Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLA Clippers“Ecco come i Clippers pagavano Aspiration per pagare Kawhi” altre rivelazioni sul caso Leonard

“Ecco come i Clippers pagavano Aspiration per pagare Kawhi” altre rivelazioni sul caso Leonard

di Michele Gibin
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L’inchiesta a puntate sulla cosa a tre tra LA Clippers, Kawhi Leonard e Aspiration Partners Inc si arricchisce di nuovi elementi, con Pablo Torre che nell’ultima puntata del suo podcast collega pagamenti per 118 milioni di dollari totali da Steve Ballmer e Dennis Wong alla compagnia ormai decotta, e sempre in concomitanza con le scadenze contrattuali di Leonard con Aspiration per il suo contratto “fantasma” da testimonial, muto e invisibile.

Dal settembre 2021 fino al marzo 2023 Ballmer e il suo socio di minoranza ai Clippers Dennis Wong avrebbero versato nelle sofferenti casse di Aspiration qualcosa come 118 milioni di dollari “per tenerla a galla“. La sola stranezza di un proprietario che tiene a galla artificialmente un proprio sponsor basterebbe a rendere… peculiare la situazione, che però rischia di ingarbugliarsi definitvamente per i Clippers se si nota – come fa Torre – come i versamenti arrivassero poco prima che Aspiration dovesse pagare Leonard come previsto dal suo contratto.

Nel settembre 2021 Aspiration era diventata partner e sponsor dei Clippers, anche grazie a un investimento di 50 milioni di dollari di Ballmer (anche qui, singolare). Nell’aprile 2022 sempre secondo le rivelazioni di Torre i Clippers inviano a Aspiration, azienda impegnata nel settore del green, in due tranche 35 milioni di dollari di “carbon credits” e l’azienda ufficializza il contratto di sponsorizzazione con Kawhi Leonard, da 28 milioni di dollari.

Nel giugno 2022 i Clippers corrispondono altri 21 milioni a Aspiration, che versa a Leonard 1.75 milioni di dollari a luglio. E nel dicembre 2022 Dennis Wong investe 2 milioni di dollari in Aspiration e l’azienda versa altri 1.75 milioni al giocatore. E infine, nel marzo 2023 Ballmer investe ulteriori 10 milioni di dollari nell’azienda che però nel frattempo finisce sotto indagine federale. Nel marzo 2025 il crac, e nell’agosto 2025 il fondatore Joseph Sanberg si dichiara colpevole di truffa.

Un periodo di tempo in cui l’azienda non ha mai fatto mancare i pagamenti a Leonard, mentre tagliava il 20% dei posti di lavoro e le difficoltà crescevano. E il tutto senza che Kawhi avesse mai lavorato un minuto per Aspiration, come volto e testimonial.

Una sospetta triangolazione che è sempre più difficile da spiegare per i Clippers. Steve Ballmer si è difeso due settimane fa spiegando di essere stato truffato assieme agli altri investitori nel crac di Aspiration, e di non aver avuto alcuna nozione del tipo di contratto che Leonard avesse firmato con l’azienda pur ammettendo di aver “messo in contatto” il suo giocatore con chi di dovere, cosa permessa dai regolamenti. Il sospetto è che i Clippers abbiano procurato a Leonard un contratto che non richiedesse da parte sua alcuna opera con Aspiration, come metodo per pagare Kawhi di più rispetto al suo contratto NBA aggirando quindi le regole salariali della NBA. E che nel tentativo di “coprire” le tracce Steve Ballmer abbia sostenuto Aspiration quando questa è entrata in difficoltà.

La NBA ha già annunciato un’indagine interna per verificare gli estremi di una violazione delle regole salariali.

Nella nuova puntata del suo podcast, Pablo Torre ha introdotto un nuovo elemento che spiegherebbe come i Clippers abbiano fatto in modo di far transitare i soldi da Aspiration alle tasche di Kawhi Leonard. I Clippers avrebbero infatti acquistato dei “carbon credits” per circa 56 milioni di dollari, ogni qualvolta arrivassero le scadenze per il contratto di cui sopra col giocatore, in modo tale che Aspiration potesse generare degli utili, con cui onorare il contratto. I carbon credits o “crediti di carbonio” sono crediti grazie ai quali le aziende finanziano progetti di sostenibilità e relative aziende (come appunto Aspiration) del valore delle proprie emissioni stimate di CO2. Progetti come riforestazioni, impianti eolici o solari e stoccaggio di CO2.

Una delle fonti interpellate da Torre, un ex dipendente di Aspiration, ha confermato che il sistema di acquisto dei carbon credits “fosse proprio quello sfruttato per aggirare (tramite la triangolazione, ndr) il salary cap NBA“. Accuse a cui gli LA Clippers hanno risposto in un comunicato: “Nei nostri accordi per l’uso dell’arena c’erano degli obblighi di acquistare dei carbin credits, e nonostante avessimo già raggiunto ampiamente i requisiti abbiamo esplorato altri mezzi per affrontare il tema delle emissioni di CO2 provocate dai nostri tifosi presenti all’arena, da qui i contratti con Aspiration per acquistare direttamente i carbon credits. Il contratto di sponsorizzazione con Aspiration era uno di questi mezzi, e abbiamo pagato l’azienda fino a quando questa ha potuto onorare la propria parte del contratto“. I Clippers hanno poi rilanciato sulla buona fede di Steve Ballmer e sulla truffa.

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