Le mille sventure dei Dallas Mavs, che negli ultimi due giorni hanno perso altri due giocatori per strada come Olivier-Maxence Prosper e Dante Exum, alla fine potrebbero aprire ai Phoenix Suns le porte dei play-in e la speranza di giocare comunque i playoffs nonostante una stagione negativa.
Dallas ha perso per 133-96 contro gli Houston Rockets mentre i Suns hanno vinto contro i Sacramento Kings per 122-106 e finalmente convincendo di più, una sfida play-in importante e ora sono a una sola partita e mezza di distacco dal decimo posto dei Mavericks. Phoenix ha mandato a bersaglio 24 triple contro Sacramento, con 22 punti a testa per Kevin Durant e Devin Booker e 20 punti dalla panchina per Tyus Jones con 6 tiri da tre. I Kings hanno ritrovato Domantas Sabonis dopo due settimane ma non la vittoria, restano noni in classifica e in una posizione delicata. Una tra Dallas, Phoenix e Sacramento resterà infatti fuori dai play-in alla fine della stagione.
1.5 partite dai Mavs, 2.5 partite dai Kings e un calendario davanti ancora tostissimo per i Suns, che affronteranno solo Raptors e Bulls, e alla penultima giornata i San Antonio Spurs, come squadre dal record perdente. Per il resto solo sfide contro squadra da playoffs e persino l’ultimo potenziale scontro diretto contro Sacramento il 13 aprile prossimo.
L’ultimo mese abbondante di pallacanestro per i Phoenix Suns, prima del redde rationem estivo. La squadra imperniata su Durant, Booker e Bradley Beal non ha funzionato neppure con il nuovo allenatore, e neppure con i nuovi innesti a roster dal rookie Ryan Dunn, a Mason Plumlee e Tyus Jones, da Cody Martin a Nick Richards. Tanti cambi per ottenere il medesimo risultato.
Fatta salva (si spera) la posizione di coach Mike Budenholzer, ai Suns oggi il solo sicuro del suo posto pare Devin Booker. Il proprietario della squadra Mat Ishbia ha escluso la possibilità di separarsi dalla sua star: “Non accadrà, è una cosa sciocca solo da pensare. Devin Booker è una superstar ed è al suo massimo, e nella NBA è quello che ti serve per vincere“. Discorso che non vale per l’altra superstar, Kevin Durant che va per i 37 anni e sarà eleggibile per un’estensione di contratto in estate. I Suns hanno già tentato di cedere KD via trade alla deadline e le trattative riprenderanno non appena la stagione sarà terminata. “Valuteremo ogni cosa solo allora, troveremo un modo per vincere e io dico che è più facile vincere con Durant in squadra che senza. Ma al tempo stesso, se questa versione dei Phoenix Suns non è abbastanza per vincere dovremo trovare un modo diverso per farlo l’anno prossimo“.
Cedere Kevin Durant con un solo anno di contratto davanti, e a 37 anni, non porterebbe chissà quali capitali ai Suns. Non nella NBA in cui si cede Luka Doncic per un All-Star di 7 anni più vecchio e una sola prima scelta futura al draft. Tra i partenti a Phoenix ci sarà ancora Bradley Beal, forte della sua no trade clause e che, consapevole di aver fatto il suo tempo ai Suns, si prenderà la off-season per valutare se rinunciare al suo salvacondotto e eventualmente verso quale destinazione. “In estate sarà tutto diverso, tutto sarà più chiaro e alla luce del sole e avrò più opzioni. Ciò detto, io sono un giocatore NBA e faccio il lavoro più bello che c’è, e ho la mia no trade clause. Per cui ogni giorno sorrido. E la stagione non è ancora finita, io sono naif per definizione, ho giocato 11 anni a Washington… non abbiamo ancora fatto vedere il nostro miglior basket“.

