Jon Horst, Gm dei Milwaukee Bucks, ha visto come unica mossa possibile per rifare un roster che aveva bisogno di lavori, quella di rinunciare a un giocatore come Damian Lillard, infortunato, e non ha esitato.
Horst ha deciso di tagliare il contratto rimanente di Lillard coi Bucks, due anni e oltre 110 milioni di dollari ancora dovuti, ben sapendo che sarebbe stata percepita come una mossa cinica, e sapendo soprattutto che anche se “spalmato”, il contratto di Dame peserà ancora a lungo sul salary cap della squadra. Per convincere Giannis Antetokounmpo a giocare ancora coi Bucks però, questo e altro.
“Ogni decisione che si prende comporta dei rischi e questo caso non è diverso. Abbiamo visto l’opportunità di prendere un giocatore altamente produttivo e che era free agent come Myles Turner, che è ancora nel suo prime e che riteniamo sia perfetto per giocare con Giannis, invece di avere con noi un contratto come quello di Lillard” ha detto Horst a The Athletic “Non c’è dubbio che anche così il suo contratto peserà nei prossimi anni e si, possiamo chiamarlo un ostacolo. Ma avevamo a che fare con un altro ostacolo, bello grosso, che abbiamo deciso di affrontare subito perché è subito, oggi, quello che conta. Il nostro obiettivo è sfruttare al massimo gli anni migliori della carriera di Giannis, questa è la nostra responsabilità. Quindi era una decisione tra l’oggi e il futuro“.
Il contratto di Damian Lillard peserà sul salary cap di Milwaukee per 22.5 milioni di dollari nei prossimi 5 anni. Il suo buyout ha però consentito ai Bucks di arrivare a Myles Turner e al contempo di rimettere sotto contratto Bobby Portis, Gary Trent Jr, Taurean Prince, Kevin Porter Jr, Jericho Sims e Ryan Rollins, tutti confermati assieme a AJ Green, e di aggiungere due veterani come Gary Harris e Cole Anthony a roster. Basterà per fare di Milwaukee una squadra da corsa a Est nel 2025-26?
“Abbiamo fatto il possibile, personalmente ho fatto tutto quello che era umanamente possibile, ci siamo dati davvero da fare. Sarà abbastanza? Non lo so, lo scopriremo ma credo che abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere e ne vado fiero (…) la NBA è dura e la Eastern Conference è un postaccio, altre squadre hanno fatto bene in off-season ma noi abbiamo fatto le nostre valutazioni per avere il miglior gruppo possibile a disposizione. E penso che partiamo da una buona posizione“.
Senza una point guard di ruolo e con i soli “surrogati” Cole Anthony e Kevin Porter Jr, Jon Horst vede in Giannis Antetokounmpo il playmaker principale della squadra che verrà. “Penso che i migliori roster che abbiamo avuto fossero con delle guardie che non fossero necessariamente delle point guard quanto dei tiratori e dei difensori, che possano anche giocare dei possessi di fila partendo da Giannis. Ecco, quest’anno vogliamo una squadra così, che permetta a Giannis di correre ancora di più (…) Doc Rivers? Lui è un coach da titolo e l’uomo giusto per portarci là dove vogliamo arrivare. Le ultime due stagioni sono state piene di avversità ma abbiamo avuto anche del successo, in regular season“.
“Myles Turner può allargare tantissimo il campo e sa difendere il ferro, ed è grande e grosso. E noi avevamo bisogno di migliorare in difesa, sul perimetro e sul pick and roll che è una parte così fondamentale oggi nella NBA. Devi avere la possibilità di cambiare e di giocare con più velocità in transizione“.
