Nella giornata di sabato sono arrivate ulteriori scuse per quanto successo tra Draymond Green e Jordan Poole ai tempi dei Golden State Warriors. Con un tweet l’attuale giocatore degli Wizards ha dichiarato di “amare la maggior parte dei ragazzi laggiù”, presa come una stoccata verso il #23 degli Warriors, forse non ancora pienamente perdonato per quanto successo in passato.
Durante il podcast “The Draymond Green Show with Baron Davis”, lo stesso Green ha voluto mettere una pietra sopra all’accaduto, spiegando il perchè del suo tweet di scuse nei commenti in risposta a quanto scritto da Poole su X. “Ho risposto perché sono passati tre anni. Tipo, andiamo avanti. Siamo andati avanti. Mi dispiace davvero. Quella dichiarazione [di Poole] era un po’ come se cercasse un po’ di compassione… un po’ come se volesse continuare a farmi passare per il cattivo. Vai avanti, fratello. È quello che è. Mi dispiace. Non avrei dovuto colpirlo. Ma è successo. Andiamo avanti”.
L’episodio del pugno avvenne durante il ritiro della squadra dopo il titolo 2022. L’anno successivo Poole venne ceduto a Washington in uno scambio per Chris Paul nel giugno 2023. “So che mi sono sbagliato, ma non puoi offendere una persona e spingerlo senza essere colpito. A volte mi metto nei panni di entrambi, probabilmente la verità sta nel mezzo. Non avrei dovuto metterlo KO, è stata una reazione naturale” ha continuato Green.
La condotta disciplinare del giocatore degli Warriors è sotto la lente di ingrandimento, considerato che la scorsa stagione fu sospeso per cinque partite per aver preso per il collo Rudy Gobert. Successivamente si sottopose a psicoterapia e chiamate Zoom con i dirigenti della NBA, della franchigia e del sindacato dei giocatori. Tutto questo lavoro pare averlo aiutato a controllarsi, infatti in questa stagione ha commesso “solo” otto falli tecnici con una espulsione, rispetto alle quattro della passata stagione. “Indipendentemente da come mi sentivo riguardo alla situazione di Rudy, alla situazione di Nurkic… all’incidente di Jordan Poole, a qualsiasi situazione, l’ho presa sul serio. Mi sono assunto la responsabilità e sono andato avanti. E’ stata colpa mia. Dovevo migliorare e ho fallito. Falliamo tutti. Ma io non sono un fallito” ha chiosato Green.

