Monty Williams, neo head coach dei Detroit Pistons, ha raccontato durante la sua conferenza stampa di presentazione di aver considerato l’ipotesi di rinunciare all’incarico e di prendersi una pausa per stare accanto a sua moglie Lisa.
Alla donna era stato diagnosticato durante i playoffs NBA un cancro al seno, e prima di ricevere quelle che coach Williams ha poi definito “buone notizie” sulla sua salute, l’allenatore aveva voluto rimandare ogni accordo con Detroit, comprensibilmente. I Pistons hanno lasciato a Monty Williams tutto il tempo necessario, un fattore che ha giocato un grande ruolo nella sue decisione alla fine di accettare.
“La grande pazienza che i Detroit Pistons hanno mostrato con me è stata una grande parte della mia scelta. Il motivo per cui ho deciso di parlarne non è per raccontare certo i fatti nostri, ma per sottolineare ancora di più l’importanza della prevenzione. Abbiamo fatto il test genetico e tanti esami e per fortuna abbiamo trovato presto il problema, e questo le ha forse salvato la vita. Vale per tutti“.
“All’epoca ne avevo parlato con Troy Weaver (gm dei Pistons, ndr) e ricordo che gli avevo detto di non potere in quel momento assolutamente pensare a altro che alla mia famiglia” ha raccontato Williams “E una volta ricevute buone notizie per Lisa, c’era nostro figlio Elijah che aveva i provini con le scuole (…) a quel punto pensavo davvero che ogni accordo fosse saltato. E invece il tutto si è risolto in fretta, dopo“.
Pazienza che i Pistons hanno impiegato, con in tasca un accordo per il contratto più ricco mai firmato da un coach NBA nella storia, da 78.5 milioni di dollari in 5 anni per fare di Monty Williams l’allenatore che riporterà la squadra ai playoffs, secondo i piani. Williams è stato allenatore di successo a Phoenix ed è riuscito nella stessa impresa, ovvero riportare alla post-season una squadra che mancava da 10 anni, e ha fatto di più, arrivando alle NBA Finals nel 2021 e vincendo 61 partite di stagione regolare nel 2022.
E’ mancato ai Suns il classico “picco”, la vittoria finale, come hanno invece fatto Mike Budenholzer a Milwaukee e Michael Malone a Denver. Il cambio di proprietà da Robert Sarver a Mat ishbia a Phoenix, e il cambio di assetto con l’arrivo di Kevin Durant hanno fatto il resto.
“Ci sono similarità tra questi Pistons e i Suns di allora“, ha detto Monty Williams “Quello era un gruppo affamato di vittorie, e anche qui posso vedere la stessa fame e lo stesso desiderio. Un gruppo che ha talento e fisico ma che soprattutto vuole vincere, non penso di aver mai visto ad esempio una conferenza stampa in cui tutti i giocatori, qui presenti oggi, si fanno vedere“.
I Detroit Pistons avranno la quinta scelta assoluta al draft NBA 2023 tra pochi giorni, e un gruppo di talento ma frenato dall’infortunio di Cade Cunningham lo scorso anno. Con la prima scelta assoluta 2019, e con Bojan Bogdanovic, Jaden Ivey, James Wiseman, Jalen Duren, Isaiah Stewart e Killian Hayes il talento non manca, Detroit avrà inoltre spazio salariale sufficiente per uno o due firme di peso durante la free agency, e che possano rendere i Pistons una squadra almeno in grado di giocarsi i play-in a Est.

