Gli Orlando Magic sono riusciti a fermare tutti tranne Stephen Curry, nella partita persa in casa per 121-115 e in cui Steph ha segnato il suo season high di 56 punti, con 12 su 19 al tiro da tre in 34 minuti di gioco.
Curry ha impedito con le sue triple nel secondo quarto ai Magic di scappare con la partita, nonostante un primo tempo da 66 punti segnati. E nel terzo periodo ha completato l’opera canestro dopo canestro, e in una serata in cui nessun altro giocatore dei Golden State Warriors eccezion fatta che per Quinton Post (18 punti per lu) ha mai trovato la retina con costanza.
1 su 7 al tiro per Jimmy Butler, 3 su 12 per Brandin Podziemski, 2 su 10 totale per Moses Moody e Buddy Hield. Ma lo Steph Curry di questi tempi, a cui serviva solo un poco d’entusiamo, necessita di davvero poco altro. Steph ha anche messo in ombra il partitone di Paolo Banchero, da 41 punti e una prova dominante in attacco soprattutto nel primo tempo, con una tripla da oltre la metà campo allo scadere del secondo quarto che ha fatto da preludio a ciò che sarebbe accaduto alla ripresa.
Curry ha segnato 22 punti nel terzo periodo, di più da solo degli interi Orlando Magic che si sono fermati a quota 21 nella frazione. Ostinati, i Magic si sono poi riavvicinati nel punteggio per altre due volte e sempre Steph li ha ricacciati indietro con l’ennesima tripla della sua partita.
Il 4 volte campione NBA ha celebrato a dovere quello che nella lega è conosciuto ufficiosamente come “Stephen Curry Day“, il 27 febbraio che è la data in cui Steph segnò nel 2013 54 punti contro i New York Knicks al Madison Square Garden, il suo primo “cinquantello” in carriera, e in cui nel 2016 segnò 46 punti con il canestro vincente da oltre 10 metri ai tempi supplementari contro gli Oklahoma City Thunder, uno dei momenti NBA più iconici di sempre. E i 56 punti rifilati agli Orlando Magic sono stati un’altra perla da aggiungere alla ricorrenza storica.
“Beh, vuol dire che mi piace questo giorno del calendario evidentemente. Non so cosa fosse ma oggi era una giornata un po’ diversa dal solito, abbiamo avuto bisogno di ogni singolo canestro per restare in partita e darci una chance“, ha detto Stephen Curry. “Diciamo che lui ci ha abbastanza viziati negli anni, ci siamo abituati ma vederlo giocare così è una cosa che non invecchierà mai” così coach Steve Kerr “oggi tutti, anche i tifosi dei Magic, si sono goduti il più grande tiratore di sempre e il suo show“.
Dall’arrivo via trade di Jimmy Butler i Golden State Warriors (32-27) hanno un record di 7 vittorie e una sola sconfitta, striscia grazie alla quale sono arrivati al settimo posto in classifica a Ovest e a sola mezza partita di ritardo dagli LA Clippers per il sesto posto e la qualificazione ai playoffs diretta. Clippers, Warriors, Mavs e Kings si giocheranno i playoffs diretti e i play-in fino alla fine della stagione regolare, al momento tra sesto e decimo posto ci sono solo due vittorie di differenza.

