Con un linguaggio piuttosto circospetto, cauto, la NBA “ha informato le 30 squadre” d’aver iniziato un processo di revisione delle regole che determinano i report pre-partita per quanto riguarda gli infortuni, e di creazione di percorsi di formazione “per tutto il personale”.
L’accento, sempre si scrive nel memorandum della lega alle squadre, sarà posto “su quanto concerne la pratica delle scommesse” con un programma di monitoraggio “sia interno sia esterno” per un miglior controllo di tutte le attività sospette. Una prima reazione della lega che è stata investita la scorsa settimana dagli esiti di una vasta indagine federale su scommesse illegali connesse agli ambienti malavitosi, e che ha portato all’arresto dell’allenatore dei Portland Trail Blazers Chauncey Billups, del giocatore dei Miami Heat Terry Rozier e dell’ex giocatore e assistente allenatore Damon Jones. Tra le accuse che hanno portato Billups e Jones in carcere c’è quella d’aver passato agli allibratori informazioni riservate sugli injury report delle squadre, per accomodare dunque le scommesse su una data partita grazie alla soffiata, che poi gli allibratori fornivano agli scommettitori del proprio giro.
Gli injury report della NBA vengono costantemente aggiornati fino a poche ore prima delle partite attraverso un protocollo, che ora la lega cercherà di rendere ancora più riservato. Il memorandun cita espressamente il caso risalente al 2023 quando Terry Rozier, in una partita di marzo degli Charlotte Hornets poi finita all’interno dell’inchiesta, finse di essere infortunato dopo pochi minuti, per favorire delle quote su un suo “under” per punti segnati su cui gli scommettitori del giro erano stati informati. La NBA, si scrive nel documento, “era stata avvisata in tempo reale del picco di puntate su Rozier“, tutte scommesse formalmente regolari. “Crediamo che si possa fare di più dal punto di vista sia legale sia delle procedure per proteggere l’integrità della NBA e delle leghe affiliate. In particolar modo, le scommesse sulle statistiche individuali di un giocatore richiedono un livello più alto d’attenzione e maggior monitoraggio“.
La NBA prende dunque quella che per il momento è l’unica strada percorribile, ovvero quella del maggior controllo dopo aver contribuito a creare – di fatto – maggiori possibilità di imbrogliare. La lega ha infatti aperto negli ultimi anni alle scommesse live anche sulle prestazioni personali dei giocatori e questo ha generato inevitabilmente un effetto collaterale con più persone che cercano di sfruttare qualsiasi vantaggio e mettere le mani su qualsiasi informazione utile, per “coltivare” il proprio giro di scommettitori e aumentare i guadagni. Tutti i giocatori e allenatori coinvolti (nell’inchiesta figura anche Malik Beasley, tuttora indagato, e il già condannato e radiato Jontay Porter Jr) sono accusati di aver ricevuto una parte dei guadagni risultanti dalle scommesse aggiustate.
Vietare le cosiddette “prop bets” sui numeri individuali dei giocatori sarebbe la soluzione migliore per semplificare e togliere qualsiasi motivo per i giocatori di aggiustare le proprie statistiche anche per scopi illeciti, come emerso dalle indagini dell’FBI. Ma questo significherebbe un ritorno indietro impraticabile per ragioni economiche e di introiti, dal betting legalizzato e dai cosiddetti “sportsbook” ormai piovono troppi soldi e sponsorizzazioni per la lega e le squadre. Fanduel è da anni uno sponsor importante di squadre e network. ESPN con ESPN Bet possiede il proprio influentissimo sportsbook, e un’altra realtà come Draft Kings è tra gli sponsor della NBA.

