Buona la prima per i nuovi Knicks di coach Mike Brown, che superano i Cavs per 119-111 all’esordio in regular season. Tra le file di New York, oltre alle buone prestazioni di Anunoby e del solito Brunson, spicca la doppia doppia di Towns, realizzata praticamente su una gamba sola. KAT infatti è rientrato tra i disponibili a scendere in campo solo a poche ore dall’inizio della partita, dopo che uno stiramento al quadricipite aveva messo in forte dubbio la sua presenza. Il centro alla fine ha deciso di stringere i denti e giocare, mettendo a referto 19 punti e 11 rimbalzi in 31 minuti sul parquet. Scelta che sicuramente avrà fatto felici anche i tifosi newyorkesi, che si sono potuti godere la prima vittoria della stagione al Garden.
“Sono stato malconcio e non ho avuto la possibilità di allenarmi o giocare nelle ultime due partite di preseason”, ha detto Towns. “Non volevo deludere i tifosi. Non è stato facile giocare sul dolore, ma ce l’ho fatta”.
Vittoria importante dunque per New York, che senza Hart e Robinson ha comunque la meglio sulla sua grande rivale ad Est. Test importante anche per Mike Brown, chiamato da subito a far bene in una piazza difficile come quella della Grande Mela. L’ex coach dei Kings ha risposto bene, mostrando una gestione diversa da Thibs anche nelle rotazioni, come dimostrato dei ben 11 giocatori scesi in campo.
“Questa squadra è una squadra solida”, ha detto Brown. “Do grande merito a Leon Rose e al suo gruppo. Il mio lavoro è continuare a trovare combinazioni che funzionino. Ho sicuramente anche un grande margine di crescita.” Ha poi aggiunto: “Qui posso imparare al volo perché abbiamo molti ragazzi che sanno giocare. Non so se schiererò 11 giocatori ogni sera, ma mi piace schierarne quanti più possibile”.
Sempre il coach ha poi parlato delle aspettative e di come questa prima vittoria, seppur contro un avversario come Cleveland, sia solo il primo passo per un roster che ha ancora molto da migliorare.
“Le aspettative su di noi sono altissime. Che vinciamo o perdiamo, è stata solo la prima partita”, ha detto Brown. “Non sentiamo di essere minimamente vicini a ciò di cui siamo capaci, ed è questo che ci motiva a lavorare”.

