Home Basket femminileProiezioni shock: le proposte delle giocatrici potrebbero costare alla WNBA 700 milioni di dollari

Proiezioni shock: le proposte delle giocatrici potrebbero costare alla WNBA 700 milioni di dollari

di Carmen Apadula

Il divario tra la WNBA e le sue giocatrici è diventato ancora più evidente nel corso di questa settimana, quando i funzionari della lega hanno previsto ingenti perdite finanziarie legate a una recente proposta sindacale, sollevando nuove preoccupazioni sulla direzione delle trattative per il nuovo CBA.

La lega ritiene che l’ultima proposta della Women’s National Basketball Players Association comporterebbe perdite per circa 700 milioni di dollari nel corso della durata del prossimo contratto collettivo di lavoro. Secondo tali fonti, il deficit previsto supererebbe le perdite complessive subite dalla WNBA nei suoi 29 anni di esistenza.

I funzionari della lega ritengono che le perdite minaccerebbero la salute finanziaria della WNBA, che ha registrato una rapida crescita negli ultimi anni, ma che storicamente ha operato in perdita. La proiezione è stata calcolata utilizzando dati finanziari precedentemente sottoposti a revisione contabile e riflette le preoccupazioni relative alla sostenibilità, piuttosto che alla crescita a breve termine.

La proposta del sindacato si concentra su un modello di ripartizione dei ricavi che assegnerebbe circa il 30% lordo alle giocatrici. Si ritiene che le versioni recenti di tale proposta includano un tetto salariale complessivo di circa 10.5 milioni di dollari, un aumento notevole rispetto all’1.5 milioni del 2025. Secondo il quadro proposto dal sindacato, la retribuzione sarebbe legata ai ricavi lordi delle spese, una struttura che le giocatrici ritengono rifletta in modo più accurato il loro ruolo nella generazione dei proventi della lega.

I funzionari della lega, tuttavia, sostengono che un sistema di questo tipo non tiene adeguatamente conto dell’aumento dei costi di: operazioni delle squadre, viaggi, marketing, personale e investimenti in infrastrutture necessari per sostenere l’espansione e la crescita commerciale. Dal punto di vista della lega, pagare alle giocatrici una percentuale lorda delle entrate potrebbe creare una situazione scomoda, in cui le spese superano le entrate, in particolare nei primi anni del nuovo CBA.

Al contrario, la lega ha proposto un sistema di ripartizione basato su ricavi netti, definiti al netto delle spese, che consentirebbe comunque ai giocatori di ricevere più del 50% della cifra indicata. Una proposta del 18 dicembre includeva una ripartizione dei ricavi senza limiti, un tetto salariale che partisse dai 5 milioni di dollari, stipendi massimi superiori a 1.3 milioni (in crescita fino a quasi 2 per tutta la durata dell’accordo) e stipendi minimi superiori a 250.000 dollari solo nel primo anno.

I funzionari della lega affermano che la proposta è stata concepita per bilanciare l’aggressiva crescita salariale con incentivi per i proprietari delle squadre, affinché continuino a investire capitali, mentre l’attività si avvia verso una redditività sostenibile.

Nonostante i colloqui in corso e le due precedenti proroghe dell’accordo attuale, le due parti rimangono distanti mentre si avvicina la scadenza del 9 gennaio.

You may also like

Lascia un commento