Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsGli Warriors battono anche Denver, Curry: “Sembriamo una contender”

Gli Warriors battono anche Denver, Curry: “Sembriamo una contender”

di Michele Gibin
nba prime video programmazione 8 9 novembre

Stephen Curry, Jimmy Butler, Draymond Green e un Brandin Podziemski che finalmente sembra quell’alternativa (economica) a Klay Thompson che avrebbe dovuto essere nei piani della franchigia, e oggi i Golden State Warriors sono la squadra più in forma della NBA, dopo la vittoria in back to back per 118-104 sul campo dei Denver Nuggets.

Dopo aver steso i Lakers a domicilio con 37 punti, Steph Curry ne ha segnati 36 sul groppone di Denver con 7 su 15 da tre e in 32 minuti di gioco. Podziemski ha chiuso con 26 punti, 8 rimbalzi e 6 assist e Butler ci ha aggiunto 19 punti. Dall’altra parte i Nuggets erano privi di Jamal Murray e hanno commesso uno sproposito di palle perse, 25 di 14 a carico dei soli Nikola Jokic, Christian Braun e Russell Westbrook, Jokic ha chiuso con 33 punti, 12 rimbalzi e 9 assist e come al solito i padroni di casa hanno pagato una panchina improduttiva, da soli 13 punti.

Golden State (46-31) ha vinto 7 delle ultime 10 partite giocate e gli scontri diretti contro Grizzlies, Lakers e Nuggets. Il quarto posto di Denver è oggi a sola mezza partita di distanza e in palio c’è la grossa opportunità di giocare il primo turno dei playoffs col vantaggio del campo. I prossimi impegni saranno contro i Rockets già sicuri del secondo posto, e contro i Suns quasi fuori da tutto e quindi contro Blazers, Spurs e LA Clippers.

Stiamo giocando con quel senso di urgenza giusto, la consapevolezza di dove siamo in classifica e che ogni partita conta” ha raccontato Steph CurryE quindi l’idea di pensare a come vincere partita dopo partita, come se fossero gli scacchi, diventa più importante. E noi ci sguazziamo dentro a questa situazione, è per questo che abbiamo avuto così tanto successo negli anni. Perché quando c’è qualcosa in palio e il gioco si fa più duro noi saliamo di livello“.

Il record dei Golden State Warriors, che a febbraio sembravano in declino, dice 21-5 dall’arrivo rigeneratore di Jimmy Butler via trade con i Miami Heat. Il suo arrivo ha permesso a coach Steve Kerr di giocare con più frequenza con quintetti piccoli e con Draymond Green da centro, per aprire le praterie a Stephen Curry che aveva bisogno solo di maggior qualità attorno a lui. “Stiamo giocando come farebbe una contender, si, ma di lavoro davanti ne abbiamo ancora se vogliamo finire bene la stagione. Però si vede un’identità, una squadra che capisce come si vince sera dopo sera una partita diversa. che sia veloce e rapida o una partita fisica. Abbiamo fatto meglio nel conservare i vantaggi, insomma tutte quelle cose che le squadre da titolo fanno“. E se lo dice uno che di titoli NBA ne ha vinti 4, c’è da fidarsi, e da preoccuparsi per gli avversari.

L’ottimismo non consente però agli Warriors di rilassarsi, perché alle loro spalle Clippers, Timberwolves e Grizzlies sono lontane una sola partita. E Golden State possiede il tie breaker a favore con Minnesota e Memphis ma non con i Clippers.

 
 
 
 
 
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