Home Basket femminileA’ja Wilson segna il suo “the Shot”, Aces sul 3-0 alle Finals

A’ja Wilson segna il suo “the Shot”, Aces sul 3-0 alle Finals

di Michele Gibin
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Fare i conti con un enigma come A’ja Wilson deve essere una cosa tremenda, per una difesa. La superstar delle Las Vegas Aces ha segnato 34 punti con 14 rimbalzi, compreso il canestro della vittoria per 90-88 con 0.1 secondi ancora da giocare in gara 3 delle WNBA Finals contro le Phoenix Mercury, e ora Las Vegas è una sola vittoria dal terzo titolo WNBA in 4 anni.

A’ja ha segnato in fadeaway dal fidato gomito il tiro che ha regalato probabilmente il titolo alle Aces, nella prima finale al meglio delle 7 partite nella storia della WNBA, rimediando a una partita che Las Vegas ha controllato dal secondo quarto in poi ma che Phoenix aveva riacciuffato fino alla parità sull’88-88, con due tiri liberi di DeWanna Bonner. A’ja Wilson è diventata la record-woman per punti realizzati in una singola post-season, e aggiunto un altro momento indimenticabile di una carriera da più grande di sempre, una volta terminata. Il livello è del resto quello.

Avanti anche di 16 punti le Aces hanno poi subito la rimonta delle Mercury, che non potevano permettersi assolutamente di cadere sullo 0-3. Phoenix ha poi perso Satou Sabally per infortunio, una tremenda botta alla testa rimediata cadendo dritta sulla gamba di NaLyssa Smith in un’azione di rimbalzo d’attacco, la giocatrice tedesca non ha potuto portare a termine la partita e ha chiuso negli spogliatori con un sospetto trauma cranico, e 24 punti finali. Le Aces hanno retto per il rotto della cuffia nel quarto periodo, perso per 29-14 di parziale, grazie al tesoretto costruito nel primo tempo in cui hanno mandato a bersaglio ben 8 triple, con Jewell Loyd, Jackie Young e Dana Evans. Per Young 21 punti con 9 assist, Jewell Loyd dalla panchina ha piazzato un’altra zampata dopo quella di gara 1 con 16 punti, tutti praticamente nella prima metà di gioco.

Dopo metà terzo periodo, A’ja Wilson era già a quota 20 punti e ha ripreso a segnare quando Phoenix s’è rifatta sotto. Un problema insoluto per la difesa delle Mercury che ci hanno provato con Alyssa Thomas, Satou Sabally e DeWanna Bonner, poi coi raddoppi. Ma nulla da fare, per A’ja anche 4 assist e un controllo offensivo totale.

Il segreto? Dare la palla a lei e levarsi dai piedi” riassume Becky Hammon le fasi finali di gara 3. “Non è stato neanche uno schema, abbiamo solo eseguito quello che ha disegnato lei” così Wilson sull’ultimo possesso, quando Las Vegas sulla rimessa d’attacco a 4 secondi dal termine ha solo affidato il pallone alla sua superstar e si è – appunto – tolta da piedi “Io faccio solo quello che disegna lei alla fine, e sono contenta che la coach si fidi di me in queste occasioni“.

Fidarsi è in fondo la parte facile, segnare questo tipo di tiri lo è meno ma A’ja Wilson è ormai così a proprio agio dal gomito, il suo “ufficio” da cui nessuna difesa è riuscita a oggi a spostarla. “Pensare che da quando c’è Becky (Hammon, ndr) non avevamo mai vinto una gara 3 alle Finals… oggi per noi si è trattato di vincere, ogni possesso, ogni quarto, questa era la nostra mentalità. Il tiro finale? Sono quei momenti per cui si gioca e si vive, per fortuna è andato dentro. E’ un momento importante, che si rivedrà tanto in TV e ogni volta qualcuno penserà, c’ero anchio all’arena quel giorno. Una cosa potente, ecco“.

La giocata decisiva è arrivata inoltre dopo una palla persa causata proprio da Wilson, che s’era fatta sfuggire a 40 secondi dalla fine un pallone abbastanza comodo col punteggio sull’88-88. Ma sul possesso difensivo successivo è stata la stessa A’ja a recuperare il rimbalzo dopo l’errore al tiro di Alyssa Thomas, ben contenuta senza fallo da Megan Gustafson, prima dell’epilogo. “Sapevo che avrei dovuto riscattarmi perché sennò mi sarei dannata l’anima, è stato un sollievo vedere che l’ultimo gioco era per me“.

Dopo la partita, il coach delle Mercury Nate Tibbets ha detto “che non esistono vittorie morali, era una partita da vincere e la volevamo. Quante squadre hanno recuperato uno 0-3, poche no? (nessuna in WNBA, ndr) per cui non c’è da indorare nessuna pillola, la strada davanti a noi è di quelle toste e prenderemo una partita alla volta. Siamo davanti al nostro pubblico e abbiamo il nostro orgoglio, lotteremo“.

Se alla lotta prenderà parte anche Satou Sabally resta da vedere, l’ex Dallas Wings ha preso una “zuccata” piuttosto forte ed è stata inserita nel concussion protocol della lega, dovrà ora superare i necessari test per poter tornare in campo. E gara 4 è tra soli due giorni. In caso di forfait, in quintetto base partirà DeWanna Bonner che in gara 3 ha segnato 25 punti.

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