Mattina movimenta in quel di New York, specialmente in casa Knicks. Ciò non sarebbe una notizia, vista la quantità di riflettori puntati sulla squadra della città della Grande Mela, lì ogni piccolo rumors è motivo di discussione. Esattamente come era stamattina la voce che i il front office dei Knicks si fosse incontrato con gli agenti della guardia, Cam Reddish, nella speranza di trovare un accordo per la cessione del giocatore. Stando a quanto si legge l’ex Hawks sarebbe scontento del minutaggio e vorrebbe esser messo sul mercato. Il rumors arrivava anche da una fonte al quanto attendibile, ossia il giornalista americano Stefan Bondy del New York Daily News.
Qualche ora più avanti, però, è uscito un articolo questa volta di Peter Botte del New York Post, penna altrettanto illustre del giornalismo a stelle e strisce. Nel pezzo Botte riporta le parole del giocatore, che smentisce la richiesta di cessione e dichiara:
“Io non ho mai richiesto alcuno scambio, né ho mai parlato di cessione con la società. Sembra che ne sappiate voi più di me, sul serio. Non so veramente di cosa stiate parlando, io sto scoprendo tutto ciò dalle notizie che stanno uscendo ora, ma io non ho chiesto nessuno scambio, né niente del genere“.
Queste dichiarazioni, ovviamente non negano la notizia principale, ossia che i New York Knicks avrebbero messo il ragazzo sul mercato e che potrebbero scambiarlo entro la deadline. Però rimane il dubbio su chi delle due parti voglia questa cessione…
La parabola dell’ex Hawks: da titolare a fuori dalle rotazioni in 20 giorni
Andiamo con ordine per capire cosa è successo tra l’ex giocatore degli Hawks e la franchigia di New York.
Cam Reddish, ex 10 scelta assoluta del draft del 2109, ha iniziato questa stagione come uomo chiave delle rotazione di coach Thibodeau, finendo nelle starting five per 8 partite consecutive a inizio di novembre. Nella sfida del 19 novembre con i Golden State Warriors subisce un infortunio all’inguine che lo ha costretto a fermarsi ai box per tre gare. Cam rientra nel match contro i Memphis Grizzlies, il 28 novembre, però non ritrova più il quintetto titolare e vede i suoi minuti e il suo utilizzo pian pian svanire fino a domenica sera. Contro i Cleveland Cavaliers, infatti, il ragazzo non scende proprio in campo e anche ieri sera, nel secondo match stagionale contro la sua ex squadra, lo passa tutto il tempo seduto in panchina per scelta tecnica.
A rendere ancora più strana la situazione, come fa notare Bondy nel suo pezzo, mentre a Derrick Rose è stata data l’opportunità di parlare in conferenza stampa dell’accettazione della sua diminuzione di minuti. I Knicks hanno rifiutato di rendere Reddish disponibile ai media per tre giorni consecutivi, incluso mercoledì prima di un match contro la sua ex squadra, cosa assai rara per un’occasione del genere.
Thibodeau su Reddish e Rose: “Avranno altra opportunità, devono solo farsi trovare pronti”
Da tenere d’occhio, per capire il vero motivo che potrebbe spingere i Knicks a scambiare il giocatore, è il contratto del prodotto di Duke University. Reddish, infatti, è all’ultimo anno del suo contratto da rookie e non essendogli stato rinnovato il contratto, sarà un restrected free agent nella prossima offseason. Mentre per quest’anno guadagnerà soltanto 6 milioni di dollari. Una contender potrebbe esser interessata a investire sul ragazzo, che porterebbe in dote difesa e tiro da 3, fondamentali utili ai playoffs, ma anche qualche squadra che sta ricostruendo potrebbe acquistarlo per provarlo e in caso rinnovarlo in estate,
Di altre intenzioni, probabilmente, è la franchigia di NY. I Knicks non sembrano voler rinnovare il ragazzo, anche perché coach Tom Thibodeau sembra preferirgli l’altra giovane guardia: Quentin Grimes. L’ex Kansas e Houston University è più adatto alla sua difesa a zone, oltre che possiede un contratto più basso e lungo. Lo stesso coach, nell’ultima conferenza stampa, però, ha dichiarato che la retrocessione di Reddish nelle gerarchie riguardava una scelta tecnica che portava a una probabilità maggiore di successo con questi avversari. Però ciò non significava che il 23enne non ne avrebbe mai più visto il campo con lui.
“Raramente qualcosa è permanente. Sicuramente arriverà un’altra opportunità di avere più minuti e lui deve essere pronto a sfruttarla. Questa è la situazione… in questo momento Cam (Reddish) e Derrick (Rose) non sono nella rotazione, ma devono tenersi pronti, perché potrebbero essere gettati nuovamente nella rotazioni in qualsiasi momento. Nel frattempo devono dimostrare di essere degli ottimi compagni di squadra, aiutandoci in allenamento e tenendo alto il morale del gruppo. Penso che capire questo sia un passo importante per loro e per la squadra”
Cam Reddish smentisce tutto: “Non ho capito la scelta, ma non ho mai chiesto di essere ceduto”
Dopo la partita di ieri sera, nella mattinata italiana, esce la notizia che Reddish abbia chiesto di essere ceduto. Il rumors prende vigore anche vista la sua seconda assenza di fila dalle rotazioni. Il ragazzo però smentisce di aver chiesto lui ai suoi agenti incontrare la società per una trade.
“Sarò sincero con te, non ho ancora capito perché sono uscito dalle rotazioni. Stavo facendo quello che potevo al meglio delle mie capacità su entrambi i lati del pavimento. Però ho accettato la cosa e non chiesto cessioni, né di essere messo sul mercato. Tutto quello che è successo oggi non è dipeso da me, sono cose che sono fuori dal mio controllo. D’altronde il mio ruolo nella squadra, i minuti che gioco e tutta quella roba lì non dipendono necessariamente solo da me. Io sto solo giocando e facendo quello che mi è stato detto di fare, se non va bene o non basta non lo decido io. Idem se vengono ceduto o no“
La franchigia di New York ha acquisito Reddish dagli Hawks durante la trade deadline dello scorso anno. Nella scorsa stagione ha giocato 35 partite per i Knicks una media di 7,4 punti, 1,5 rimbalzi e 0,9 assist a partita. Quest’anno, invece, stava viaggiando a una media di 8.4 punti e 1.6 rimbalzi (tirando con 44,9% dal campo, 30.4 da 3 e 87. 9 ai liberi) in 20 presenze.
