Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsOklahoma City Thunder: corre il tempo per Coach Scott Brooks?

Oklahoma City Thunder: corre il tempo per Coach Scott Brooks?

di Matteo Meschi
Scott Brooks, ex head coach degli Oklahoma City Thunder

“Se qualcosa può andar male, andrà male”

La legge di Murphy, nel suo paradosso, nasconde una cruda verità: se agli Oklahoma City Thunder qualcosa può andar male, andrà peggio. E così quest’annata, iniziata con altissime ambizioni, sta lentamente scorrendo verso un finale da incubo. Le sei sconfitte nelle ultime sette partite hanno rimesso in discussione l’ottava posizione ad Ovest, che sembrava essere cosa ormai recuperata grazie ad una scalata guidata da un Russell Westbrook in formato MVP.

La tranquillità, invece, non è di casa,  e così OKC torna nel purgatorio a soffrire. Non che l’ottavo posto avrebbe potuto significare qualche speranza di vittoria finale (al primo turno a chi toccherà ci sono dei Warriors affamati), ma per discorsi di altro tipo, che vanno dalla crescita di squadra alla scelta nel prossimo draft di giugno (solo arrivando ai playoff i Thunder avrebbero accesso alla diciottesima scelta nella lottery). 

Le numerose assenze che hanno costellato questa stagione sfortunata possono essere solo parzialmente racchiuse nel capitolo “sfiga”, perché un conto è l’infortunio casuale, un conto quello cronico. E così anche quest’anno la dirigenza dei Thunder si trova costretta a cercare una giustificazione per spiegare come sia possibile avere due dei primi sei giocatori della lega e non riuscire neanche ad avvicinarsi al titolo.

Partendo dal caso Kevin Durant, si può dire che è stato gestito in maniera incredibilmente ingenua (per non dire altro). Infatti se è vero che può capitare di rompersi il piede , non può invece capitare tutto quello che è successo dopo, con continue riabilitazioni e ricadute.

In più, come se non bastasse, bisogna ancora una volta mettere in discussione coach Brooks. Chiariamoci subito, nessuno si aspetta un ribaltone che sarebbe vissuto come un terremoto, ma certamente la dirigenza si trova ogni anno a porsi le stesse domande. Una squadra di questo calibro dovrebbe garantirsi l’accesso alle Finals un anno si un anno no, mentre in questo caso si è ben lontani da prestazioni di questo standard.

Coach Brooks dal canto suo continua ad avere ottime argomentazioni riguardo il suo operato, che gli permettono di avere una posizione di forza in ogni tipo di discussione:

  • E’ il secondo coach più longevo nella NBA al pari di Spoelstra e Carlisle, con sette stagioni all’attivo sulla panchina dei Thunder
  • La percentuale di vittorie nella regular season è pari al 62,4%, ventesimo in tutta la storia NBA e sesto tra i coach ancora attivi (escludendo la prima stagione, in cui ci furono numerose sconfitte, la percentuale di vittorie si alza 66,9%, settimo nella storia NBA e terzo dietro a Kerr e Popovich tra gli allenatori attivi)
  • La percentuale di vittorie nei playoff è pari al 53,4%, trentesimo nella storia degli allenatori e sesto tra quelli ativi
  • Ha portato la squadra una volta alle Finals, vincendo il titolo della Western Conference nel 2012 e il titolo divisionale per quattro volte consecutive, dal 2011 al 2014
  • Nelle ultime quattro stagioni non ha mai perso al primo turno di playoff
  • Nessun giocatore ha mai pronunciato una sola parola contro di lui, ne tra quelli correnti ne tra quelli passati
  • Brooks è stato nominato NBA Coach of the Year in 2009-2010.

Statistiche importanti, che apparentemente metterebbero a tacere ogni tipo di discussione. Invece qui la questione è apertissima., perché esistono numeri avversi altrettanto validi:

  • Innanzitutto la sua squadra ha un giocatore All-NBA First Team player dal 2010 (Kevin Durant)
  • La sua squadra ha un giocatore All-NBA Second Team player dal 2010 (Russell Westbrook)
  • La sua squadra ha dal 2012 un giocatore All-Defensive First Team player from 2012-2014 (Serge Ibaka)
  • Per ESPN Brooks si piazza al ventesimo posto nella classifica dei migliori allenatori della lega. Solo Randy Wittman dei Washington Wizards ha ottenuto un piazzamento più basso tra le squadre che lottano per una posizione ai playoff
  • Ha concesso la cessione di due possibili stelle nel ruolo di guardia relegandoli in una posizione di sesto uomo (Jackson e Harden)

Insomma, per Brooks ci sono tanti bei numeri, ma con il materiale che ha avuto a disposizione era oggettivamente difficile fare male.

A Giugno di quest’anno (come detto prima) sarà difficile vedere qualche reale cambiamento sulla panca di Oklahoma. Molto più probabile invece potrà essere una seria valutazione al termine della prossima stagione (2015-2016), in cui Westbrook e Durant saranno free-agent e potranno con le loro decisioni far crollare il castello costruito in questi anni (soprattutto nel caso venisse mancato nuovamente l’obiettivo).

Bisogna ricordare inoltre che, a causa dei cambiamenti successi in Febbraio, Coach Brooks  si è trovato a reinventare (a fatica) il suo modo di concepire la pallacanestro.

L’anno prossimo, contando sui ritorni di Ibaka, di Durant e sperando di non avere più infortuni, Brooks potrebbe così giocarsi l’all-in in una rischiosissima partita di poker, in cui o troverà la gloria o l’asfalto.

Per NBA Passion,
Matteo Meschi

You may also like

Lascia un commento