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Celtics, Brad Stevens chiarisce: “Non siamo in rebuilding”

di Andrea Delcuratolo
brad stevens executive of the year

A poche settimane dalla fine di una stagione segnata dal titolo NBA 2024 e dal drammatico infortunio di Jayson Tatum, i Boston Celtics si preparano a vivere un’estate di profonde trasformazioni. Brad Stevens, President of Basketball Operations della franchigia, ha confermato in conferenza stampa che il nuovo scenario imposto dalle regole del salary cap e dai rigidi vincoli del secondo apron ha reso inevitabili le prime, dolorose scelte: via Jrue Holiday e Kristaps Porzingis. Lo stesso Stevens chiarisce: “Nessuna “rebuilding”, ma una nuova identità”.

Stevens è stato però chiaro su un punto: la parola “rebuilding” non entrerà mai nel vocabolario dei Celtics. Le mie aspettative sono sempre le stesse: competere come dannati per vincere la prossima partita”, ha detto, sottolineando come il focus resterà su mentalità e competitività. Nonostante le partenze, Boston continuerà a puntare in alto, costruendo attorno a Jaylen Brown, che già in passato ha dimostrato di saper reggere il peso della leadership in assenza di Tatum. A tal proposito Stevens dice: “Jaylen è pronto per qualsiasi sfida, lo è sempre stato”.

Celtics, tra presente e futuro

Ovviamente, un occhio è rivolto al futuro. Futuro che può riportare in campo Jayson Tatum. Il numero 0, vittima della rottura del tendine d’Achille, può essere il vero acquisto dei Celtics. Stevens spiega: ““La cosa più importante che potremo ottenere sarà togliergli quel tutore“. Il Campione NBA 2024, sta procedendo spedito nella riabilitazione e, sebbene il rientro sia lontano, il club lo considera ancora il pilastro assoluto su cui rifondare il futuro.

Un altro tassello fondamentale del recente ciclo Celtics è prossimo a lasciare Boston: Al Horford. Stevens ha confermato che il cinque volte NBA All-Star, a 38 anni, difficilmente tornerà a vestire la maglia biancoverde. Abbiamo fatto proposte sia a Luke (Kornet) che ad Al. Li avremmo voluti entrambi, ma direi che è improbabile,” ha ammesso.

Horford, che ha disputato sette stagioni complessive a Boston, sarà ricordato come una figura chiave non solo per il rendimento sul parquet, ma anche per l’impatto nello spogliatoio e nella crescita dei giovani. Se dovesse andare a giocare altrove o ritirarsi, resterà per sempre una leggenda dei Celtics, ha dichiarato Stevens.

I Celtics voltano pagina, ma senza rinunciare all’ambizione. Se il passato recente ha portato un titolo e grandi emozioni, il futuro si costruirà con nuove certezze e la consapevolezza che, anche senza Tatum e con un organico rinnovato, la mentalità di Boston rimarrà la stessa: competere sempre e comunque.

 

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