E’ uno Steph Curry troppo rilassato preoccuparsi ancora dell’immobilismo con cui i suoi Golden State Warriors hanno affrontato la off-season e il mercato. Steph ha dedicato la sua lunga estate al golf, alla famiglia con il quarto figlio arrivato da pochi mesi, e a guarire dall’infortunio muscolare che lo aveva fermato sul più bello negli scorsi playoffs, al secondo turno e con i Dubs avanti per 1-0 contro i Minnesota Timberwolves.
Gli Warriors non hanno fatto letteralmente nulla sul mercato, se non proporre a Jonathan Kuminga contratti che il giocatore congolese non s’è nemmeno sognato di accettare. E la squadra è ancora corta, con giocatori come Gary Payton II, Al Horford e De’Anthony Melton che attendono solo la risoluzione dell’affaire Kuminga per firmare il proprio contratto. Per ora però è tutto in stand-by.
“E’ una situazione diversa dal solito, è vero, ma io conto di ripartire dall’identità di squadra che abbiamo costruito nell’ultima parte della scorsa stagione, e ai playoffs. Penso che la squadra sia davvero buona ma di certo occorrono dei rinforzi per salire un altro gradino” ha detto Curry. Sulle sue condizioni dopo l’infortunio durante i playoffs, “sta andando bene, sono pronto per finire forte l’estate. Ci rivedremo al Media Day e sarò pronto e tirato a lucido“.
