Ogni nuova stagione NBA comincia con le previsioni degli appassionati di basket. Non sempre, però, è facile “incasellare” alcune franchigie. Tra giocatori che possono svoltare una stagione e squadre in crescita, in questo articolo verranno analizzate 5 squadre “enigmatiche” e difficili da leggere per la prossima stagione. Il nostro piccolo viaggio comincerà a Est, più precisamente in Canada con i Toronto Raptors. Successivamente, ci sposteremo in Florida con gli Orlando Magic e in Georgia per gli Atlanta Hawks. Non molto distante, ma nella Western Conference, in Louisiana, ci attendono i New Orleans Pelicans per arrivare, infine, in Oregon con i Portland Trail Blazers.
Toronto Raptors
Dopo una stagione complicata e piena di incognite, i Toronto Raptors si presentano al via del nuovo campionato con una domanda chiara: questa squadra può davvero tornare competitiva o resterà intrappolata in un limbo tra ricostruzione e ambizione? Il progetto tecnico di Darko Rajaković entra in una fase cruciale. Il gruppo è giovane, ma alcune scelte non fanno capire la direzione che vogliono prendere.
Il possibile quintetto base offre un mix di creatività e fisicità. Immanuel Quickley a impostare il gioco, da point guard dinamica e RJ Barrett come esterno di volume e presenza fisica. Brandon Ingram, preso per la sua pericolosità offensiva, soprattutto nei finali di partita, che spesso sono costati molto cari nella passata stagione. Jakob Pöltl sotto canestro non ruba l’occhio ma conquista i rimbalzi (9.6 nell’ultima regular season). A questi quattro si aggiunge, per completare la formazione titolare, Scottie Barnes. Volto della franchigia canadese, dovrà consacrarsi nel ruolo di point-forward moderna attraverso la gestione del pallone, una difesa versatile e una leadership emotiva.
Dalla panchina Gradey Dick potrà trovare molti minuti, portando pericolosità perimetrale e innesti atletici che aveva già fatto intravedere la scorsa stagione.
Dal punto di vista tattico, i Raptors continueranno a puntare su un attacco fluido, con più portatori di palla. La vera sfida consisterà nel trovare le giuste spaziature per aprire il campo: spesso hanno faticato dall’arco e, senza un pericolo costante da fuori, rischiano di intasare le linee di penetrazione per Barnes e Quickley. C’è entusiasmo, ma anche consapevolezza: Toronto non può più permettersi una stagione anonima. Se Barnes esploderà definitivamente e gli esterni troveranno equilibrio tra iniziativa individuale e sistema, allora potranno affacciarsi al play-in. In caso contrario, sarà l’ennesimo anno in attesa del vero salto.

