A movimentare il periodo calmo della NBA in vacanza alle porte d’agosto, ci ha pensato Daryl Morey, president of basketball operations dei Philadelphia 76ers il quale ha raccontato quella che secondo lui è una verità di fatto, ma che nessuno ammette pubblicamente nei circoli della lega. E che riguarda i Los Angeles Lakers e il titolo 2020 conquistato a Orlando, Florida, nella famosa “bolla” NBA.
Intervistato da The Athletic per un articolo che 5 anni esatti dopo ricorda l’esperimento unico della NBA, che nel 2020 in piena pandemia da Covid decise di riprendere la propria stagione 2019-20 in un ambiente isolato dall’esterno, un enorme complesso a Orlando nelle strutture di Disney World, Morey ha rivelato che “chiunque nella lega con cui abbia mai parlato, in privato mi ha sempre detto che quel titolo NBA non può essere considerato un titolo genuino, diciamo. Se pensiamo alla bolla NBA penso che la lega debba sempre andare fiera di come ha saputo dare un esempio in tempo di pandemia, ma quel titolo avrà sempre un asterisco. Questo non significa che se avessimo vinto con i Rockets, io non avrei festeggiato e non lo considerei come un titolo legittimo“.
Daryl Morey era ai tempi il general manager degli Houston Rockets, eliminati a Orlando proprio dai Lakers al secondo turno dei playoffs. Quella 2019-20 sarebbe stata l’ultima stagione di Morey a Houston, nonché di James Harden e di coach Mike D’Antoni.
La stagione NBA 2019-20 fu senza dubbio sui generis, per cause di forza maggiore che ricordiamo tutti benissimo. Dopo aver vinto, i Lakers non poterono neppure celebrare coi tifosi per le strade di Los Angeles a causa degli ordini che vietavano gli assembramenti e i grandi raduni di persone, e nella “bolla” andarono sono alcune squadre NBA, quelle che alla ripresa della stagione avrebbero ancora potuto guadagnarsi l’accesso ai playoffs. Fu di certo un esperimento pionieristico della NBA, e di grande successo con tutta l’attenzione del mondo dello sport, sostanzialmente fermo in quei mesi, puntata su Orlando. Per giocatori, staff e coach si trattò di un’esperienza del tutto differente, per settimane isolati dal mondo “fuori” peraltro in un momento drammatico per gli Stati Uniti, con la pandemia e le fortissime tensioni sociali nate dopo gli omicidi a sfondo razziale di George Floyd e Breonna Taylor a Minneapolis e Louisville, e il ferimento a morte di Jacob Blake a Kenosha, Wisconsin.
Tensioni che portarono i giocatori NBA radunati a Orlando a organizzare uno sciopero di 48 ore con la minaccia di tornare a casa e fare saltare la stagione. Sciopero poi rientrato con un accordo con la lega e i proprietari delle squadre su un ancora maggiore impegno nel sociale e anche con la mediazione di personaggi illustri, come l’ex presidente Barack Obama.
Il titolo NBA è stato anche l’ultimo – a oggi – vinto da LeBron James e l’unico in maglia Los Angeles Lakers dei 4 collezionati in carriera. I Lakers batterono per 4-2 i Miami Heat in finale, con James MVP delle Finals.

