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Mercato NBA, i Lakers “non inseguiranno Irving” in free agency

di Michele Gibin
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I Los Angeles Lakers che tra poche poche inizieranno la serie di semifinali della Western Conference contro i Golden State Warriors non avrebbero più intenzione di inseguire Kyrie Irving alla prossima free agency.

Kyrie Irving al quale, se davvero le cose staranno così, resterà la sola opzione realistica di firmare un nuovo contratto con i Dallas Mavericks, la squadra che ha contribuito ad affossare col suo arrivo via trade a febbraio, e che nonostante tutto, e probabilmente per mancanza di alternative, sembrà disposta ad affidarsi ancora a lui come partner e spalla di Luka Doncic.

Irving ha assistito in prima fila alla Crypto.com arena di LA alla gara 6 stravinta da LeBron James e compagni contro i Memphis Grizzlies, e tanto è bastato per rilanciare rumors e speculazioni. Non è un segreto che James avrebbe rivoluto in squadra alla trade deadline il suo ex compagno ai tempi dei Cleveland Cavs, sarebbe interessate, se fosse possibile, chiedere di nuovo ora a King James che cosa ne pensi ora.

D’Angelo Russell sta reggendo finora il test dei playoffs, cosa non scontata vista la poca esperienza e il rendimento opaco nelle due brevi apparizioni precedenti a Brooklyn e Minnesota. Austin Reaves, futuro restricted free agent, ha convinto nel ruolo di point guard e realizzatore secondario così come Jarred Vanderbilt da ala forte titolare e difensore versartile accanto a Anthony Davis. Il giudizio su Mo Bamba, che avrà un altro anno di contratto oltre questa stagione, è sospeso per infortunio dell’ex Orlando Magic, oggi fuori dalle rotazioni, mentre Rui Hachimura sta facendo abbastanza per garantirsi una riconferma.

Tra i giocatori da valutare c’è Malik Beasley, che ha perso minuti e fiducia al tiro e che nella metà di stagione giocata fin qui ai Lakers non ha avuto impatto.

Soprattutto se i Lakers dovessero fare ancora più strada ai playoffs, una conferma per buona parte del roster attuale attorno a Davis e James sarebbe più probabile. La firma del solo Irving finirebbe per occupare gran parte se non tutto lo spazio salariale che i Lakers avranno nella prossima off-season, un errore da non commettere dopo una trade deadline di febbraio che ha posto rimedio a tanti dei vistosi limiti della squadra.

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