Viene da chiedersi usque tandem, fino a quando (e dove) i Milwaukee Bucks siano determinati a spingersi per non costringere Giannis Antetokounmpo a mangiare la foglia e chiedere la fatidica trade, visti i report di mercato a tre settimane dallo scoccare della trade deadline.
I Bucks (17-22) saranno una delle squadre più attive da qui al 5 febbraio, offrendo praticamente qualsiasi cosa in loro possesso per cambiare faccia al roster e acquisire talento. Anche a costo di imbarcare delle scommesse grandi così con dei nomi certo roboanti, ma da rilanciare.
Da quando Ja Morant è diventato ufficialmente disponibile via trade, quasi tutte le squadre potenzialmente interessate avrebbero lasciato intendere che no, questa volta si passerà la mano. I Twolves veleggiano nei piani alti della classifica a Est e non hanno bisogno di stravolgimenti, i Sacramento Kings sono invece talmente disastrati che il loro primo obiettivo deve essere vendere. Chi? Tutti, da Zach LaVine a Domantas Sabonis a DeMar DeRozan a Malik Monk.
Gli Washington Wizards che avrebbero potuto puntare su Morant hanno già provveduto con Trae Young, pagandolo peraltro pochissimo (CJ McCollum e Corey Kispert). Gli Houston Rockets per i quali vale il medesimo discorso di Minnesota, non si prenderanno ora dei rischi con la star di Memphis. I Miami Heat non sono storicamente squadra da trade a metà stagione e hanno gusti difficili, e non intendono privarsi di troppo talento per mettersi in casa un giocatore da rilanciare come Ja Morant.
Sfogliando la margherita, per i Grizzlies e Morant restano davvero solo i Milwaukee Bucks che hanno in Kyle Kuzma, Bobby Portis e Ryan Rollins i contratti da proporre a Memphis. Ja Morant è piuttosto svalutato e il prezzo modico che gli Wizards hanno pagato per Trae Young, come lui un pluri All-Star, indica come anche i Grizzlies non possono campare pretese assurde se davvero volessero chiudere.

