I Dallas Mavs sono usciti sconfitti 117-109 dalla sfida casalinga contro i Charlotte Hornets. Durante il terzo quarto è partita una marea di fischi dagli spalti dell’American Airlines Center, che sono la conseguenza di 3 KO consecutivi e dell’uscita dalla zona play-in.
Luka Doncic e coach Jason Kidd hanno già parlato, senza trovare scuse, ammettendo di meritarsi questo tipo di trattamento da parte del pubblico. Il tabellino dello sloveno dice 34 punti,10 rimbalzi, 8 assist col 52.2% dal campo, ma anche 2 su 9 da oltre l’arco e 5 palle perse.
Anche Kyrie Irving ha parlato, ma le sue dichiarazioni sono state leggermente diverse da quelle di Luka e del coach. Ha riso in faccia a quelle che lui ha definito “le belle parole che lo sport ama mettere in mezzo, come speranza e attenzione” e ha parlato di un periodo di assestamento, che si aspettava dopo la trade del febbraio scorso. Questo assestamento è stato complicato dagli infortuni subiti proprio da lui stesso e da Doncic, che hanno condiviso il parquet meno tempo del dovuto. Infatti da quando Irving è arrivato in Texas il record dei Mavs è 3-7.
L’inizio difficile di stanotte, secondo Kyrie, è stato causato da un calo di energia. “Siamo un gruppo pronto nei giorni in cui ci impegniamo al massimo, ma nei giorni in cui l’energia vacilla o non partiamo bene o l’attacco non funziona o non entrano i tiri, ci potrebbero essere delle emozioni che spingono la partita in un’altra direzione e decidono il risultato degli incontri.”
“Continuiamo a sentirci parte dell’impegno, dell’attitudine, del temperamento degli altri. Questa è una cosa reale, umana. Che la gente ci creda o no, nel basket c’è una linea sottile tra vincere tutti insieme e perdere puntando il dito.”
Sui fischi del pubblico si è invece espresso così: “Quindi? Quindi cosa? Così la penso. Ho giocato a New York, quindi so com’è. Ovviamente vuoi giocare bene, ma ci sono 5 persone sul campo a giocare per i Dallas Mavericks. Se i fan vogliono scambiarsi con noi sono i benvenuti. Ho lavorato anni per essere abbastanza forte per stare a questo livello. Ma il nostro focus non deve essere sui fischi. Dovrebbe essere sulla nostra performance e sostenerci a vicenda.”
Tutte le parole di Irving non servono a giustificare la partita giocata dai suoi. I Mavs hanno giocato con una spensieratezza che non dovrebbe appartenere a una squadra che ancora lotta per un posto ai play-in. Allora in un attimo quella spensieratezza diventa superficialità e quella superficialità si trasforma in 117 punti concessi al quarto peggiore attacco in NBA. Tra l’altro i Charlotte Hornets si sono presentati in Texas senza Ball, Rozier e Oubre Jr, ma sono comunque riusciti ad avere una marcia in più di Dallas, che non è scesa in campo per i primi 3 quarti.

