Era dal 2020 che i Los Angeles Lakers non vincevano almeno 50 partite in stagione regolare, e l’ultima volta seppur in un contesto peculiare, erano i tempi della pandemia e della bolla di Orlando, arrivò il titolo NBA.
Oggi, con l’accelerazione dopo l’arrivo di Luka Doncic a febbraio, i Lakers dopo la vittoria facile in casa per 140-109 contro degli Houston Rockets rimaneggiati, hanno ri-toccato tale soglia. Doncic ha segnato 39 punti in 31 minuti con 8 rimbalzi e 7 assist, 13 su 19 dal campo ma 8 su 14 ai tiri liberi e ha dimostrato uno stato di forma in crescita costante. LeBron James ha giocato soli 22 minuti ed è uscito per precauzione, dopo un risentimento muscolare all’altezza dell’inguine, ma coach JJ Redick ha riferito dopo la partita come non ci siano preoccupazioni per le sue condizioni.
L’ultima partita della stagione regolare contro i Portland Trail Blazers domenica non aggiungerà nulla, i Lakers sono già sicuri del loro terzo posto a Ovest e aspettano di sapere chi sarà l’avversario al primo turno. Denver Nuggets, LA Clippers, Golden State Warriorse Minnesota Timberwolves potranno tutte terminare ancora quarte, quinte e seste. Contro i Blazers sarà quindi turno di riposo per tutti i titolari.
Dopo la partita contro Houston, sia Austin Reaves sia Luka Doncic hanno rilanciato le prospettive di titolo NBA dei Lakers. “Mi sento come se avessimo una chance, a essere onesti. E lo so perché so che questo gruppo ci crede, tutti quanti“, ha detto Reaves. “Io penso che abbiamo abbastanza per riuscirci, quando siamo concentrati siamo tosti da battere, il titolo è il nostro obiettivo. Non siamo solo io e LeBron, abbiamo una grande squadra attorno e tanti giocatori che danno una mano in tanti modi diversi. E per vincere servirà lo sforzo di tutti“, così Luka.
I playoffs saranno una “bestia” diversa, nel frattempo però coach JJ Redick ha superato brillamentemente la prova della prima stagione assoluta da capo allenatore nella NBA e per di più sulla panchina più prestigiosa, quella dei Lakers. 50 vittorie al primo colpo in una squadra che dal 2011 a oggi vi era riuscita sole altre due volte, con Phil Jackson e Frank Vogel in panchina. Imposto ai Lakers da LeBron James come nuovo coach dopo l’esonero del mai troppo sopportato Darvin Ham, Redick ha saputo gestire nei primi tempi l’etichetta del “raccomandato” di lusso, col vantaggio di essere stato un giocatore NBA rispettato e vincente per 15 anni. I Lakers sono partiti subito bene in stagione regolare, e da febbraio con l’incredibile trade in cui i Dallas Mavs hanno svenduto Luka Doncic per Anthony Davis, Max Christie e una sola prima scelta futura al draft, tutta l’attenzione si è spostata sullo sloveno, i suoi numeri e le polemiche e le dietrologie sui perché di uno scambio così scioccante, per modi e tempi.
Due mesi e mezzo dopo, i Los Angeles Lakers sono tornati ai playoffs dalla porta principale e tra il novero delle tante squadre da corsa nella Western Conference, solo gli Oklahoma City sembrano avere decisamente qualcosa in più.

