Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee BucksBucks in crisi ma Rivers è fiducioso: “La squadra ci piace così com’è”

Bucks in crisi ma Rivers è fiducioso: “La squadra ci piace così com’è”

di Alessandro Buongiorno

Il coach dei Milwaukee Bucks Doc Rivers, nonostante la scottante sconfitta contro i Nets con un distacco di 45 punti e un record sempre più negativo rimane fiducioso sulle potenzialità del roster. La squadra di Giannis, assente ormai da due settimane, non vince due gare di fila dal 30 di ottobre. Sette sconfitte nelle ultime dieci hanno riportato molto pessimismo nell’ambiente.

Doc Rivers però ha deciso di spegnere tutti i rumors su grandi mosse di mercato: “La nostra squadra ci piace così. Sicuramente non stiamo giocando bene per tante ragioni. Non bisogna ricreare la ruota. Chi di solito lo fa finisce per fallire. Sono semplicemente onesto. Sono dentro all’ambiente ormai da tanti per poterlo dire. È come la gallina e le uova. Dobbiamo capire cosa viene prima”.

Nonostante l’attestato di fiducia la squadra anche davanti ai microfoni non riesce  a rimanere positiva. “Siamo stati imbarazzanti, solo questo” cosi Ryan Rollins a fine gara. Anche Kevin Porter Jr senza filtri: “Non credo che ci siano state tante sconfitte come questa nella storia della NBA. Una sconfitta come questa dovrebbe farci svegliare, nessuno dovrebbe arrivare a fare una prestazione del genere. Penso che abbiamo aperto gli occhi tutti” 

L’unico che ha provato a trovare parole diverse è stato Myles Turner: “Quando inizi sempre a perdere, il tuo spirito viene scosso un minimo. Non è il momento di trovare le scuse ma quello di lavorare e riuscire a performare al meglio” 

La stagione era iniziata nel meglio dei modi. Quattro vittorie nelle prime cinque. Ma da allora solo 7 su 23 sono state le vittorie. Ora i Bucks avranno dei giorni di pausa dalle partite che potranno aiutarli a migliorare le cose che non sono andare nella sconfitta con Brooklyn

Situazione paradossale quella che è in atto oggi in quel di Milwaukee. Una squadra che grida al cambiamento e un coach invece che predica continuità. L’assenza di Giannis, oltre a peggiorare la situazione, alimenta voci sulla sua futura possibile partenza, che diventa probabile ogni giorno che passa. 

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