Non contenti di aver ceduto il giocatore franchigia via trade un mese fa, attirando l’ira dei tifosi scioccati, i Dallas Mavs hanno annunciato a partire dalla stagione 2025-26 un aumento dei prezzi degli abbonamenti stagionali. Che non ha aiutato nelle pubbliche relazioni con una fanbase ormai sul piede di guerra.
Gli abbonati si vedranno aumentare il prezzo del loro abbonamento dell’8.6% rispetto a oggi, una mossa che nell’intento della franchigia, servirà a fidelizzare ancora di più i propri tifosi e a rendere più difficile e dispendioso l’acquisto di biglietti tramite il secondary ticketing. I Mavs hanno annunciato gli aumenti come “un investimento nella squadra e nel coinvolgimento dei tifosi“.
Sempre i Mavs sottolineano che pagando di più, gli abbonati in realtà risparmieranno dal 15% al 23% accumulato comprando il pacchetto stagionale, anziché affidarsi al mercato secondario, mentre i risparmi per chi comprerà i mini-abbonamenti per una serie di partite saranno dall’11% al 20%. Per chi farà l’abbonamento annuale sarà compreso nel prezzo anche un anno di abbonamento a Mavs TV e all’NBA League Pass.
Una decisione che ha sconvolto ancor di più la tifoseria, per la tempistica: i Mavs hanno comunicato quello che – al netto dei vantaggi favolosi che l’abbonamento annuale garantirà – è un aumento del prezzo dei biglietti dell’8% neppure un mese dopo aver ceduto ai Los Angeles Lakers Luka Doncic, il giocatore che aveva portato Dallas fino alle NBA Finals nel 2024 e che era diventato forse lo sportivo più amato in città e l’erede designato di Dirk Nowitzki. Un’altra mossa infausta, almeno per i tempi, della nuova proprietà della squadra, la famiglia Adelson-Dumont, che controlla la franchigia dal 2023 e che ha già dovuto rispondere alle voci di un piano di trasferimento della squadra a Las Vegas, città d’origine della famiglia e sede del business dei casinò e dei resort di lusso.

