CAMMINO DA INIZIO EUROLEGA
Inseriti nel girone più morbido come teste di serie fra i quattro eliminatori, i greci chiudono la regular season con sole due sconfitte, entrambe fuori casa e su campi non facilissimi: Vitoria e Istanbul, sponda Galatasaray, squadre entrambe regolate in precedenza nella tana del Pireo. Alle Top 16 otto vittorie nelle prime nove gare mettono subito al sicuro il passaggio ai playoff, tuttavia le successive tre sconfitte, tra cui il tracollo casalingo contro il Fenerbahce, relegano la truppa di coach Sfairopoulos al terzo posto nel girone F, che significa svantaggio del fattore campo ai quarti. L’accoppiamento è contro il redivivo Barcellona di Xavi Pascual.
Dopo le prime due puntate della serie la situazione è sull’1-1, con i catalani incapaci di sfruttare a pieno il fattore Palau Blaugrana. La situazione volge tutta dalla parte dei campioni greci, infatti è proprio Printezis a condannare i blaugrana con una sua tripla sulla sirena di gara 4 e a spedire i suoi per la terza volta negli ultimi quattro anni alle Final Four.
PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA
L’Olympiacos costituisce il roster con l’altezza media più bassa di queste F4. Tanti piccoli interscambiabili e dotati di grande duttilità nel gioco, in grado di difendere fino alla morte nei minuti concessi a ognuno di loro e di prendere un discreto numero di rimbalzi a testa, sono uno dei punti di forza di questo gruppo che, sembra quasi vietato non dirlo, ha una grande mentalità vincente. Vassilis Spanoulis e Georgios Printezis sono i veterani per eccellenza di questa squadra, attorno ai quali nel corso delle ultime annate si è sempre cercato di costruire un gruppo in grado di competere sempre ai piani più alti.
C’è un fattore che, in vista di questo ultimo atto dell’Eurolega 2015, non è assolutamente da sottovalutare: la sfrontatezza data dal fatto di non essere favoriti potrebbe regalare ai biancorossi quella leggerezza mentale tale da impedire di giocare con troppa pressione addosso. Vedasi il Maccabi l’anno scorso…
Oltre a tutto questo, sono da sottolineare anche gli aspetti per i quali Spanoulis e compagni sembrano partire in leggero svantaggio rispetto alle altre tre pretendenti. In primis, tolti i due citati qualche riga sopra, questa volta il roster pecca abbastanza di inesperienza a questi livelli e, considerando solamente i nomi caldi del Real, del Fenerbahce e anche del CSKA, c’è molto da preoccuparsi. La mancanza di confidenza a giocare costantemente nel pitturato, in un team che si basa principalmente sul reparto esterni, costringerà i greci a cercare le soluzioni migliori per tenere a bada i vari lunghi che vi si opporranno in questi tre giorni. Infine, stiamo parlando di un attacco che produce 75.0 punti ad allacciata di scarpe, contro gli 81.7 punti del Fenerbahce Ulker e i quasi 90 per Real e CSKA. La difesa è la chiave di volta, e ciò influirà molto sul cammino dell’Olympiacos a queste Final Four madrilene.
AVVERSARIO
Nella strada verso la finale si rinnova, dopo due anni, la sfida al CSKA Mosca. Dopo l’addio in panchina di Ettore Messina e la partenza di Nenad Krstic, i russi iniziavano questa stagione con un roster per metà rinnovato e con l’obiettivo di riprendersi il trono europeo dopo sette anni, quando proprio nel 2008 al Palacio de Deportes di Madrid batterono in finale il Maccabi. L’aggiunta in corso d’opera di un giocatore come Andrei Kirilenko pone questa formazione come principale favorita al titolo assieme ai padroni di casa del Real. La regia di Milos Teodosic sarà anche fondamentale per i destini degli uomini di Dimitrios Itoudis, come l’apporto di Sonny Weems e il gioco interno di Sasha Kaun. A completare lo starting five troviamo l’ala russa Andrey Vorontsevich, mentre dalla panchina escono giocatori come Nando De Colo, reduce da un periodo l’anno scorso ai San Antonio Spurs, la guardia americana Aaron Jackson, Vitaly Fridzon e il georgiano Manuchar Markoishvili.
Senza ombra di dubbio però il più atteso sarà Kyle Hines, unico ex di turno e artefice dei successi della squadra del Pireo nelle annate 2011-2012-2013, con due Euroleghe vinte in maglia biancorossa.
QUINTETTO
Ecco il quintetto base tradizionale dell’Olympiacos Piraeus:
–Vassilis Spanoulis (CAPITANO) 1,93m 1982 PM
–Matt Lojeski 1,98m 1985 G
–Brent Petway 2,05m 1985 AP
–Georgios Printezis 2,06m 1985 AG
–Bryant Dunston 2,03m 1986 C
PRONOSTICO
Negli ultimi anni i pronostici pre-Final Four sono sempre stati sconvolti da risultati inaspettati, pertanto risulta sconveniente puntare il nome su una possibile vincitrice con assoluta certezza. Sicuramente Real e CSKA sono le favorite numero uno per la finale, ma Olympiacos e Fenerbahce non staranno certamente a guardare e avranno tutte le carte in regola per strappare un biglietto per l’ultimo atto di domenica sera. Riusciranno i greci, freschi dei successi del 2012 e 2013, a ribaltare un’altra volta ogni previsione e a salire nuovamente sul trono d’Europa? Lo scopriremo insieme!
Per Serie A Beko Passion,
Lorenzo Prodon (@ProdonLorenzo on Twitter)





