Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsLillard: “L’infortunio sfida mentale, e io non le perdo mai”

Lillard: “L’infortunio sfida mentale, e io non le perdo mai”

di Michele Gibin
lillard

Damian Lillard non aveva mai escluso il ritorno, ai Portland Trail Blazers, ma non si aspettava che potesse avvenire così presto. Un infortunio intempestivo e la necessità dei Milwaukee Bucks di voltare pagina per non perdere Giannis Antetokounmpo hanno invece accelerato i tempi, e soprattutto creato l’occasione.

E così, appena due anni scarsi dopo, Dame è di ritorno nella sua Rip City con cui ha giocato per 11 stagioni prima dell’addio via trade nel 2023. Le circostanze sono strane, Lillard non giocherà con tutta probabilità nella prossima stagione a causa dell’infortunio al tendine d’Achille rimediato ai playoffs, e al suo rientro in campo non sarà più almeno a livello tecnico e anagrafico il giocatore franchigia dei Blazers.

Lillard non era mai stato free agent prima di quest’anno, e il piano non era certo di diventarlo. A fatto compiuto però, la decisione è stata veloce, sul 9 volte All-Star mezza NBA ha chiesto perlomento informazioni, e squadre come Miami Heat, Boston Celtics e Minnesota Timberwolves hanno fatto la loro proposta. Dame ha però scelto di tornare a casa. “Tante cose hanno giocato un ruolo, il sapere che sarei davvero ritornato a casa mia, coi miei ragazzi e per giocare di nuovo con i Trail Blazers, Fare le stesse strade che ho fatto per tanti anni, con tutta la mia famiglia qui, i miei affetti. Certo, non mi aspettavo che sarebbe successo così in fretta“.

Alla conferenza stampa di presentazione, una presentazione strana con Lillard che ha posato di nuovo con la sua maglia numero 0, c’erano anche coach Chaunchey Billups e il Gm Joe Cronin, colui che nella tarda estate 2023 condusse le trattative poi naufragate con i Miami Heat – la destinazione gradita dal giocatore – e poi con Milwaukee. Portland non ha nei piani quello di rimettere in campo Lillard già nella prossima stagione sebbene Dame non si senta di escluderlo del tutto. “Il mio lato orgoglioso la pensa diversamente ma con l’età uno diventa più saggio. Faremo come ha detto Joe (Cronin, ndr) e ci prenderemo il tempo che serve“. Coach Billups ha scherzato sul fatto che Lillard sarà “l’assistant coach più pagato della NBA il prossimo anno, per cui lo metterò subito al lavoro“.

L’ex Bucks ha spiegato che non ci sono stati strascichi personali con la squadra e la dirigenza dopo la trade del 2023, cosa che ha facilitato l’intesa per il ritorno a Portland. I Trail Blazers sono ancora di proprietà di Jody Allen e della famiglia Allen ma sono in vendita, nei prossimi mesi le cose potrebbero dunque cambiare. Il nuovo contratto di Lillard da 42 milioni in tre anni prevede una player option per l’ultima stagione, e soprattutto una no trade clause con cui potrà opporsi a qualsiasi scambio.

Durante la presentazione, Damian Lillard ha parlato del suo infortunio di aprile, e per la prima volta pubblicamente. “Appena mi sono fatto male, quando mi sono toccato sul polpaccio e ho capito, la prima cosa a cui ho pensato è stata, OK, ora dovrò recuperare da un infortunio al tendine d’Achille. Diciamo che in tanti hanno avuto più pietà di me di quanta non ne ho avuto io di me stesso, un sacco di gente che mi diceva che avrebbe pianto e cose così. Io non ho pianto, neppure nei momenti tra me e me. La mia mente era già passata alla modalità ‘ora devo combattere per qualcosa’ sapendo che cosa mi attendeva

Lillard ha poi detto di aver parlatocon Rudy Gay, con Kevin Durant e Aaron Rodgers dell’infortunio (…) questo è l’infortunio più grave che abbia mai avuto e sarà una sfida a livello mentale. E quelle, io non le perdo mai“.

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