Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsDoc Rivers: “Shai era forte, ma che diventasse questo…”

Doc Rivers: “Shai era forte, ma che diventasse questo…”

di Michele Gibin

Il passaggio di Shai Gilgeous-Alexander agli LA Clippers è stato talmente fugace che oggi, passati 6 anni quasi non ce lo ricordiamo. Eppure prima di diventare la star che è oggi agli Oklahoma City Thunder, Shai aveva disputato un’ottima stagione da rookie ai Clippers per coach Doc Rivers che domenica lo ha ritrovato da avversario con i suoi Milwaukee Bucks.

In back to back, i Thunder hanno vinto in trasferta per 121-105 con 31 punti e 8 assist di SGA che ha superato anche la fatica del doppio impegno ravvicinato. Anche Milwaukee era in back to back ma tra le due è sembrata la squadra più stanca nonostante la tripla doppia da 21 punti, 12 rimbalzi e 10 assist di Giannis Antetokounmpo.

Shai Gilgeous-Alexander sta giocando di fatto col premio di MVP già in tasca, nel mese di marzo il canadese si è decisamente staccato da Nikola Jokic nella corsa al premio e i suoi Thunder sono con i Cleveland Cavs i dominatori della regular season. Che Shai fosse forte lo si era intuito già al suo primo anno NBA ai Clippers, da scelta numero 11 al draft 2018, quello di Doncic, Trae Young, Deandre Ayton e Jaren Jackson Jr, e per buona pace di Bulls, Magic e Knicks che scelsero prima dei Clippers, di Kevin Knox, Wendell Carter Jr e Mo Bamba.

Ma non penso che nessuno avesse potuto prevedere sarebbe diventato questo” ha detto Doc RiversDi certo sapevamo che sarebbe diventato davvero forte, un All-Star. Lo dissi quando lo cedemmo via trade. Ma così onestamente penso che nessuno se lo aspettasse. Già da rookie la cosa che mi colpì fu che per lui il gioco non era mai troppo veloce da stargli dietro, è sempre stato in grado di adattarsi e giocare al suo ritmo e ora sta migliorando sempre di più“.

In una stagione già eccezionale per sé e per i Thunder, a marzo Shai Gilgeous-Alexander sta viaggiando a ritmi poche volte toccati da un giocatore NBA in passato, 37.6 punti di media con il 53.9% dal campo, il 40% da tre, il 94.7% ai tiri liberi e 7.0 assist a partita. Cifre che unite al rendimento eccellente della squadra lo mettono ben sopra anche a un giocatore come Jokic, in grado di tenere una tripla doppia di media in stagione.

Dopo la sua stagione da rookie, chiusa a 10.8 punti di media con 3.3 assist, i Clippers inserirono Shai Gilgeous-Alexander nella trade che portò a LA Paul George per formare un duo stellare con Kawhi Leonard. Quei Clippers, complici anche gli infortuni, non avrebbero mai vinto il titolo, e di certo 6 anni dopo vedere – chissà – i Thunder di Shai riuscirvi potrebbe sapere di beffa.

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