Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMinnesota TimberwolvesRudy Gobert dopo gara 5: “Non è una vendetta contro Doncic”

Rudy Gobert dopo gara 5: “Non è una vendetta contro Doncic”

di Michele Gibin
rudy gobert

Perdere e essere eliminati per mano di Rudy Gobert non era ciò che i Los Angeles Lakers si erano immaginati una volta apprese che sarebbero stati i Minnesota Timberwolves l’avversario di primo turno ai playoffs NBA 2025. Eppure è successo.

Gobert ha dominato gara 5 della serie, che Minnesota ha vinto per 103-96 controllando la partita sin dai primi minuti. Per il centro francese una doppia doppia sontuosa da 27 punti con 24 rimbalzi e 12 su 15 dal campo, aiutato dalla scelta obbligata di coach JJ Redick di giocare di fatto senza centro, ma bravissimo a chiudere i possessi e convertire gli assist al ferro, senza indugiare e collezionando schiacciate e rimbalzi in attacco. Saranno ben 9 alla fine per Rudy, in 39 minuti a loro modo spettacolari.

Soprattutto in una partita in cui Anthony Edwards ha tirato con 5 su 19 dal campo e 0 su 11 da tre, nonostante gli 11 rimbalzi e 8 assist. Ant ha forzato a inizio gara 5 per poi capire cosa la difesa dei Lakers gli stesse proponendo, raddoppi e blitz, e decidere di far girare il pallone. Tanti punti Gobert li ha rimediati così, dopo le rotazioni della difesa dei Lakers derivate dagli scarichi di Edwards. Minnesota ha vinto tirando con 7 su 47 da tre punti e sbagliando ben 9 tiri liberi, altro dato che fa impressione, ma le rotazioni più lunghe di coach Chris Finch hanno compensato.

Luka Doncic e LeBron James hanno giocato 40 minuti a testa, Austin Reaves 41. Un JJ Redick in confusione ha pensato a un certo punto nel primo tempo che Maxi Kleber, alla sua prima assoluta in maglia Lakers, potesse essere una soluzione valida in mezzo all’area per poi cambiare idea 5 minuti dopo. I Lakers hanno ceduto per 54-37 a rimbalzo concedendo 18 rimbalzi offensivi a Gobert e i Twolves, e segnato 16 punti nel quarto periodo quando la spia della riserva di LeBron e Luka s’è accesa, inevitabilmente.

I 27 punti di Gobert sono il suo massimo in carriera ai playoffs così come i 24 rimbalzi. “Una bella soddisfazione ma non si tratta di una vendetta. Non era una serie contro un giocatore specifico (Doncic, ndr), si tratta di giocare per vincere il titolo e per quello c’è ancora da lavorare. Nella serie si è capito partita dopo partita che avrebbero fatto molta fatica a limitarmi sotto i tabelloni. Avevano iniziato con tanta energia ma proprio perché era dura tenermi lontano, lo sforzo si è sentito. Io su questo gruppo non ho mai avuto dubbi, siamo un gruppo di sottovalutati e abbiamo una mentalità resiliente“.

“Rudy è un vincente ai massimi livelli, è un giocatore col quale tendi a vincere. Può non piacerti lui o come ci riesce, come gioca e quant’altro, ma quando sei in squadra con lui capisci com’è fatto un professionista e un vincente” così coach Finch dopo la partita. “

Julius Randle, MVP ombra della serie, ha segnato 23 punti con 5 rimbalzi e sempre occupandosi in difesa di LeBron James, ai punti che Donte DiVincenzo e Naz Reid, con poca mira, non hanno saputo garantire, ci ha pensato Rudy Gobert. “Abbiamo tirato male ma siamo stati la squadra più dura mentalmente e fisicamente. Nei quarti quarti abbiamo sempre fatto bene in questa serie e abbiamo fatto un ottimo lavoro nel gestire le emozioni di una serata così“.

Nonostate lo svantaggio per il fattore campo, c’erano pochi dubbi sul fatto che tra le due squadre fossero i Twolves quella più in forma e più forte. In gara 1 Minnesota aveva subito messo le cose in chiaro con una vittoria larga e i Lakers hanno sprecato in gara 4 la loro unica possibilità di allungare la serie. La differenza fisica e di profondità delle due panchine è stata decisiva, così come gli errori di un coach esordiente come JJ Redick, indeciso nelle rotazioni e troppo nervoso.

I Timberwolves attendono ora la vincente della serie tra i Golden State Warriors e gli Houston Rockets e in cui Golden State è avanti per 3-2.

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