Sono una schiacciata di Tyrese Maxey e una tripla di uno strepitoso James Harden negli ultimi 28 secondi di partita a regalare ai Philadelphia 76ers il successo in gara 1 contro i Boston Celtics, per 119-115 al TD Garden e senza Joel Embiid.
Un successo dal valore inestimabile per i Sixers, che guadagano tempo in attesa di sapere quando Embiid potrà rientrare nella serie (l’obiettivo gara 2 al momento sembra non così vicino). James Harden gioca probabilmente la sua miglior partita di sempre ai playoffs, con 45 punti e 6 assist e 7 su 14 al tiro da tre punti in 39 minuti, con un 17 su 30 complessivo dal campo. Harden e Maxey combinano per 71 punti totali, per Tyrese 26 punti con 10 su 24 al tiro.
I 45 punti di Harden sono il suo career high ai playoffs, il Barba ha attribuito la sua grande prestazione a una maggiore aggressitivà in attacco senza Joel Embiid in campo: “Era a un po’ che non mi sentivo così in ritmo, giocare e tirare al mio ritmo, come volevo fare. Mi sono sentito bene, sono ancora in grado di giocare così. Ci siamo dati una chance oggi“.
Una serata tale da far dimenticare almeno per un po’ che Embiid, in un anno decisivo per il futuro della franchigia, si è di nuovo fatto male, e che ogni speranza di finali NBA passa dalle condizioni fisiche del centro camerunense. Philadelphia ha assorbito un primo quarto da 38-31 e 39 punti di Jayson Tatum a fine partita, i Celtics hanno tirato con il 58% da campo ma concesso a Harden e compagni 17 triple, con l’apporto anche di De’Anthony Melton, sempre pronto a riempire dalla panchina i buchi di rotazione. Paul Reed, partito in quintetto base al posto di Embiid, si è difeso contro Al Horford e Robert Williams III e in 37 minuti ha chiuso con una doppia doppia da 10 punti e 13 rimbalzi facendo meglio dei suoi avversari diretti sotto i tabelloni.
Il momento del sorpasso decisivo per i 76ers arriva a 28 secondi dal termine. Con i Celtics avanti per 113-112, Malcolm Brogdon sbaglia passaggio e consegna nelle mani di Maxey che si può lanciare in contropiede 1 vs 0 e schiacciare il +1 Phila. Sul possesso successivo per Boston, Tatum si procura 2 tiri liberi con un fallo di Tobias Harris e rimette i biancoverdi avanti, ma c’è ancora James Harden con cui fare i conti.
L’ex MVP gioca un pick and roll con PJ Tucker per provocare un cambio difensivo con Horford, si isola fronte a canestro con lui e lo brucia con uno step-back da tre punti per il 117-115 Sixers a 8.4 secondi dal termine. Boston non riesce più a replicare e Philadelphia si porta a casa gara 1.
“Dopo il primo blocco ho voluto vedere se sarebbe arrivato un raddoppio, allora ho atteso, chiamato un secondo blocco e mi sono reso conto che sarebbe stato un uno vs uno. Per il resto, quel tiro è ciò su cui lavoro tutti i giorni, era la miglior soluzione da prendere“.
Nel post gara il coach dei Celtics Joe Mazzulla ha spiegato di non aver voluto raddoppiare Harden per non concedere i punti facili già ceduti nel primo tempo ai Sixers. “A cose fatte siamo tutti bravi, se avesse sbagliato avremmo parlato di grande difesa, sia che l’avessimo raddoppiato sia no“.
Dal canto suo, James Harden non vuole vedere questa fara 1 “come una dimostrazione. Io non ho bisogno di dimostrare nulla, quello che i coach e i compagni si aspettano da me è di essere un playmaker, un facilitatore per Embiid, e che possa segnare quando serve. E Joel non c’era oggi, per cui serviva altro. Oggi sono stato aggressivo, e non è cosa che possano fare in tanti“.
Per Boston, 23 punti in 42 minuti ma soli 10 tiri per Jaylen Brown, con 4 palle perse. Turnover come quello di Brogdon nel finale che sono costati cari ai Celtics, 16 in totale e 6 per Marcus Smart, incappato in una serata infelice con la palla in mano nonostante le buone percentuali, e battuto da James Harden dall’altra parte del campo. Per Williams III soli 20 minuti di gioco, Malcolm Brogdon ha chiuso con 20 punti in 34 minuti.

