E pensare che Steven Adams lo aveva detto, “niente azzardi” durante le trasferte della squadra e un comportamento più discreto, in una riunione aperta ai soli giocatori tenuta nei giorni scorsi.
E’ questa la ricostruzione che Shams Charania per The Athletic fa delle ore che hanno preceduto per i Memphis Grizzlies la giornata di sabato, con la partita persa contro i Denver Nuggets e quindi con la serata al club per Ja Morant, con tanto di diretta Instagram e pistola esibita in bella vista. Secondo Charania, i giocatorei di Memphis avrebbero tenuto una riunione a porte chiuse in cui Adams, il veterano della squadra, avrebbe chiesto ai suoi compagni “maggior disciplina” durante le trasferte, e di evitare di uscire la sera quando in viaggio col team.
Steven Adams non avrebbe fatto nomi alla riunione ma il riferimento a Ja Morant e alle sue abitudini recenti sarebbe stato tanto esplicito da essere colto “da tutti i presenti, tutti sapevano benissimo a chi fosse diretto tale appello. Ovvero Ja Morant. Ovviamente, l’appello di Adams non è stato colto, Morant è comunque uscito la sera dopo la partita, il famoso video risale infatti a sabato, già nelle prime ore del mattino“.
I Memphis Grizzlies hanno sospeso Ja Morant per almeno due partite, il giocatore si è preso la piena responsabilità delle sue azioni e ha annunciato una pausa a tempo indeterminato, accordata dal team, per lavorare sul suo benessere e affrontare la situazione. Il caso Ja Morant non arriva all’improvviso tra capo e collo dei Memphis Grizzlies, già nelle scorse settimane c’erano stati episodi spiacevoli che avevano vsito coinvolti anche alcuni amici e membri della posse del giocatore, e persino il padre della star dei Grizzlies, Tee Morant.
A febbraio, gli Indiana Pacers avevano denunciato un episodio avvenuto nei parcheggi del FedEx Forum dopo una partita contro Memphis. Secondo una ricostruzione, alcuni amici di Morant avrebbero puntato dall’auto su cui viaggiavano una luce laser ritenuta essere un mirino di una pistola, contro alcuni giocatori e inservienti del team nell’area di sosta dei mezzi con cui si arriva all’arena, a accesso limitato. Ricostrusione che la NBA non ha potuto accertare con chiarezza dai filmati delle camere di sorveglianza.
A settembre risalgono invece i due ormai famosi episodi i cui dettagli sono stati raccontati la scorsa settimana da Washington Post, tra cui il presunto pestaggio di un ragazzo 17enne a seguito di un alterco durante una partitella di basket sulla proprietà di Ja Morant in Tennessee. Anche in questo caso la vicenda era stata archiviata dal punto di vista giudiziario.
A metà gennaio, Tee Morant aveva avuto alla Crypto.com Arena di Los Angeles un diverbio con Shannon Sharpe, ex star NFL e oggi polemista sportivo per Fox, durante una partita tra Grizzlies e Lakers. Episodio che aveva ricevuto parecchia attenzione mediatica, sulla scia della reputazione da “bad boys” NBA che Ja Morant e compagni si sono fatti nelle ultime stagioni.
Nella giornata di lunedì, la polizia di Glendale, Colorado, ha annunciato di aver aperto un’indagine per possesso illegale di arma da fuoco su Ja Morant dopo l’episodio di sabato.

