Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsPhil Jackson: “Bolla NBA inguardabile con gli slogan. Troppa politica”

Phil Jackson: “Bolla NBA inguardabile con gli slogan. Troppa politica”

di Michele Gibin
phil jackson

Da persona non banale, non sia mai, Phil Jackson ha trovato un modo tutto suo per rivelare di non seguire più la NBA.

Ospite a inizio aprile del podcast “Tetragrammaton” del leggendario produttore discografico Rick Rubin, coach Jackson ha spiegato per quale ragione “dal 2020” non segue più la NBA e le partite. Il motivo? Troppa politica, troppa politicizzazione.

Coach Zen ha parlato dell’iniziativa lanciata nella “bolla” di Orlando nell’estate 2020, promossa da NBA e giocatori, di porre sulle maglie degli slogan progressisti come strumento di sensibilizzazione in un momento delicato negli Stati Uniti. La pandemia da Covid e le tensioni sociali seguite all’omicidio nel maggio 2020 di George Floyd a Minneapolis, ucciso durante un arresto dall’agente di polizia Derek Chauvin.

Hanno messo in piedi qualcosa che ho trovato strambo. con la bolla in cui hanno messo solo alcune squadre che si erano qualificate, per così dire” ha detto Jackson in un passaggio “e poi le scritte sulle maglie, sembrava che da un momento all’altro qualcuno dicesse: ‘ecco Giustizia che va a canestro, ma Pari Opportunità lo ferma’. I miei nipoti ad esempio lo avevano trovato piuttosto divertente, per me era inguardabile“.

Ciò che per Phil Jackson ha reso “inguardabile” la bolla NBA è stato il fatto che “la lega abbia tentato di attirare un certo tipo di audience, di seguito. Quello che non sapevano è che così facendo si giocavano altre fette di pubblico, che non ha più seguito, ad esempio chi non vuole vedere della politica nello sport“.

Per questo motivo, ha confessato Jackson, il leggendario coach Zen oggi 77enne e vincitore di 11 titoli NBA con Chicago Bulls e LA Lakers tra 1990 e 2010, non segue più la lega di cui è stato uno degli allenatori più vincenti e celebrati.

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