will Burton, che ha dimostrato da subito grande voglia di inserirsi e di giocare per la squadra.
Subito dopo hanno spedito uno dei loro middle-high contracts, quello di McGee, a Philadelphia, in cambio dei diritti su Cenk Akyol.
Dunque, dopo questa lunga serie di scambi e trattative varie, il salary cap dei Nuggets si è notevolmente alleggerito, arrivando a 52,4 mln di dollari per quest’anno e 58,3 per l’anno prossimo. L’aumento del tetto è dovuto in parte alla formula del contratto di Faried, che per i prossimi quattro anni percepirà uno stipendio di 50 mln di dollari, al fronte dei soli 2 di quest’anno. A ciò si ricollega la cessione di McGee in cambio sostanzialmente di nulla; i Nuggets, nel caso in cui avessero deciso di tenere McGee, avrebbero avuto problemi salariali importanti nella prossima stagione, avendo già nel loro libro paga altri tre contratti da più di 10 mln (Faried, Lawson e Gallinari).
La situazione migliorerà nettamente nel 2016, quando saranno scaduti i contratti di Gallinari (11,5 mln) e di Chandler (7,1 mln). In quella stagione i Nuggets avranno un cap di 29 mln e, in più, entrerà in vigore il nuovo contratto collettivo, che farà aumentare gli stipendi in maniera considerevole. Arrivati a Marzo con un record negativo e, per di più, in una Conference che non permette errori, i Nuggets sono già proiettati alla prossima stagione, con l’intento di migliorarsi e di raggiungere gli obbiettivi mancati in questa regular season dove si dovrà capire quale sarà il futuro della franchigia del Colorado: con una buona base di giocatori, Faried-Gallinari-Chandler-Lawson, servirà ancora qualcosa per fare il salto di qualità.
Lo spazio salariale non sarà tantissimo, dal draft potrebbe arrivare altro talento: ma prima di tutto occorrerà capire chi sederà sulla panchina dei Nuggets. Il futuro potrebbe tornare a sorridere alla franchigia del Colorado?
Per NBA Passion,
Alessandro Maritato

