Donovan Mitchell segna 46 punti al suo primo ritorno da avversario a Salt Lake City, ma gli Utah Jazz battono i Cleveland Cavs per 116-114 in rimonta, grazie ai canestri di Jordan Clarkson, uno dei tanti ex di giornata.
Clarkson non era stato coinvolto nella trade che ha portato Mitchell a Cleveland, ma con i Cavs ha giocato e perso una finale NBA nel 2018, in un ruolo decisamente minore rispetto a quello che avrebbe poi ricoperto a Utah, e anche lunedì notte contro la sua ex squadra è stato decisivo in una partita in cui Lauri Markkanen ha avuto le sue difficoltà al tiro. Per Jordan Clarkson alla fine 32 punti con 5 triple a bersaglio, e 15 punti nel solo quarto quarto.
Mitchell di triple ne ha segnate 7 su 18 tiri, e ha chiuso con 14 su 27 dal campo e 6 assist, i Cavs hanno dovuto rinunciare dopo 7 minuti a Jarrett Allen a causa di uno stato influenzale, l’ex Nets ha provato a tenere duro ma alla fine ha dovuto rinunciare.
L’accoglienza del pubblico della Vivint Arena è stata come ci si aspettava, calda, con un video tributo proiettato prima della palla a due iniziale e una standing ovation durante la presentazione delle squadre. “E’ stato tutto molto gradevole, nessun effetto strano. L’accoglienza del pubblico poi è stata fenomenale, l’ho apprezzata“, ha detto Mitchell.
In campo la musica è stata però diversa, con i Cavs che nel secondo tempo si sono trovati in svantaggio anche di 13 punti (76-63) prima del recupero firmato Mitchell e Evan Mobley, con Caris LeVert dalla panchina. Sulla spinta dell’ex Utah, i Cavaliers si sono trovati a condurre anche di 5 lunghezze a 3 minuti dalla fine prima di un parziale di 13-2 dei Jazz e di Clarkson.
I Jazz (21-23) hanno ritrovato la vittoria dopo due KO di fila e 4 sconfitte nelle ultime 5 partite, la squadra di coach Will Hardy è scivolata in classifica a Ovest al decimo posto dopo una partenza sorprendente ma è ancora in piena corsaper i play-in. Per i Cavs (26-16) sconfitta che li porta al quinto posto a Est, superati dai Philadelphia 76ers.

