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NBA playoff analysis, cosa ha permesso agli Spurs di prevalere sui Clippers?

di Francesco Tarantino

Questi playoff ci stanno sicuramente regalando poche emozioni, tutte le squadre stanno rispettando i pronostici della vigilia, alcune serie si trovano già sul 3-0 pronte per essere chiuse da un momento all’altro. Per noi tifosi sarebbe stato sicuramente più esaltante vedere la testa di serie numero otto mettere in difficoltà la numero 1 del seed o comunque assistere ad uno spettacolo più degno di quello mostrato fin’ora.

C’è da dire però che la serie più entusiasmante e che si sta mostrando la più aperta tra tutte,è quella tra i campioni uscenti, i San Antonio Spurs e i velieri di Los Angeles, i Clippers.

Il primo match ci ha riservato delle sorprese, infatti, i Clippers grazie ad una grande prova di squadra sono riusciti a limitare gli Spurs sia in attacco che in difesa, match a dir poco perfetto quello giocato dagli uomini di coach Rivers.

La rabbia dei campioni non si è lasciata aspettare, infatti, dopo che la critica ha subito dati per spacciati gli Spurs dopo il primo round, definendoli bolliti e con poca voglia di vincere,Timothy per tutti Timmy Duncan ha deciso di alzare il livello, dominando gara 2 sotto ogni punto di vista sia tecnico che psicologico, coadiuvato da un Kawhi Leonard in versione MVP, fresco vincitore del premio di miglior difensore che sembra lo abbia davvero galvanizzato. Il ragazzo, infatti, ha mostrato di essere in grande spolvero dal punto di vista fisico, temibile in difesa quanto in attacco, è lui il vero fattore x di questi Speroni, quando decide di iniziare a macinare gioco, è inarrestabile.

Oklahoma City Thunder v San Antonio Spurs - Game Five

Timmy Duncan e Kawhi Leonard

 

Stesso andamento in gara 3, infatti, cambiato il fattore campo, non sembra cambiata l’inerzia della serie che pende vertiginosamente dalla parte Texana, gara completamente dominata dai giocatori in canotta nera che senza pietà si sono sbarazzati dei giovani Clippers che cercano sempre di affidarsi alle magie di Chris Paul ai pick’n pop per Griffin e la presenza fisica di Deandre Jordan. La differenza è netta e si vede, il sistema ideato da Gregg Popovich è difficile da abbattere, una vera e propria macchina da guerra, sono ancora loro la squadra da battere.

leonard-kawhi-popovich-gregg-spurs

Popovich e Leonard

 

Dunque, le vittorie non nascono dal niente, è necessario, quindi, esaminare quali fattori hanno portato gli Spurs a condurre la serie dopo un avvio tutt’altro che brillante.

Prima di tutto, la differenza tra la vittoria ed una sconfitta generalmente la si nota dalle percentuali di squadra from the downtown, dall’arco e gli Spurs in queste gare hanno saputo sfruttare i propri tiratori al meglio, bombardando la difesa losangelina dai sei metri e settantacinque a ripetizione. 

La difesa è parte integrante della filosofia di gioco degli Speroni, anzi, è la punta di diamante, in un periodo in cui numerosi team sono molto spesso più dediti all’attacco che alla difesa, San Antonio rappresenta un’eccezione, infatti, le spaziature sono sempre perfette e la squadra ruota benissimo sulle marcature sfruttando al massimo eventuali matchup difensivi.

Avere a roster, poi, difensori formidabili come Leonard non può che facilitare il tutto, il ragazzo  ha davvero fatto la differenza soprattutto in gara 3. Sebbene tutta la squadra abbia giocato bene, Kawhi ha saputo avere una marcia in più rispetto agli altri, spesso tramutando meravigliosi recuperi difensivi in punti facili in transizione che hanno fatto da spartiacque per il definitivo gap.

Come ogni anno gli Spurs giocano sempre delle brutte sorprese, la squadra da battere rimane San Antonio ma è davvero proibitivo violare l’alamo, arriveranno fino in fondo? Ma soprattutto, sarà repeat?

Per NBA Passion,

Francesco Tarantino

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