Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA ClippersKawhi Leonard, l’ex CEO di Aspiration: “Non si parlò di salary cap alla firma del contratto”

Kawhi Leonard, l’ex CEO di Aspiration: “Non si parlò di salary cap alla firma del contratto”

di Michele Gibin
kawhi leonard aspiration

Andrei Cherny, ex cofondatore e CEO di Aspiration fino al 2022, ha negato che il contratto con la sua ex azienda di Kawhi Leonard fosse stato scritto apposta per prevedere che la superstar dei Clippers non dovesse onorare alcun impegno contrattuale.

Cherny, che ha lasciato Aspiration nel 2022 e non è coinvolto nel procedimento giudiziario per bancarotta, ha dichiarato via X che il contratto di Kawhi Leonard aveva “circa tre pagine di obblighi che il giocatore avrebbe dovuto onorare, e il suo contratto diceva chiaramente che se (Leonard, ndr) non lo avesse fatto, questo avrebbe annullato l’accordo unilateralmente“. Come emerso nelle scorse settimane, Kawhi non ha mai svolto né prestato il volto in alcuna attività o campagna per l’azienda nonostante fosse sotto contratto sin dal 2021, e per un cifra di almeno 28 milioni di dollari. Contratto attorno a cui ruota l’ipotesi che gli LA Clippers nella persona di Steve Ballmer, proprietario della squadra e cofinanziatore di Aspiration, possano aver tentato di aggirare le regole salariali della NBA pagando il loro giocatore una cifra extra al di fuori del salary cap, in una sorta di triangolazione. Ballmer si è difeso spiegando di essere semplicemente stato truffato da Aspiration e dal fondatore Joseph Sanberg, assieme a altri investitori, e che il contratto di Leonard con la startup fosse una questione esterna, tra il giocatore e Aspiration.

Sempre Cherny ha ricordato che il contratto con Kawhi Leonard si fosse chiuso “pochi mesi prima che io lasciassi l’azienda, e non ricordo discorsi su salary cap NBA e cose varie. Ricordo che si parlava invece di come impiegare Leonard per la stagione 2022-23, ci sono delle mail fino alla settimana in cui poi io me ne andai da parte del nostro team del marketing. Di quel che è successo dopo, e perché, non posso dire nulla“.

Cherny aveva lasciato l’azienda già in difficoltà nel 2022, per contrasti con Sanberg circa la sua condotta. Joseph Sanberg si è poi dichiarato colpevole di un tentativo di truffa agli investitori per circa 145 milioni di dollari, nell’agosto del 2025, Aspiration ha dichiarato bancarotta nel marzo 2025.

Uno dei diversi ex dipendenti di Aspiration intervistati da Pablo Torre, il giornalista di ESPN che ha svelato per primo i fatti, ha invece detto che “il mio team aveva espresso forti preoccupazioni all’epoca visto il costo alto del contratto (con Kawhi Leonard, ndr) e la ben poca attinenza con la strategia di Aspiration“. E ancora, “nonostante l’impegno del team del marketing, ogni sforzo per farla funzionare fu sospeso. A mio giudizio il contratto con Leonard non era nel miglior interesse dell’azienda, difficile da giustificare a livello strategico allora come oggi“.

Che Kawhi Leonard come testimonial non fosse l’idea del secolo, sembrava convinto anche Joseph Sanberg che come rivelato da The Athletic, nel maggio 2022 con la sua azienda già in crisi aveva deciso di “stimolare” la partnership con la star dei Clippers con un incentivo di ben 20 milioni di dollari di tasca propria, e un secondo contratto che avrebbe dunque portato a Kawhi quasi 50 milioni di dollari complessivi in due anni, per non fare – come poi emerso – assolutamente nulla. “Contribuirò personalmente per rendere questa partnership possibile. Il nostro ex CEO (Cherny, ndr) non valutava come opportuno questo contratto” così Sanberg in una mail del 2022, in cui annunciava di accollarsi di fatto personalmente il contratto di Leonard per proseguire nella partnership.

LA NBA ha aperto nelle scorse settimane un’indagine per chiarire se i Clippers abbiano tentato o meno di aggirare le regole salariali della lega. La stampa sportiva canadese ha intanto rivelato che Kawhi Leonard e il suo zio-agente Dennis Robersonavessero già chiesto contratti di sponsorizzazione a impegno zero” ai Toronto Raptors in sede di trattative per il rinnovo del contratto nella free agency 2019. Leonard avrebbe poi scelto i Clippers preferendoli a Raptors e Lakers.

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