Kevon Looney ritiene di essere stato scaricato senza troppe cerimonie dai suoi Golden State Warriors, dopo 10 anni d’onorato servizio e tre titoli NBA. In scadenza di contratto e da free agent, Looney ha firmato per due anni coi New Orleans Pelicans dove sarà la riserva e il veterano di riferimento accanto al giovane Ives Missi, un piano B di carriera neppure malaccio. Eppure, “Loon” si è voluto sfogare a cose fatte e firma ufficiale.
“Diciamo che lo scorso anno, ho avuto l’impressione che si fosse arrivati a chiunque tranne me quando si trattava di giocare” così Looney “E’ successo diverse volte. Ad esempio ai playoffs a un certo punto ci siamo trovati davanti Steven Adams (contro i Rockets, ndr) e dai, è quello che so fare in campo no? Ma non mi hanno mai dato una chance per provarci. Io pensavo sinceramente che si fidassero di me e invece no, a quanto pare. Ho giocato un po’ solo in gara 7 ma perché aspettare fino a quel momento?“
Kevon Looney ha giocato 76 partite in stagione a 15 minuti di media, mai così pochi dal 2018-19. E ai playoffs coach Steve Kerr gli ha preferito il rookie Quinten Post, ritenuto più adatto perché – sulla carta – in grado di allargare il campo. Non ha funzionato ma Looney è rimasto perlo più ancorato alla panchina, soli 9 minuti di media in post season. “E alla fine non ne puoi più. Senti di aver già dimostrato negli anni tutto quanto ma dopo 10 anni, o ti fidi o non ti fidi. Ma non c’è nulla di personale con Steve Kerr, lui deve prendere delle decisioni e vuole vincere, e quello che è capitato a me è capitato anche a altri. E diciamo che i risultati parlano per lui. Quando si parla di sacrificarsi per vincere, ecco con lui la parte sacrificio è davvero un bel test“.

